TRAFFICANTE DI VIRUS

TRAFFICANTE DI VIRUS

Costanza Quatriglio ha conferito al suo Trafficante di virus un carattere del tutto internazionale. E, fortunatamente, il presente lungometraggio ben si differenzia dalla gran parte di pellicole nostrane che tanto vorrebbero “fare la differenza”, ma che poi, inevitabilmente, finiscono per somigliare in tutto e per tutto a una fiction televisiva. In uscita il 29 e il 30 novembre e l’1 dicembre in sala, e prossimamente su Amazon Prime Video.

Ieri come oggi

Trovare il vaccino contro un virus, in modo da poter scongiurare una potenziale pandemia. Un tema, il presente, più che mai attuale. Ma se, purtroppo, ultimamente non si è potuta evitare la pandemia da Covid-19, in passato – grazie alla scoperta, appunto, di una particolare proteina in grado di bloccare il virus – la tanto temuta aviaria è stata fortunatamente bloccata in tempo. Decisiva, in questa occasione, è stata la scelta della virologa Ilaria Capua di rendere note a ogni casa farmaceutica importanti informazioni riguardanti lo sviluppo del suddetto vaccino. Questa sua scelta, tuttavia, le ha causato non pochi problemi. Se, dunque, dalle sue vicende è nato un libro da lei stessa scritto – Io, trafficante di virus – ecco che anche la settima arte ha voluto “dire la sua” in merito. Così, dunque, ha visto la luce Trafficante di virus, ultima fatica della regista Costanza Quatriglio, che prende ispirazione proprio dal libro della Capua.

Irene&Ilaria

Trafficante di virus recensione

La storia qui messa in scena è quella della virologa Irene (impersonata da Anna Foglietta), giovane e brillante scienziata che, al fine di fermare l’epidemia di aviaria, è disposta a mettersi contro tutto e tutti. Al suo fianco, suo marito e la sua squadra di collaboratori, sempre pronti a supportarla nei momenti più difficili.

Linguaggi “universali”

Costanza Quatriglio, dal canto suo, ha optato per un approccio registico che si rifà molto al modello statunitense e che, pertanto, conferisce al suo Trafficante di virus un carattere del tutto internazionale. Ciò significa che, fortunatamente, il presente lungometraggio ben si differenzia dalla gran parte delle pellicole nostrane che tanto vorrebbero “fare la differenza”, ma che poi, inevitabilmente, finiscono per somigliare in tutto e per tutto a una fiction televisiva.

Pezzi del puzzle

Trafficante di virus recensione

La storia di Irene, dunque, si rifà a qualcosa accaduto soltanto pochi anni fa, ma che potrebbe accadere oggi, come domani. Una storia che mette in luce numerosi magheggi e interessi personali da parte di “potenti”, a scapito del benessere e della sicurezza della popolazione stessa. Trafficante di virus tocca numerose questioni senza mai scadere nel banale o nel già detto. La difficoltà a far sentire la propria voce, lo scetticismo da parte delle istituzioni, processi che vanno avanti per anni, il ruolo della stampa, che altro non fa che alimentare e diffondere false verità in cambio di visibilità (particolarmente notevole, a tal proposito, la performance di Paolo Calabresi nel ruolo di un reporter d’assalto) vengono messi qui in primo piano, sebbene la macchina da presa della Quatriglio si concentri principalmente sul personaggio di Irene, sui suoi dubbi etici, sulla sua determinazione, sui suoi successi e sui suoi momenti di sconforto.

Una storia “al femminile”?

E poi, non per ultima, c’è la questione del ruolo delle donne. Irene è una donna grintosa e con una grande passione per il suo lavoro. Eppure sono in pochi i suoi superiori a voler riconoscere i suoi meriti. Ognuno di loro sembra (voler) notare principalmente il suo aspetto fisico, considerandola quasi “fastidiosa”, nel momento in cui la donna si rivela molto più coraggiosa e capace di chi è nel campo prima di lei. Trafficante di virus tira in ballo molti temi, mette molta carne al fuoco ma, allo stesso tempo, riesce a esporre tutto in modo lineare e mai banale, senza pericolose forzature che diano l’idea di un lungometraggio frammentario e poco credibile. Costanza Quatriglio, dal canto suo, si rivela a proprio agio anche quando si tratta di realizzare un film di finzione, prediligendo un approccio onesto, realista e mai sopra le righe.

Trafficante di virus poster locandina

Scheda

Titolo originale: Trafficante di virus
Regia: Costanza Quatriglio
Paese/anno: Italia / 2021
Genere: Drammatico
Cast: Alberto Basaluzzo, Andrea Bosca, Anna Foglietta, Donatella Bartoli, Michael E. Rodgers, Paolo Calabresi, Roberto Citran
Sceneggiatura: Francesca Archibugi
Fotografia: Sabrina Varani
Montaggio: Luca Gasparini
Musiche: Luca D'Alberto
Produttore: Roberto Sessa
Casa di Produzione: Picomedia
Distribuzione: Medusa Distribuzione

Data di uscita: 29/11/2021

Trailer

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Marina Pavido
Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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