NON SARAI SOLA

NON SARAI SOLA

Esordio nel lungometraggio del regista australiano-macedone Goran Stolevski, Non sarai sola è un affascinante folk horror, che racconta la formazione di una giovane strega tra le montagne macedoni del 19esimo secolo. Il regista a volte sfiora il formalismo, esagerando con la ricerca della bella inquadratura, ma la profondità di sguardo e la lettura personale del genere restano innegabili.

Le stagioni della strega

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Il filone del cosiddetto folk horror, innervato dal successo di un film come The Witch e dai primi due lavori di Ari Aster (in particolare dal più recente Midsommar – Il villaggio dei dannati) sta vivendo, negli ultimi anni, una stagione particolarmente prolifica. Un interesse espresso parimenti da parte di produttori e pubblico, che configura il filone come un’alternativa più “colta” al perenne recupero di vecchi franchise, o al popcorn horror che spesso affolla le sale italiane nei mesi estivi. Proprio in questo primo scorcio di estate fa la sua apparizione nei nostri cinema questo Non sarai sola, esordio nella regia di un lungometraggio del cineasta australiano-macedone Goran Stolevski, già presentato con successo al Sundance Film Festival del 2022. Co-produzione tra Australia, Serbia e Regno Unito, questo esordio di Stolevski può contare nel suo cast su un nome di richiamo internazionale come quello di Noomi Rapace; curiosamente, la stessa Rapace solo pochi mesi fa era apparsa sul grande schermo in un altro film appartenente (genericamente) allo stesso filone, l’ipnotico Lamb. E, proprio come quest’ultimo – ma con un’ambientazione distante tanto geograficamente quanto storicamente – il film di Stolevski tratta il genere con un approccio da dramma psicologico, facendo una riflessione sulla genitorialità e andando a recuperare il vecchio topos della strega.

Nevena e Maria

Non sarai sola, Sara Klimoska e Anamaria Marinca in una scena
Non sarai sola, Sara Klimoska e Anamaria Marinca in una scena del film

Il plot del film, ambientato tra le montagne macedoni nel 19esimo secolo, è incentrato sulla figura di un’anziana strega mutaforma, dal corpo orrendamente ustionato, nota nei villaggi limitrofi come “la vecchia zitella Maria”; la donna, che non ha mai avuto prole, si introduce nella capanna in cui è stata appena data alla luce la piccola Nevena, minacciando sua madre di portarla via. La giovane donna, disperata, riesce a strappare alla strega un accordo; Maria potrà portare Nevena con sé dopo che la ragazza avrà compiuto sedici anni.

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Per sigillare l’accordo, la strega fa un incantesimo sulla bocca della bambina, lasciandola muta. Anni dopo, la sedicenne Nevena è rinchiusa in una caverna, nascosta da sua madre che vuole a tutti i costi sottrarla a Maria; ma quest’ultima si presenta puntuale, nella forma di un’aquila, a reclamare quella figlia promessa. Nevena sarà così a sua volta trasformata in una strega, assumendo il potere di prendere le sembianze di uomini e animali; ma, presto, la ragazza deciderà di ribellarsi alla madre adottiva, tentando di vivere tra gli esseri umani.

Il viaggio di Nevena

Non sarai sola, Noomi Rapace in una scena
Non sarai sola, Noomi Rapace in una scena del film

Opera che, partendo dai territori del folk horror, esplora presto temi come quelli della maternità e della condizione femminile nel contesto della Macedonia rurale, Non sarai sola è un esordio in cui il regista mostra una grande raffinatezza visiva, oltre a una lettura del genere peculiare e originale. Con un’ambientazione, di fatto, esclusivamente diurna, il film di Goran Stolevski reinterpreta il filone utilizzando un approccio antropologico, mettendo in evidenza un orrore che è prevalentemente (e inesorabilmente) di natura umana e sociale. Il viaggio di Nevena, interpretata da diverse attrici e attori nelle sue varie trasformazioni, è una sorta di racconto di formazione; un’educazione umana di un personaggio la cui umanità era stata sottratta, in una società imbevuta di violenza, spietatamente patriarcale e tesa a sradicare con la forza delle tradizioni – e della superstizione – qualunque forma di diversità. Di quella società, la giovane strega impara dolorosamente i ruoli, assumendo prima la forma di una sposa trattata con violenza da suo marito, poi quella di un giovane bracciante; ma altrettanto presto trova dentro di una (im)possibile voglia di ritagliarsi uno spazio sociale nel calore della condivisione, scoprendosi donna prima che strega. Un’opera di ridefinizione della propria identità, quella di Nevena, che troverà il suo punto di caduta ideale nella mutazione in bambina, forma più consona per interpretare un mondo completamente nuovo. Il viaggio della ragazza sarà osservato a distanza dalla vecchia madre adottiva, che a sua volta scoprirà con dolore l’impossibilità di plasmare quella figlia nell’odio e nel senso di vendetta.

La rilettura del genere

Non sarai sola, una scena del film
Non sarai sola, una scena del film di Goran Stolevski

Scandito dalla voice over della protagonista, a illustrare le varie tappe del racconto e dell’evoluzione del suo personaggio, Non sarai sola si sofferma spesso sugli elementi ambientali, sul paesaggio e sulle sue trasformazioni, sulla dialettica tra la prigione che aveva precedentemente ospitato Nevena, e un fuori che è parimenti condanna e rivelazione. Un fuori – illuminato dalle notevoli scenografie naturali, contrapposte a quelle più grigie degli insediamenti umani – che il regista mette in scena con sguardo quasi documentaristico, ponendo un costante parallelo con gli stati d’animo della protagonista. Proprio nella sua ricerca continua della bella inquadratura, in un lirismo (volutamente) contrastante con lo squallore della società umana raccontata dal film, sta forse il principale limite di Non sarai sola; una scelta che a tratti sembra trovare un regista preoccupato di mettere in mostra le sue doti, dimenticando un po’ la misura. Un po’ meccanico risulta inoltre il lungo flashback che racconta la vicenda di Maria, innestato in modo leggermente forzato da un passaggio narrativo del presente. Flashback, quest’ultimo, che comunque serve a meglio introdurre e contestualizzare il finale, di notevole impatto, parimenti violento e lirico nonché aperto nelle sue implicazioni. Così, al netto delle sue imperfezioni, il film di Goran Stolevski si segnala come un esordio di sostanza, la cui concezione del “genere” – vicina a molto cinema europeo, e in particolare scandinavo – è certo più ostica di quella a cui la maggior parte del pubblico è abituata, ma non per questo frutto di vuoto intellettualismo.

Non sarai sola, la locandina italiana del film
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Scheda

Titolo originale: You Won't Be Alone
Regia: Goran Stolevski
Paese/anno: Regno Unito, Serbia, Australia / 2022
Durata: 108’
Genere: Horror, Drammatico
Cast: Alice Englert, Anamaria Marinca, Carloto Cotta, Félix Maritaud, Kamka Tocinovski, Noomi Rapace, Sara Klimoska, Arta Dobroshi, Daniel Kovacevic, Djordje Misina, Djordje Zivadinovic Grgur, Irena Ristic, Jasmina Avramovic, Marija Opsenica, Nikola Ristanovski, Predrag Vasic, Verica Nedeska
Sceneggiatura: Goran Stolevski
Fotografia: Matthew Chuang
Montaggio: Luca Cappelli
Musiche: Mark Bradshaw
Produttore: Kristina Ceyton, Jonathan English, Tom Harberd, Taylor Goddard, Natasa Ivic, Samantha Jennings
Casa di Produzione: Causeway Films, Head Gear Films, Metrol Technology
Distribuzione: Universal Pictures

Data di uscita: 07/07/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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