MISTERO A SAINT-TROPEZ

MISTERO A SAINT-TROPEZ

Ambientato nel contesto dell’alta borghesia degli anni ‘70, con la regia di Nicolas Benamou, Mistero a Saint-Tropez è una commedia mistery effimera e innocua, che si regge soprattutto sul buon affiatamento dei suoi due protagonisti, Christian Clavier e Benoît Poelvoorde.

A Saint-Tropez... un luglio giallo comico

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Arriva in sala in apertura della stagione estiva – e a circa un anno dalla sua distribuzione originale in terra francese – questo Mistero a Saint-Tropez, nuova commedia mistery diretta da Nicolas Benamou. Una scelta distributiva che rispecchia in qualche modo il carattere “stagionale” del film di Benamou (al suo attivo la commedia del 2014 Babysitting, e il suo sequel dell’anno successivo); un soggetto che ci porta nel torrido clima estivo – ed esclusivo – della località francese del titolo, nel lontano 1970, in cui si dipana una sorta di giallo senza cadaveri, tutto interno all’ambiente dell’alta borghesia francese. Il mistero incruento (per ora?) coinvolge la ricca coppia composta da Claude ed Éliane Croissant: i due, alla vigilia di un party da loro organizzato nella loro sontuosa villa – con tutta la crème dello show business – subiscono quello che sembra un attentato, col sabotaggio dell’auto della donna. Il ricco Croissant sfrutta la sua amicizia col primo ministro Chirac per richiedere un’indagine da parte del miglior poliziotto di Parigi: ma sfortuna vuole che quasi tutti i detective del dipartimento siano in ferie. Croissant dovrà così accontentarsi dell’incompetente commissario Botta, un detective vicino alla pensione, già protagonista di un fiasco in una recente indagine da lui condotta. I risultati saranno prevedibilmente tragicomici.

Una “Botta” al lusso

Mistero a Saint-Tropez, Jérôme Commandeur e Christian Clavier in una scena
Mistero a Saint-Tropez, Jérôme Commandeur e Christian Clavier in una scena del film

È poco più di un’esile traccia, l’intreccio giallo di Mistero a Saint-Tropez, un pretesto per mettere in scena una sequela di gag incentrate soprattutto sul potenziale comico del personaggio di Botta (Boulin in originale), detective incapace e arrogante interpretato dal veterano della commedia francofona Christian Clavier. Gag che mostreranno gran parte del loro potenziale, prevedibilmente, nell’interazione tra Clavier e un altro volto noto al grande pubblico come Benoît Poelvoorde; proprio l’attore belga, vestendo i panni del ricco proprietario della villa, si ritaglia qui un ruolo decisamente più rilassato e lieve (nonché più in linea coi suoi personaggi usuali) rispetto a quello interpretato nel contemporaneo thriller Inexorable.

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La presenza dell’incompetente commissario nella villa costituirà la prevedibile occasione per mettere alla berlina i rituali del lusso borghese, caricati e caricaturizzati, calati nel clima illusoriamente libertino dell’ambiente dell’alta borghesia degli anni ‘70; un clima in cui le corna sono la norma, il poliamore è ammesso solo se nascosto, e l’omosessualità è consentita purché rientri nello stereotipo più macchiettistico. Un ambiente che verrà scosso, più che da un (presunto) tentato omicidio, dalla fantozziana figura del poliziotto interpretato da Clavier, che sembra preoccupare più gli sbigottiti residenti che il criminale.

Satira all’acqua di rose

Mistero a Saint-Tropez, Benoît Poelvoorde e Christian Clavier in una buffa scena
Mistero a Saint-Tropez, Benoît Poelvoorde e Christian Clavier in una buffa scena del film

Se Clavier e Poelvoorde si rivelano un’efficace coppia comica, e il film mostra un discreto ritmo nel susseguirsi di gag che coinvolgono, a turno, tutti i residenti della villa, è impossibile non rilevare l’inconsistenza della trama di questo Mistero a Saint-Tropez; un plot dagli esiti prevedibili e (diciamolo pure) scarsamente interessanti, specie per come l’intreccio si dipana nell’ora e mezza scarsa di durata. Se il meccanismo del whodunit è puramente esteriore e pretestuoso, e la ricerca del colpevole poco interessante anche per lo spettatore, il film di Nicolas Benamou cerca di spingere sulla satira sociale e sulla descrizione d’ambiente; ma il livello, invero, è così basilare da non riuscire mai davvero graffiante. A partire dall’ingresso del commissario nella villa, che immortala lui e Croissant in un esilarante quanto intuibile outfit, il film dichiara la sua voglia di puntare sulla risata facile, sulla gag slegata dalla trama, su un umorismo concentrato sulla singola scena, più che su un coerente sviluppo narrativo. Se è vero che la trama del film si mantiene (abbastanza) lontana dalla volgarità, va rilevato che il tutto resta epidermico, privo anche del gusto sanamente “anarchico” dell’umorismo slapstick a cui pure ci si rifà. Una costruzione che rende superfluo persino il personaggio interpretato da Gérard Depardieu, a cui la sceneggiatura concede qualche (superflua) scena in più nelle frequenti telefonate tra lui e il suo sottoposto.

Le ambizioni e il risultato

Mistero a Saint-Tropez, Gérard Depardieu in una scena
Mistero a Saint-Tropez, Gérard Depardieu in una scena del film

Non siamo neanche lontanamente dalle parti di Cena con delitto – Knives Out, in Mistero a Saint-Tropez, che vola decisamente basso nelle ambizioni e non cerca (e questo è apprezzabile) di mascherarsi da autentica commedia di costume. Resta, nel film di Benamou, il livello scolastico della resa d’ambiente, e la macchiettistica fattura di tutti i personaggi; figure che, pur nella loro natura caricaturale, e in una commedia così impostata, vorrebbero certo una maggior consistenza. Lo stesso reiterarsi di gag, pur con qualche gradevole variante (un joke che in una scena coinvolge una statua, un arco e il personaggio interpretato da Depardieu) alla lunga finisce per stancare, specie in quanto non sorretto da una struttura narrativa degna di questo nome. Il commissario col volto di Clavier potrà infine bullarsi della prevedibile risoluzione del caso, nonché di essere riuscito a giocare un (letterale) tiro mancino al suo superiore, restando impunito; ma il livello della provocazione portato dal film, a ben vedere, non si discosta molto da quanto visto in quella singola, emblematica scena.

Mistero a Saint-Tropez, la locandina italiana del film
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Scheda

Titolo originale: Mystère à Saint-Tropez
Regia: Nicolas Benamou
Paese/anno: Francia, Belgio / 2021
Durata: 89’
Genere: Commedia, Poliziesco, Giallo
Cast: Benoît Poelvoorde, Camille Claris, Christian Clavier, Gérard Depardieu, Rossy de Palma, Gauthier Battoue, Camille-François Nicol, Chloé Lambert, Elisa Bachir Bey, Jérôme Commandeur, Laurent Fernandez, Nicolas Briançon, Thierry Lhermitte, Vincent Desagnat, Virginie Hocq
Sceneggiatura: Christian Clavier, Jean-François Halin, Jean-Marie Poiré
Fotografia: Philippe Guilbert
Musiche: Maxime Desprez, Michaël Tordjman
Produttore: Cédric Iland, Olivier Delbosc, Christian Clavier, Bastien Sirodot
Casa di Produzione: Umedia, uFund, Curiosa Films, France 2 Cinéma, StudioCanal, France Télévisions, Ouille Productions, Canal+, Ciné+
Distribuzione: I Wonder Pictures

Data di uscita: 30/06/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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