COME PRIMA

COME PRIMA

L’evoluzione del rapporto tra i due protagonisti viene messa in scena da Tommy Weber attraverso sguardi e piccoli gesti, mentre, al contempo, feroci litigi e risse altro non fanno che rivelare un amore fraterno per molto tempo “soffocato”. Eppure, di fianco a trovate indubbiamente d’impatto, vi sono anche altrettanti elementi che, durante il viaggio, vengono tirati in ballo per poi non essere mai più riconsiderati, tra fucili che non sparano mai e fedeli cagnolini che scelgono di punto in bianco la totale libertà. Tutti elementi che rendono Come prima un lungometraggio fortemente imperfetto.

Alla (ri)scoperta di un amore fraterno

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Due persone – magari due membri della stessa famiglia – si incontrano dopo diversi anni e uno dei due cerca di sanare un rapporto da tempo conflittuale. Costretti a trascorrere un determinato lasso di tempo insieme, i due – magari anche durante un lungo viaggio – (ri)scopriranno di avere molte più cose in comune di quanto inizialmente potesse sembrare. Quante volte abbiamo visto al cinema una situazione del genere? Tante, troppe volte. Già, perché, di fatto, la formula del road movie atto a sanare ogni qualsivoglia ferita del passato sembra far gola a tanti cineasti (e, in campo letterario, a scrittori) fin dai tempi del caro Jack Kerouac. Con tali premesse, non sembra avere nulla di originale, dunque, il lungometraggio Come prima, ultima fatica del regista francese Tommy Weber, nonché frutto di una coproduzione tra Italia e Francia.

Decisiva fu la guerra

Come prima, Francesco Di Leva e Antonio Folletto in una scena
Come prima, Francesco Di Leva e Antonio Folletto in una scena del film

La formula adottata, infatti, è tra le più classiche che ci siano: Fabio (impersonato da Francesco Di Leva) e André (Antonio Folletto) sono due fratelli praticamente agli antipodi. Mentre il primo, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, ha deciso di partire per l’Africa arruolandosi con i fascisti, il secondo ha preferito restare a Procida a occuparsi della famiglia, tentando, al contempo, di farsi una vita. Diciassette anni dopo André deciderà di andare a cercare suo fratello (che ora vive nel nord della Francia e guadagna saltuariamente del denaro attraverso combattimenti clandestini), al fine di ricondurlo con sé a Procida.

Due mondi agli antipodi

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Come prima (che della celebre canzone di Domenico Modugno riprende soltanto qualche breve strofa canticchiata in macchina dai due protagonisti, memori dei tempi felici trascorsi insieme da ragazzi) gioca, appunto, sulla contrapposizione tra i due protagonisti, che si fa immediatamente contrapposizione tra due mondi e due ideologie diverse. Fabio non ha mai avuto paura di mettersi in gioco e, al contempo, sembra non aver imparato nulla dalla guerra (di cui sente, a suo modo, ancora nostalgia), restando ancorato alle idee che lo hanno spinto, in passato, a propendere per una determinata fazione. André, invece, non ha mai approvato le scelte di suo fratello e, al contrario di lui, non ha mai considerato la sua isola natale come un ambiente angusto da cui fuggire il prima possibile. Con tali premesse – e malgrado determinate “scelte politiche” – si può facilmente intuire chi dei due è considerato il personaggio con “maggiori potenzialità”.

…”ma hanno anche dei difetti” (cit.)

Come prima, Francesco Di Leva e Antonio Folletto in un momento
Come prima, Francesco Di Leva e Antonio Folletto in un momento del film

Il lungo viaggio intrapreso dai due dovrebbe essere spunto di crescita per entrambi. Ma in che modo avviene tale cambiamento? Se il colore di una camicia (prima nera, poi rosa) sta a indicare molte cose, altrettante situazioni restano, purtroppo, pericolosamente in sospeso, necessitando di approfondimenti mai del tutto attuati. E, di fatto, il presente Come prima lascia nello spettatore parecchi interrogativi aperti. Nessuno dei due protagonisti, sia ben inteso, è un eroe “senza macchia”. Eppure, al di là di ogni qualsivoglia presa di posizione, vi sono determinate situazioni che, dal punto di vista prettamente etico, risultano a dir poco inaccettabili. Prima fra tutte: la scelta della canzone Giovinezza come sottofondo durante il viaggio in macchina dei due, mentre ognuno di loro, con fare nostalgico e giocoso, si gode il momento di “tregua” con il proprio fratello. Allo stesso modo, mentre André risulta, in fin dei conti, il personaggio con minor spina dorsale, Fabio, malgrado tutto, sembra tra i due colui che maggiormente dà importanza a valori come l’amicizia e la lealtà. Non è difficile intuire a chi dei due si senta più vicino chi ha scritto e realizzato il film.

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Ambiguità

L’evoluzione del loro rapporto viene messa in scena da Tommy Weber attraverso sguardi e piccoli gesti, mentre, al contempo, feroci litigi e risse altro non fanno che rivelare un amore fraterno per molto tempo “soffocato”. Una soluzione, la presente, che, dal punto di vista prettamente registico funziona. Così come funzionano i momenti in cui Fabio e André si occupano del loro padre anziano. Eppure, di fianco a trovate indubbiamente d’impatto, vi sono anche altrettanti elementi che, durante il viaggio, vengono tirati in ballo per poi non essere mai più riconsiderati, tra fucili che non sparano mai e fedeli cagnolini che scelgono di punto in bianco la totale libertà. Tutto ciò rende il presente Come prima un lungometraggio fortemente imperfetto, che, più che per l’approccio registico in sé, soffre principalmente per una sceneggiatura maldestra e decisamente ambigua. E quando si tirano in ballo determinati argomenti, la cosa può essere piuttosto spiacevole.

Come prima, la locandina del film

Scheda

Titolo originale: Come prima
Regia: Tommy Weber
Paese/anno: Francia, Italia / 2022
Durata: 90’
Genere: Drammatico
Cast: Antonio Folletto, Carmen Pommella, Francesco Di Leva, Massimiliano Rossi, Miriam Candurro, Swann Arlaud, Hugo Dillon, Nicolas Sacrez, Paola Casella
Sceneggiatura: Tommy Weber, Luca Renucci, Filippo Bologna
Fotografia: Gianluca Laudadio
Montaggio: Cecilia Zanuso
Musiche: Antonio Fresa
Produttore: Luciano Stella, Angelo Laudisa, Maria Carolina Terzi
Casa di Produzione: Mad Entertainment, Rai Cinema, Alcatraz Films, Rosebud Entertainment Pictures
Distribuzione: Istituto Luce Cinecittà

Data di uscita: 16/06/2022

Trailer

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Marina Pavido
Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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