THE LOST CITY

THE LOST CITY

Diretto da Aaron e Adam Nee, The Lost City sembra un omaggio agli anni Ottanta di All’inseguimento della pietra verde. E lo è, ma l’ispirazione principale proviene da un’altra icona (italiana) del decennio (e di quello successivo).

La rivincita di Fabio Lanzoni

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Non è facile incasellare un decennio. Nel programma di Fabio Fazio Anima mia gli anni Settanta erano musicalmente rappresentati dai Cugini di Campagna, non dai Led Zeppelin o dai Black Sabbath.
Lo stesso è per i citatissimi anni Ottanta: certo, ci sono temi, canzoni, film, serie tv e fumetti tipici di quel periodo, ma non sono tutti accomunabili.
In un romanzo di Gianluca Morozzi, il protagonista (alter ego dell’autore) fa parte di una tribute band di Bob Dylan, vuole suonare a una festa anni Ottanta le canzoni del menestrello (detestiamo l’abusata definizione ma la adottiamo per non mettere “cantautore” dopo “canzoni”) americano uscite in quel decennio (in effetti ricco di suoi album interessanti), ma non è certo quella l’idea di anni Ottanta degli organizzatori.

The Lost City, Channing Tatum, Sandra Bullock e Daniel Radcliffe in una scena del film
The Lost City, Channing Tatum, Sandra Bullock e Daniel Radcliffe in una scena del film di Aaron e Adam Nee

La trama di The Lost City fa sembrare il film quello che alla fin fine non è (o è solo in parte). Sandra Bullock è Loretta Sage, scrittrice rosa di successo, autrice di romanzi romantico-avventurosi ambientati in luoghi esotici, spesso fra rovine archeologiche; il marito era in effetti archeologo e lei ha studiato al college antiche civiltà. Il protagonista dei romanzi, Dash, nelle copertine dei romanzi è interpretato dal bel modello Alan (Channing Tatum). Da quando è rimasta vedova Loretta fa vita ritirata, ma la sua manager Beth (Da’Vine Joy Randolph) la convince a fare un incontro promozionale per presentare il nuovo libro, al quale partecipa anche Alan/Dash, che lei non sopporta. Ma viene rapita dall’eccentrico miliardario Abigail (nome genderless) Fairfax (Daniel Radcliffe) convinto che lei possa condurlo al tesoro dell’antica città perduta di D, descritta molto bene nel suo romanzo. Alan, spinto dalla voglia di dimostrare che può essere un eroe anche nella vita reale, si mette in viaggio per tentare di salvarla. I due si trovano coinvolti in un’avventura nella giungla che li cambierà.

Sembra una versione moderna di All’inseguimento della pietra verde (1984) film di Robert Zemeckis che aveva saputo declinare in chiave originale l’ispirazione alla Indiana Jones all’epoca in voga. Anche lì avevamo una scrittrice di romanzi rosa dalla vita sentimentale inesistente (Kathleen Turner) coinvolta in un’avventura nella giungla americana. Ma la differenza la fa il protagonista maschile: là era Jack T.Colton (Michael Douglas), chiaramente ispirato a Indy, qui invece il personaggio di Alan è modellato su un’altra icona anni Ottanta (e Novanta), il modello Fabio Lanzoni.

Alan come Fabio

The Lost City, Channing Tatum e Sandra Bullock in una foto del film
The Lost City, Channing Tatum e Sandra Bullock in una foto del film di Aaron e Adam Nee

Se ci sono non poche star della tv italiana (Heather Parisi, Don Lurio) che, come si diceva un tempo, hanno “trovato l’America in Italia” il modello milanese Fabio Lanzoni ha trovato l’America in America. Negli anni Ottanta fa il modello per tantissime copertine di romanzi rosa e, noto solo con il nome di battesimo di Fabio, diventa un autentico sex symbol. Nei Novanta partecipa a vari film e alla serie tv Acapulco H.E.A.T., uno dei tanti telefilm ispirati a Baywatch, ambientati in località balneari con protagonisti vari bellocci (uomini e donne) che indagano su casi polizieschi. Se già la serie di ispirazione era trash Acapulco H.E.A.T era l’apoteosi del trash.

Alan-Dash è chiaramente ispirato a Fabio; nella presentazione del libro di Loretta sfoggia anche una lunga parrucca bionda a imitazione della folta chioma del modello. Un Fabio Lanzoni che però fa il suo percorso nel film, diventando davvero avventuroso e meno superficiale. Così come Loretta, capisce che era sbagliato l’autoesilio.

Un’altra differenza con il film di Zemeckis è l’età dei protagonisti. All’epoca Michael Douglas aveva quarant’anni, Kathleen Turner trenta; potevano sembrare una coppia classica, mentre Sandra Bullock ne ha cinquantotto (ben portati, ma ha sempre dimostrato meno della sua età), e Channing Tatum quarantadue, sedici di meno, per certi versi è una sorta di toyboy. Un toyboy però intelligente e davvero innamorato. Probabilmente una vera icona erotica per tante signore suppergiù coetanee di Sandra Bullock, anche se magari meno in forma di lei. Channing Tatum è la versione maschile delle protagoniste di tante commedie romantiche che vogliono farsi apprezzare non solo per la bellezza.
I due personaggi fanno entrambi il loro percorso nel film: lei diventa meno cupa, lui mostra di essere più intelligente anche se comunque non riesce a imparare il latino che Loretta invece conosce bene.

Qualche curiosità

The Lost City, Channing Tatum in una scena del film
The Lost City, Channing Tatum in una scena del film di Aaron e Adam Nee

Un motto latino ricorrente nel film è “Dulcius ex asperis” che significa “più dolce dopo le difficoltà”. Citato anche per la storia d’amore fra Loretta e Alan che nasce alla fine (non pensiamo di spoilerare, era abbastanza scontato). Chi vedesse la pellicola in lingua originale noterebbe che gli americani dicono dulchius, non dulcius. Per noi italiani è assurdo, ma non è del tutto improbabile che fosse la corretta pronuncia latina: chi scrive ricorda un professore di latino che sosteneva che Caesar si pronunciasse Caesar e non Cesar (anche se a scuola si adottava la pronuncia italica).

Ascolta “The Northman, l’Amleto di Eggers è il nostro colpo di fulmine” su Spreaker.

Brad Pitt fa poco più di un cameo nel ruolo di Jack Trainer, avventuriero quasi invincibile e super sexy (alla faccia dei quasi sessant’anni anagrafici). È solamente un cameo perché, così in gamba, sarebbe come Gastone nei fumetti disneyani: un distruttore di storie. Purtroppo non lo ha capito la Disney con la versione cinematografica dell’eroina della Marvel Comics Capitan Marvel: accecata dal mito del woman empowerment ha inserito un personaggio troppo potente che distrugge il pathos e la storia (nei comics è forte ma non quasi onnipotente come nei film).

The Lost City, Da'Vine Joy Randolph e Óscar Núñez in una scena del film
The Lost City, Da’Vine Joy Randolph e Óscar Núñez in una scena del film di Aaron e Adam Nee

Fra i segni dei tempi del film, Beth, la simpatica manager di Loretta. Non perché afroamericana (avrebbe tranquillamente potuto esserlo anche trent’anni fa), ma perché l’attrice Da’Vine Joy Randolph è fortemente sovrappeso: è un omaggio al body positive (avrà anche uno spasimante) anche se questo è limitato alle donne (agli uomini, nella fiction e sempre di più nella realtà è richiesta la tartaruga, basti pensare al fisico di Channing Tatum e Brad Pitt). La misteriosa città di D alla ricerca dei cui tesori va Abigail Fairfax è probabilmente ispirata alla città perduta di Z cercata per decenni nella giungla brasiliana dall’esploratore Percy Fawcett, scomparso nel Mato Grosso nel 1925.

Un film simpatico

The Lost City ha comunque una caratteristica anni Ottanta che in questi anni si è progressivamente perduta. È un film simpatico: è simpatica Loretta, è simpatica la sua manager Beth (come abbiamo detto), è simpatico Alan/Dash (bello ma improbabile come eroe); è persino simpatico, con la sua aria da ricco cattivone alla 007 (ma meno sanguinario dei nemici di Bond) Abigail Fairfax. È simpatico lo stesso Jack Trainer, una sorta di parodia dell’avventuriero affascinante e invincibile.

Il target è probabilmente costituito da signore quaranta-sessantenni che un po’ si immedesimano in Loretta (e non necessariamente sono meno in forma di lei), ma può piacere anche agli uomini etero.

The Lost City, la locandina italiana
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Scheda

Titolo originale: The Lost City
Regia: Aaron Nee, Adam Nee
Paese/anno: Stati Uniti / 2022
Durata: 112’
Genere: Commedia, Avventura, Azione
Cast: Brad Pitt, Daniel Radcliffe, Patti Harrison, Sandra Bullock, Adam Nee, Anthony Alvarez, Bowen Yang, Da'Vine Joy Randolph, Héctor Aníbal, Joan Pringle, Omar Patin, Oscar Nuñez, Raymond Lee, Ryan Orr, Slang, Sli Lewis, Thomas Forbes-Johnson
Sceneggiatura: Dana Fox, Adam Nee, Aaron Nee, Oren Uziel
Fotografia: Jonathan Sela
Montaggio: Craig Alpert
Musiche: Pinar Toprak
Produttore: Charlie Endean, Seth Gordon, Sandra Bullock, Liza Chasin
Casa di Produzione: Exhibit A, Paramount Pictures, Fortis Films, 3dot productions
Distribuzione: Eagle Pictures

Data di uscita: 21/04/2022

Trailer

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