UNA FAMIGLIA VINCENTE – KING RICHARD

UNA FAMIGLIA VINCENTE – KING RICHARD

Epopea sportiva che è anche storia di riscatto e dramma familiare, Una famiglia vincente – King Richard si regge sulle ottime prove del cast – in primis su un Will Smith nei panni di un personaggio duro e visionario – e su una regia capace di dare dinamicità e vigore alle sequenza degli incontri.

Da Compton al tetto del mondo

Non è facile, nel 2021, dire qualcosa di davvero nuovo o interessante in un settore inflazionato come quello del biopic sportivo. Il compito di Reinaldo Marcus Green – già regista degli apprezzati Joe Bell e Monsters and Men – era tuttavia in qualche modo agevolato: questo perché il soggetto di Una famiglia vincente – King Richard è sì il racconto di un’epopea sportiva, ma anche e soprattutto un dramma familiare, e parallelamente uno spaccato delle perduranti discriminazioni razziali operanti in un periodo (gli anni ‘90) che solo in apparenza aveva visto lo sport statunitense diventare più aperto e inclusivo. Questo valeva in particolar modo, a ben vedere, per una disciplina tradizionalmente considerata d’elite e borghese come il tennis. Un aspetto, quest’ultimo, che il film di Green illumina piuttosto bene, raccontando l’insolita vicenda di un riscatto nato dai bassifondi (rappresentati nella loro quotidianità, senza inutili enfasi) e ispirato da un’insolita figura di padre-coach. Una figura (o meglio un ritratto), quella di Richard Williams, che ha già fruttato a Will Smith il Golden Globe come miglior attore in un film drammatico, su quattro nomination ricevute dal film: e forse non finirà qui.

Il visionario dei bassifondi

Una famiglia vincente – King Richard recensione

La vicenda di Una famiglia vincente – King Richard, la riassumiamo per i più distratti, è quella della guardia giurata afroamericana Richard Williams, che tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio dei ‘90 decise di allenare personalmente due delle sue figlie, Venus e Serena, con l’idea di farne delle coampionesse di tennis. L’uomo prepara le due ragazzine facendole partire dal campetto di cemento nel suo quartiere di Compton, in California, in una zona in cui vivono in ugual misura criminalità e razzismo; la disciplina che applica sembra ferrea, ma comunque mitigata, in tutte le sue manifestazioni, dalla proiezione visionaria verso il successo, e da un’ambizione che le due ragazze sembrano fin dall’inizio condividere in toto.

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Con insistenza e cocciutaggine, bussando a tutte le porte possibili, Williams riesce a trovare un coach professionista per la figlia più grande, Venus, introducendola nel circuito che conta ma “proteggendola” al contempo da un precoce contatto con la pressione della fama, e facendole iniziare così una lenta scalata al successo; ma l’altra figlia Serena – più giovane ma altrettanto dotata – non resterà a guardare per molto.

Prevedere e pianificare

Una famiglia vincente – King Richard recensione

Il marcato afflato spiritualista (non sempre motivato) presente in molti film prodotti da Will Smith è qui, per fortuna, perlopiù assente: il “suo” Richard Williams è un combattente laico, un uomo proiettato verso un orizzonte ideale – il successo e la notorietà di Venus e Serena – che tuttavia è anche e soprattutto traguardo concreto. Un traguardo che nella realtà si è effettivamente realizzato (le ragazze hanno entrambe avuto carriere memorabili), fornendo alla sceneggiatura lo spunto per caratterizzare il personaggio in una luce mitica, quella di un eroe mediatico che arriva persino a oscurare le due ragazze. Un processo di oscuramento che nel film – ed è forse inevitabile visto il periodo scelto – fa soffrire soprattutto il personaggio di Serena (la comunque brava Demi Singleton), un po’ sacrificata nel suo iniziale restare all’ombra dei successi della sorella. Successi indirizzati e pianificati da un personaggio, quello di Richard, visto quasi come un demiurgo, una sorta di pragmatico “mago” da una parte capace di prevedere la realtà delle figlie, dall’altra di indirizzarla. Se da un lato la disciplina che applica con le due ragazze arriva a derive quasi crudeli (mai nascoste), dall’altro la sceneggiatura pare schierarsi senza se e senza ma dalla sua parte.

Dinamiche classiche

Una famiglia vincente – King Richard recensione

La parte più interessante di Una famiglia vincente – King Richard è probabilmente la prima, quella in cui il “folle” sogno del personaggio interpretato da Smith si scontra con la dura realtà del quartiere in cui vive, con la presenza della gang giovanile che circonda il campetto in cui le due ragazzine si allenano, e con un contesto sociale in cui degrado e criminalità frustrano in continuazione i sogni e le aspirazioni della famiglia. È la parte, questa, in cui il personaggio di Richard viene rappresentato maggiormente in chiaroscuro, ritratto a un certo punto persino mentre è sul punto di commettere un atto che avrebbe probabilmente pregiudicato la sua vita e la carriera delle figlie.

Successivamente, il Richard di Will Smith trova per se stesso, ma soprattutto per le figlie, la via d’uscita dalle trappole del ghetto: da allora, la statura mitica acquisita dal personaggio si accompagna a quella delle due ragazze, in particolare di una Venus (l’altresì ottima Saniyya Sidney) che si trova combattuta tra la smania di successo, le insidiose pressioni della notorietà, e l’inflessibile volontà di un genitore che proprio da queste pressioni punta a proteggerla. Un racconto classico portato avanti correttamente dalla sceneggiatura di Zach Baylin, seppur forse senza grandi guizzi o momenti di originalità: a supplire a questo limite, in qualche modo fisiologico, c’è una regia dinamica e robusta che dà il suo meglio nelle sequenze degli incontri, capace di rendere “cinematografico” persino uno sport come il tennis, che appare al contrario piuttosto statico (almeno per i non appassionati) nella sua usuale resa televisiva.

Una famiglia vincente – King Richard poster locandina

Scheda

Titolo originale: King Richard
Regia: Reinaldo Marcus Green
Paese/anno: Stati Uniti / 2021
Durata: 144’
Genere: Drammatico, Sportivo
Cast: Aunjanue Ellis, Brad Greenquist, Calvin Clausell Jr., Craig Tate, Daniele Lawson, Demi Singleton, Erika Ringor, Jimmy Walker Jr., Jon Bernthal, Josiah Cross, Kevin Dunn, Layla Crawford, Mikayla Lashae Bartholomew, Noah Bean, Saniyya Sidney, Tony Goldwyn, Vaughn W. Hebron, Will Smith
Sceneggiatura: Zach Baylin
Fotografia: Robert Elswit
Montaggio: Pamela Martin
Musiche: Kris Bowers
Produttore: Mary Solomon, Rick Rickertsen, Ryan Shimazaki, Tim White, Trevor White, Will Smith
Casa di Produzione: Overbrook Entertainment, Star Thrower Entertainment, Warner Bros., Westbrook Studios
Distribuzione: Warner Bros.

Data di uscita: 13/01/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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