IL SIGNORE DEGLI ANELLI – GLI ANELLI DEL POTERE 1X05

IL SIGNORE DEGLI ANELLI – GLI ANELLI DEL POTERE 1X05

Il quinto episodio de Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere vive di una forte epica cavalleresca in cui sono evidenti i segnali di un movimento verso un destino ineluttabile. In questo momento, però, gli errori e gli individualismi del futuro sono ancora lontani, e ogni protagonista vive la sensazione esaltante di essere parte di un disegno mitologico.

Un potere puro come il bene, duraturo come il male

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Onore, appartenenza, coraggio, senso del dovere, bisogno di appartenenza, lealtà. Tutti questi elementi caratterizzano il quinto episodio de Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere. Un momento in cui la narrazione abbandona la fase più riflessiva e personale per avviare un movimento interiore chiaramente percepibile. Il tempo per stringere alleanze e dipanare i dubbi della fiducia sono passati. Questo, piuttosto, è il momento di alzare le vele e dirigersi, senza ulteriore esitazione, verso un destino inevitabile. Tutti elementi, dunque, che, in un’alternanza ben orchestrata, vanno a definire un episodio intriso di mito e di un’epica ancestrale. Un’atmosfera che viene costruita, anche in questo caso, un passo alla volta e senza fretta per poi esplodere in un finale di puntata in cui è racchiuso l’inizio di tutto.

Il Signore degli Anelli - Gli Anelli del Potere, Benjamin Walker e Robert Aramayo in una scena del quinto episodio
Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere, Benjamin Walker e Robert Aramayo in una scena del quinto episodio

Mentre il sole di un nuovo giorno splende su Numenor, sull’armatura scintillante di un’indomita Galadriel e sulle vele eleganti e imponenti dei vascelli della regina Miriel, si sta mettendo in moto quella storia che, fino a oggi, aveva assunto solamente il ruolo di prologo. Anche se essenziale. Una vicenda che, nata dalla scintilla di un coraggio e un orgoglio universale, termina nell’esaltazione dell’individualità e nella caducità delle sue scelte. All’inizio e alla fine di questo quinto episodio, però, il ritorno dell’oscurità e il potere dell’Anello sono ancora lontani, esattamente come la debolezza di Isildur.

Ora esiste solamente la retorica del racconto cavalleresco che trova forma nella grandiosità di una flotta reale come nell’orgoglio e nell’onore ritrovato di un erede al trono volontariamente esule. Alla luminosità di Numenor, poi, fa da controcampo l’oscurità in cui si trova a combattere una resistenza disperata, unico baluardo contro l’avanzata del male assoluto. Due realtà apparentemente diverse che, però, sono unite da un punto essenziale come lo scopo del loro stesso esistere: lottare per la Terra di Mezzo e per la libertà di tutte le creature che la abitano. Senza distinzione di razza.

Chi vive errando errare non può

Il Signore degli Anelli - Gli Anelli del Potere, Ismael Cruz Córdova e Nazanin Boniadi in una scena del quinto episodio
Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere, Ismael Cruz Córdova e Nazanin Boniadi in una scena del quinto episodio

Da quanto detto fino a questo momento, dunque, è chiaro che la narrazione, nello svolgimento degli avvenimenti come nella gestione del ritmo, salpa verso un momento cruciale. Una sensazione che si avverte fin dalle prime immagini in cui rientra anche il destino migratorio dei Brandipiede e le decisioni disperate della guaritrice Bronwyn e di Arondir, elfo silvano legato al destino della donna. Nonostante questo, però, c’è un personaggio che ha il potere di mettere in azione il meccanismo di movimento, sbloccando gli ingranaggi narrativi. È come se, fino a questo punto, tutta l’architettura del racconto avesse subito una sorta di sospensione attendendo la presa di coscienza di Halbrand.

Perché la missione verso la Terra di Mezzo e contro il potere oscuro di Sauron possa avere inizio, infatti, è necessario che l’uomo, l’avventuriero e l’emarginato tornino ad accettare il proprio destino regale. Il che vuol dire scendere a patti con gli errori, personali e della propria stirpe, che hanno generato vergogna e consapevolezza d’indegnità. D’altronde, nulla più della rinascita di un antieroe, macchiato dalla viltà passata e da una resa senza onore, può rappresentare una base di partenza fondamentale per ricreare tutta l’enfasi cavalleresca di cui si nutre l’epica de Il Signore degli Anelli.

Il Signore degli Anelli - Gli Anelli del Potere, Charlie Vickers è Halbrand
Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere, Charlie Vickers è Halbrand nella serie Amazon

Rispetto al passato, però, in questo caso viene offerta addirittura una doppia possibilità, visto che il personaggio di Galadriel non solo è centrale fin dalle prime battute, ma si trova a vivere una sorta di confronto personale con le proprie inquietudini. Esattamente come Halbrand, infatti, la caccia folle e spesso irrazionale al male per lei rappresenta una forma di riscatto. Un modo per sfuggire all’ansia e all’odio che la percorre in cerca di una vendetta senza fine. Solo attraverso lo scontro diretto sul campo di battaglia, dunque, e nell’azione, possono trovare una pace altrimenti negata. Per questi motivi, dunque, i loro personaggi sono impegnanti in un confronto costante che li porta a crescere all’interno della narrazione, mostrando, nonostante la ritrosia caratteriale, le ferite che li contraddistinguono. Ed è proprio in questo quinto episodio che la loro relazione si avverte in modo netto. Quando Galadriel depone momentaneamente l’orgoglio ed espone se stessa, pur di far ritrovare ad Halbrand il senso del suo destino. D’altronde, per salvare la Terra di Mezzo servano 500 uomini e una testa da incoronare.

È follia scalciare la corrente

Il Signore degli Anelli - Gli Anelli del Potere, Morfydd Clark in una scena del quinto episodio
Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere, Morfydd Clark in una scena del quinto episodio

La consapevolezza di se e del proprio percorso, dunque, si lega a doppio filo con un altro elemento che appare centrale in questo quinto episodio de Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere. Il riferimento è al destino che, proprio come la corrente, non può essere arrestato. È inutile scalciare contro di esso e cercare i opporsi. Per quanta energia ogni personaggio mette nel negarlo e per prendere una direzione diversa, questo troverà sempre il modo di tornare nella sua traiettoria e portare a termine lo scopo finale. In che posizione, però, si trova il libero arbitrio in tutto questo? La libertà di decidere per se stessi in questo caso viene applicata essenzialmente nel prendere finalmente coscienza del proprio ruolo all’interno di una narrazione universale.

Galadriel, Halbrand, Helendil, suo figlio Isildur, Elrond, Nori, Arondir e Bronwyn. Tutti loro compongono un capitolo essenziale di un racconto globale. Strade, umori, esperienza e aspettative diverse che, però, vengono convogliate nella realizzazione di un bene comune. Per loro è la salvezza della Terra di Mezzo, per l’autore della storia narrata dare vita a un racconto compiuto e sfaccettato. In questo senso, dunque, anche se apparentemente padroni del proprio destino, questi personaggi si trovano a cedere di fronte a una necessità superiore. Perché solo attraverso la sua soddisfazione per tutti loro è possibile tornare a essere liberi. Qualunque cosa questo voglia dire. Perché, nonostante tutto, sappiamo benissimo che non si torna da una lunga avventura uguali a come si è partiti.

Il Signore degli Anelli - Gli Anelli del Potere, la locandina

Scheda

Titolo originale: The Lord of the Rings: The Rings of Power
Creata da: John D. Payne, Patrick McKay
Regia: Wayne Yip
Paese/anno: Stati Uniti / 2022
Genere: Fantasy, Avventura
Cast: Anthony Crum, Alex Tarrant, Peter Tait, Geoff Morrell, Sophia Nomvete, Leon Wadham, Lloyd Owen, Charles Edwards, Joseph Mawle, Maxim Baldry, Morfydd Clark, Nazanin Boniadi, Peter Mullan, Robert Aramayo, Cynthia Addai-Robinson, Ema Horvath, Ismael Cruz Cordova, Owain Arthur, Trystan Gravelle
Sceneggiatura: John D. Payne, Justin Doble, Patrick McKay
Fotografia: Aaron Morton
Montaggio: Cheryl Potter, Stefan Grube
Musiche: Bear McCreary
Produttore: Ron Ames, Christopher Newman, Jake Rice
Casa di Produzione: New Line Cinema, Harper Collins Publishers, Tolkien Enterprises, Warner Bros. Television, Amazon Studios
Distribuzione: Amazon Prime Video

Data di uscita: 23/09/2022

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Tiziana Morganti
Fin da bambina, ho sempre desiderato raccontare storie. Ed eccomi qui, dopo un po’ di tempo, a fare proprio quello che desideravo, narrando o reinterpretando il mondo immaginato da altri. Da quando ho iniziato a occuparmi di giornalismo, ho capito che la lieve profondità del cinema era il mio luogo naturale. E non poteva essere altrimenti, visto che, grazie a mia madre, sono cresciuta a pane, musical, suspense di Hitchcock, animazioni Disney e le galassie lontane lontane di Star Wars; e un ruolo importante l’ha avuto anche il romanticismo di Truffaut. Nel tempo sono diventata giornalista pubblicista; da Radio Incontro e il giornale locale La voce di Roma, passando per altri magazine cinematografici come Movieplayer e il blog al femminile Smackonline, ho capito che ciò che conta è avere una struggente passione per questo lavoro. D’altronde, viste le difficoltà e le frustrazioni che spesso s’incontrano, serve un grande amore per continuare.

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