BANG BANG BABY 1X01 – 1X05

BANG BANG BABY 1X01 – 1X05

Creata da Andrea Di Stefano

Voto: 7

Presentandosi come una nuova via possibile al genere crime, fatta di cupi sogni e visioni pop, Bang Bang Baby arriva dal 28 aprile coi suoi primi cinque episodi su Amazon Prime Video: una prima metà che delinea il viaggio di (ri)scoperta delle proprie origini di una protagonista adolescente, in un’ambientazione fortemente caratterizzata come quella della Milano da bere degli anni ‘80.

‘Ndrangheta da bere

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Dopo i successi di Romanzo criminale e Gomorra, e dopo la meno popolare Suburra, il noir televisivo italiano – nel frattempo trasferitosi nel mondo dello streaming – sembrava essersi instradato verso una formula ormai ben collaudata: una formula fatta di uno sguardo ravvicinato all’interno delle realtà che popolano la variegata galassia criminale italiana, con una struttura attenta agli equilibri di potere del mondo malavitoso e il conferimento (spesso discusso) di una qualche statura tragica a singoli personaggi. Fa piacere quindi, a prescindere dalla riuscita del prodotto, che un lavoro come questo Bang Bang Baby tenti strade almeno in parte diverse. La nuova serie Amazon, distribuita su Prime Video in due singole tranche di episodi (i primi cinque a partire dal 28 aprile, i cinque restanti dal 19 maggio) presenta infatti l’educazione criminale di un singolo personaggio: un’adolescente che, per recuperare un rapporto col padre criminale, parte dalla realtà borghese per eccellenza – la Milano da bere degli anni ‘80 – venendo (re)instradata verso il mondo di quella ‘ndrangheta che nel capoluogo lombardo aveva da poco impiantato le sue ramificazioni. L’ispirazione è a una reale vicende di cronaca, che vedeva tuttavia protagonista una giovane residente in Gran Bretagna.

Alice nel paese dei malavitosi

Bang Bang Baby, la protagonista Arianna Becheroni in un momento della serie
Credits: ©️Prime Video & Amazon Studios, photo by Andrea Pirrello

Questi primi cinque episodi di Bang Bang Baby mostrano la prima metà del percorso della giovane Alice (Arianna Becheroni), timida teenager che vive in una cittadina dell’hinterland milanese degli anni ‘80, insieme alla madre operaia Gabriella (Lucia Mascino). La ragazza ha sempre creduto che suo padre, un malavitoso proveniente dalla Calabria, fosse stato ucciso dieci anni prima, durante una gita della famiglia al luna park. Un articolo di giornale, tuttavia, svela ad Alice la verità: il padre Santo (Adriano Giannini) è in realtà ancora vivo, ed è stato da poco arrestato e rinchiuso nel carcere di San Vittore. La ragazza decide così di andare nel capoluogo a cercare la sua famiglia paterna, i Barone, per tentare di mettersi in contatto col padre. Ma il ritrovato legame col mondo criminale, che la madre Gabriella aveva tentato così accuratamente di recidere, farà precipitare subito Alice in una situazione estremamente pericolosa.

Stranger Criminals

Bang Bang Baby, Pietro Paschini in una scena della serie
Credits: ©️Prime Video & Amazon Studios, photo by Andrea Pirrello

Il poster della nuova serie Amazon, dominato dalle tonalità del rosa e dell’azzurro e da un tipico simbolo degli eighties (la Big Bubble) dice già molto sul clima che si respirerà nella storia. In Bang Bang Baby ci sono gli anni ‘80 in tutte le loro espressioni più frequentate – e se si vuole abusate: dagli spot televisivi alle acconciature ossigenate, dai riti dei paninari da fast food alle canzoni pop (presenti praticamente lungo tutta la narrazione) fino ai videogiochi dell’epoca. Diversamente da quanto accade in Stranger Things e derivati, tuttavia, la serie creata da Andrea Di Stefano non cerca la mimesi e la riproduzione storica fedele: il suo il 1986, anno in cui la vicenda è ambientata, è frutto di una rappresentazione altamente stilizzata, spesso iperrealistica e grottesca. Lo stesso prologo della serie, che coinvolge proprio, in modo surreale, la Big Bubble della locandina, mette subito le cose in chiaro: il noir di Bang Bang Baby ha i colori del pop e della cultura di massa del periodo, trasfigurati però in visioni e frammenti onirici, coloratissime schegge di immaginario provenienti direttamente dalla mente della protagonista, alternate senza soluzione di continuità alla realtà. Se, da una parte, il crime italiano si colora di kitsch, svuotandosi così di qualsiasi portato mitico, dall’altra gli spensierati e mitizzati eighties, nel loro pompato caleidoscopio di suoni e colori, flirtano con la morte. Una morte nascosta in un casolare appena fuori città, incarnata in una pittoresca famiglia di criminali.

Un rimosso di morte

Bang Bang Baby, Dora Romano in una sequenza della serie
Credits: ©️Prime Video & Amazon Studios, photo by Andrea Pirrello

Il singolare coming of age criminale di Alice si configura come un viaggio di scoperta che (complice anche l’espediente della voce fuori campo) diviene anche viaggio nella memoria. Una memoria di morte e violenza che l’infanzia prima e l’adolescenza poi hanno coperto con una coloratissima orgia di Big Bubble, sofficini che (non) sorridono prima di essere mangiati, e cioccolatini M&M’s che cadono (letteralmente) a pioggia; tra schermi televisivi sempre accesi e la “sicurezza” di un percorso borghese – la fabbrica in cui lavora la madre della ragazza – apparentemente già tracciato. Dall’oblio felice, favorito da un decennio che scelse di nascondere dietro un velo di spensieratezza il baratro verso il quale il paese si stava avviando – tra malaffare, corruzione e presenza criminale ormai organica al tessuto sociale – al consapevole abbraccio delle proprie (cupe) radici. Abbraccio anch’esso trasfigurato, nelle forme di una collettiva sitcom familiare, fatta di ridanciane torture, maiali voraci di miele d’acacia (e di qualsiasi superficie su cui esso venga spalmato) e di piccoli e casuali omicidi. Al centro di tutto, nella persona della nonna Lina interpretata da Dora Romano, una figura di matriarca spietata che – in un decennio in cui l’aspirazione alla “parità” borghese era la possibilità di andare a lavorare in fabbrica – compie la sua personale scalata ai vertici criminali della Santa. E guai a pararlesi davanti, anche se a farlo fossero dei membri della sua stessa famiglia.

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Una nuova fase

Bang Bang Baby, Antonio Gerardi in una scena della serie
Credits: ©️Prime Video & Amazon Studios, photo by Andrea Pirrello

Se i primi due episodi di Bang Bang Baby si rivelano molto incentrati sull’aspetto pop e sui sogni/visioni della protagonista, parallelamente al suo percorso di presa di coscienza delle sue origini, i tre successivi rallentano leggermente su questo versante, dando più spazio alla narrazione propriamente detta, con una struttura maggiormente classica. Una struttura che si preoccupa soprattutto di delineare i singoli personaggi – con un’attenzione particolare al folle capo scout, fan di George Michael, interpretato da Antonio Gerardi – e di mostrare la morsa di quella che, per la giovane protagonista, si configura sempre più come una trappola senza via d’uscita. Una trappola comunque abbracciata dapprima con consapevolezza, evocata persino in un cambio di cognome che ha i crismi di un marchio. Una frazione, quest’ultima, in cui probabilmente ha prevalso anche l’esperienza di un regista come Michele Alaique, che già in un lavoro cinematografico come Senza nessuna pietà aveva esplorato i territori di un più tradizionale crime movie. Due componenti, quella più realistica e quella visionaria, che nel corso di questi primi cinque episodi mantengono comunque, sempre, un buon equilibrio: equilibrio raggiunto grazie a un’alternanza di toni che non fa quasi mai perdere compattezza alla storia. Il cliffhanger posto alla fine del quinto episodio, che anticipa i tratti di un racconto che da adesso in poi, inevitabilmente, cambierà registro, non è stato inserito in modo casuale: per Alice sembra aprirsi ormai una nuova fase. Con quali esiti – e con quale approdo – è ancora tutto da verificare.

Bang Bang Baby, la locandina della serie

Scheda

Titolo originale: Bang Bang Baby
Creata da: Andrea Di Stefano
Regia: Michele Alhaique, Giuseppe Bonito, Margherita Ferri
Paese/anno: Italia / 2022
Genere: Drammatico, Thriller
Cast: Adriano Giannini, Antonio Gerardi, Arianna Becheroni, Dora Romano, Enea Barozzi, Ernesto Mahieux, Katia Greco, Lucia Mascino, Nicola Nicchi, Carmelo Giordano, Christina Andrea Rosamilia, Denise Capezza, Giorgia Arena, Giuseppe De Domenico, Pietro Paschini
Sceneggiatura: Luigi Di Capua, Valentina Gaddi, Sebastiano Melloni, Chiara Barzini, Virginia Virilli, Andrea Di Stefano
Fotografia: Francesco Di Pierro, Timoty Aliprandi, Vittorio Omodei Zorini, Daria D'Antonio
Montaggio: Federica Forcesi, Ilaria Fraioli, Marcello Saurino
Musiche: Santi Pulvirenti
Produttore: Lorenzo Gangarossa, Mario Gianani, Mauro Monachini, Lorenzo Mieli, Luchino Visconti di Modrone
Casa di Produzione: Wildside, Amazon Studios, Enormous films, The Apartment
Distribuzione: Amazon Prime Video

Data di uscita: 28/04/2022

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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