THE BATMAN

THE BATMAN

Ennesimo reboot di una saga che ha avuto già un gran numero di incarnazioni, il nuovo The Batman di Matt Reeves testimonia la ricerca da parte della DC/Warner di una formula nuova, dopo il vano inseguimento sul loro terreno dei rivali della Marvel: il risultato è notevole, un cinecomic visivamente suggestivo e narrativamente denso, con un Robert Pattinson oscuro e fragile.

Nero pipistrello

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Non c’è un altro supereroe (e a dire il vero neanche un altro personaggio tout court) che negli ultimi anni abbia goduto di così tante incarnazioni cinematografiche come quello di Batman. Dal film omonimo del 1989 di Tim Burton, infatti, sono stati ben cinque gli attori che hanno indossato la tuta dell’uomo pipistrello, con alterne fortune e in film di atmosfera anche molto diversa tra loro; l’ultima incarnazione del personaggio creato da Bob Kane e Bill Finger è stata quella col volto di Ben Affleck protagonista di Batman v Superman: Dawn of Justice (e del successivo Justice League, nella sua doppia incarnazione). Un’incarnazione che è stata in particolare espressione – nel suo rapido abbandono da parte dei vertici DC – della crisi di un intero media franchise, e della sua stessa concezione. Questo The Batman, opera di un regista uso alla dimensione del blockbuster come Matt Reeves, nasce proprio in conseguenza di quella crisi, parallelamente al suo film “cugino” Joker: la strada intrapresa in casa DC/Warner, dopo aver tentato di inseguire i rivali della Marvel sul loro stesso terreno, sembra ora essere quella dei film stand-alone, dei personaggi unici, degli universi (se non dei film) a se stanti. Una logica che solo in parte, parlando nello specifico di Batman, riprende quella dei tre film di Christopher Nolan, maggiormente aperti alla logica della serialità fin dalla loro concezione.

V per Vendetta

The Batman (2022) recensione

Questo The Batman restituisce agli spettatori una Gotham sia (iper)realistica che dark, che vede frantumarsi l’epica dello Snyderverse (ma in parte anche quella della trilogia di Nolan) nella cupa illuminazione giallastra di strade riprese quasi sempre in notturna, nonché sul volto e sul corpo di un Bruce Wayne mai così dolente e solitario. Un’incarnazione del personaggio che reinterpreta in modo anche radicale – pur nella coerenza formale coi suoi tratti di base – la figura di eroe/vigilante dei fumetti, trovando sostanza in un Robert Pattinson sorprendente, a tratti (positivamente) disarmante.

Ascolta “Arrivano il Batman sorprendente di Matt Reeves e il Cyrano di Joe Wright” su Spreaker.

Il Batman/Wayne di Pattinson, più che un eroe dalla doppia identità – e proprio sul tema dell’identità, e delle maschere, il film torna a più riprese – è un vigilante nichilista, un recluso privo di competenze sociali, che nell’attività di giustiziere notturno trova la sua unica ragione (più istintiva che scelta) di vita. Non a caso, a nominare davvero il personaggio (con l’articolo davanti, particolare che si rivela qualcosa di più di un semplice vezzo) è solo la sua nemesi attuale, quell’Enigmista col volto – quasi sempre coperto – di Paul Dano; una nemesi che quasi ne invoca, nella sua psicopatia (non) colpevole, la complicità. Per il resto, l’uomo pipistrello è chiamato semplicemente Vendetta: il vecchio richiamo lanciato nel cielo con l’emblema del pipistrello, più che una richiesta d’aiuto da parte delle autorità, è qui monito infausto e ragione di terrore per i criminali.

Il detective oscuro

The Batman (2022) recensione

Se Tim Burton aveva concepito il personaggio come un freak sui generis (cosa che sarà ancor più evidente nel suo Batman – Il ritorno, del 1992) in un coerente universo da fiaba dark, se Nolan lo aveva reso protagonista di trame da action urbano con ascendenze seventies, e Snyder ne aveva esaltato la malinconica attitudine da giustiziere (e citiamo anche, per completezza, la reinterpretazione pop e tardo kitsch per opera di Joel Schumacher), Matt Reeves lo rende, coerentemente, il personaggio di un racconto noir: quasi un tormentato detective da romanzo hard boiled. Non a caso, un po’ come un investigatore privato sui generis, il vigilante mascherato si trova qui a condividere le scene del crimine con la polizia, che lo tollera solo in virtù dell’appoggio di quel commissario Gordon che qui (col volto di Jeffrey Wright) assume un peso inedito. Di fatto, The Batman si svolge per tutta la sua prima parte come un thriller all’insegna della detection, con un killer psicopatico che ingaggia un gioco psicologico coi suoi inseguitori, e con in primo piano il motivo noir di una corruzione dilagante, rappresentata qui come parte integrante (più che semplice componente) dell’universo in cui il protagonista si muove. Una corruzione a cui lui stesso si scoprirà non estraneo, nel procedere a doppia direzione della trama (col parallelo svelamento del mistero dell’Enigmista – e di Gotham – e quello del legame della storia dei Wayne con entrambi).

Sotto la maschera

The Batman (2022) recensione

Se per tutta la prima parte del film raramente vediamo Pattinson/Wayne privato della sua maschera, e a prevalere è la figura di un vigilante/detective i cui tormenti, traumi e ossessioni restano solo intuibili – celati sotto una statuarietà che non è solo quella del costume – la fase successiva scava a fondo nel personaggio: e lo fa quando l’evolversi del racconto chiama in causa il suo nome (e quello della sua famiglia), azzerando sia l’appellativo di Vendetta che quello di uomo pipistrello, e richiamandone la biografia finora celata. In questa fase, la sceneggiatura è intelligente nel ricostruire a ritroso una complessa trama di rapporti reciproci – familiari, “di sangue” e di pericolose complicità – che coinvolgono tanto Batman, quanto la sua alleata e rivale Selina/Catwoman (una Zoe Kravitz che è, a suo modo, fragile e inedita dark lady). È questa la fase in cui possiamo cogliere appieno la gamma espressiva di Pattinson – comunque non del tutto celata neanche sotto la maschera – e persino la valorizzazione della sua fisicità minuta, quella che tante perplessità aveva suscitato dai fans più integralisti del personaggio. Un fase in cui il dramma dei Wayne – e di Gotham – viene svelato nella complessità delle sue nuances di grigio, e in cui lo stesso personaggio del villain interpretato da Dano (che in realtà è tale in modo solo apparente) trova spessore e inquietante, umana consistenza.

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Qualcosa lungo la via

The Batman (2022) recensione

Solo nell’ultima frazione, sul totale delle sue corpose, dense tre ore di durata, The Batman stabilisce un legame più organico col filone di cui fa pur sempre parte (quello del cinecomic): e lo fa presentando un più convenzionale scontro tra protagonista e antagonista – culminato in una lunga sequenza che occhieggia al disaster movie – parallelo alla definitiva presa di coscienza da parte del primo del suo ruolo. Un’ultima parte che, pur nella sua convenzionalità, porta a compimento un percorso – quello narrativo del film, e quello interiore del personaggio – pagando dazio con mestiere alle regole del genere, nonché al richiamo a potenziali, e ancora non certi, sequel. Si resta comunque, alla fine, con le orecchie piene del brano Something in the Way dei Nirvana, vero e proprio motivo ispiratore del film e del personaggio, a più riprese riecheggiato nella cupa soundtrack; e si accetta senza grossi problemi anche l’accenno di love story che lega il protagonista alla figura di Selina Kyle, due outsider provvisoriamente (e un po’ malinconicamente) legati dagli eventi. Gotham è sempre lì, così come il personaggio (e non solo lui): gli eventi possono proseguire, ma questa è una storia pensata per funzionare da sola. E il suo compito, (non solo) in questo senso, lo assolve perfettamente.

The Batman (2022) poster locandina

Scheda

Titolo originale: The Batman
Regia: Matt Reeves
Paese/anno: Stati Uniti / 2022
Durata: 175’
Genere: Drammatico, Azione, Poliziesco, Thriller
Cast: Andy Serkis, Barry Keoghan, Colin Farrell, Jeffrey Wright, John Turturro, Paul Dano, Peter Sarsgaard, Robert Pattinson, Zoë Kravitz, Gil Perez-Abraham, Jayme Lawson, Peter McDonald
Sceneggiatura: Matt Reeves, Peter Craig
Fotografia: Greig Fraser
Montaggio: Tyler Nelson, William Hoy
Musiche: Michael Giacchino
Produttore: Toby Hefferman, Dylan Clark, Matt Reeves
Casa di Produzione: 6th & Idaho Productions, DC Entertainment, Warner Bros.
Distribuzione: Warner Bros.

Data di uscita: 03/03/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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