SHE-HULK: ATTORNEY AT LAW 1X08

SHE-HULK: ATTORNEY AT LAW 1X08

La penultima puntata dello show televisivo Marvel è impeccabile nell’effettuare la transizione da sictom legal al femminile a serie supereroistica.

She-Hulk Smash!

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Lo avevamo annunciato, ci avevamo confidato e l’ultimo episodio di She-Hulk: Attorney at Law è un trionfo. Ci chiedevamo se – come sembrava inevitabile – anche questo show come WandaVision avrebbe gestito il cambio di genere con un brusco cambio di registro. La serie in oggetto partiva infatti come un prodotto innovativo, ingegnoso e metacinematografico per arenarsi in una seconda parte banale, confusa e tipicamente “avengersiana” piena di rumore e clamore, che non significava assolutamente nulla. She-Hulk: Attorney at Law invece resta sui binari della commedia al femminile, rientrando anche in quelli del legal. Tuttavia, è nella transizione in serie supereroistica che questa puntata si fa ammirevole, suddivisa tra l’incontro attesissimo tra Jen e Matt Murdock e l’epilogo che riesce a compiere la citata transizione senza tradirne lo spirito.

Due avvocati, due supereroi

She-Hulk: Attorney at Law, Tatiana Maslany e Charlie Cox nell'ottavo episodio
She-Hulk: Attorney at Law, Tatiana Maslany e Charlie Cox nell’ottavo episodio

Questa Abiti e costumi si apre sulla disavventura di Leapfrog, supereroe inetto che resta ferito a causa di un malfunzionamento del suo costume. Chiede alla Walters di rappresentarlo, citando per danni il creatore della tuta, ovvero il borioso e permalosissimo stilista che realizza anche il vestiario di She-Hulk, Luke Jacobson. Quest’ultimo ricorre a uno dei suoi clienti per difendersi, il pretesto per introdurre Matt Murdock, legale di giorno e vigilante di notte con il nome di Daredevil. Tra lui e Jennifer, nonostante l’iniziale rivalità professionale, è intesa istantanea. Il suo gentile e confortante idealismo è quello che le ci voleva per decidersi a muovere il grande passo in direzione di una doppia vita da supereroina, simile a quella del Diavolo di Hell’s Kitchen. Con lui sperimenterà per la prima volta l’ebbrezza di sfidare la notte per dare la caccia ai criminali, con lui troverà, dopo tante peripezie, quel tipo di affinità elettiva spontanea e armoniosa che ha cercato nei tanti appuntamenti al buio andati male. Nel lungo epilogo, il gala dedicato all’avvocatessa (anzi, alle avvocatesse) dell’anno si consuma in pochi minuti finali rivelandosi lo strumento dell’attacco della setta segreta dell’Intelligencia detrattrice di She-Hulk, che irrompe durante la premiazioni e scatena l’ira della gigantessa.

Finalmente Daredevil

She-Hulk: Attorney at Law, Charlie Cox è Daredevil nell'ottavo episodio
She-Hulk: Attorney at Law, Charlie Cox è Daredevil nell’ottavo episodio

Non c’è un difetto, un calo di ritmo, una battuta sbagliata nell’ottava puntata di She Hulk – Attorney at Law. Inizia come un legal ma si svolge solo brevemente nell’aula di tribunale. Il resto dell’azione consuma altrove, e in ognuno di quei luoghi Jennifer condivide la scena con Daredevil. La differenza più evidente a livello superficiale tra le serie Marvel di Netflix e quelle di Disney+ era nel registro: cupo e drammatico quello di Daredevil, Jessica Jones e così via (e addirittura tragico e devastante quello di The Punisher); più mainstream, furbetto e garrulo quello delle seroe presentate sul canale di streaming della Casa di Topolino. She Hulk – Attorney at Law è la prima vera occasione – al netto di qualche circoscritto sollievo comico – di conoscere il lato “luminoso” di Matt Murdock. Daredevil sa anche far ridere, provocare, sedurre; è brillante, accattivante e simpatico e, soprattutto, sa flirtare nel mondo giusto con Jennifer. Tra i due è subito intesa, fanno subito faville. Avremmo forse da ridire su qualche pecca tecnica, in particolare durante le scene d’azione, ma quelle osservazioni si perdono assorbite, anzi fagocitate dalla presenza magnetica del personaggi di Charlie Cox. I rimandi alla serie che lo vedeva protagonista non mancano; all’inizio sono solo un paio di note del tema musicale dello show, poi le cose si fanno serie arrivando a evocare la sequenza d’azione del corridoio della prima stagione dello show (a sua volta un richiamo a The Raid di Gareth Evans).

Le cose fatte bene

She-Hulk: Attorney at Law, un momento dell'ottavo episodio
She-Hulk: Attorney at Law, un momento dell’ottavo episodio

Quella che sembrava una puntata compiuta, tuttavia, non è conclusa: un lungo epilogo mostra l’attacco in stile Anonymous lanciato da Intelligencia nei confronti di She-Hulk, accusata davanti agli ospiti del gala di turpi crimini. È qui che lo show tocca le sue vette: per sette episodi She-Hulk: Attorney at Law è stata l’ironica e pungente messa alla berlina delle discriminazioni, dei pregiudizi e dei giudizi di cui sono vittime le donne: in campo sentimentale, professionale, in tutto. La scena in cui Intelligencia provoca She-Hulk aggredendo la sua femminilità, dandole della poco di buono e ricorrendo allo slut shaming costituisce il picco dello show: non è solo la provocazione che scatena la rabbia di Jennifer facendola cadere in trappola, è come lo show si declina nel supereroistico mantenendo un corso perfettamente coerente. A meno che l’ultimo episodio non si riveli un clamoroso salto dello squalo, a She-Hulk: Attorney at Law spetta la corona di miglior serie Marvel di Disney+.

She-Hulk, la locandina della serie
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Scheda

Titolo originale: She-Hulk: Attorney at Law
Creata da: Jessica Gao
Regia: Kat Coiro
Paese/anno: Stati Uniti / 2022
Genere: Commedia, Azione, Fantastico
Cast: Malia Arrayah, Renée Elise Goldsberry, Steve Coulter, Tatiana Maslany, Charlie Cox, Ginger Gonzaga, Griffin Matthews, Josh Segarra
Sceneggiatura: Cody Ziglar, Jessica Gao, Dana Schwartz
Fotografia: Florian Ballhaus
Musiche: Amie Doherty
Produttore: Jessica Gao, Jennifer Booth, Kevin Feige, Wendy Jacobson, Victoria Alonso, Louis D’Esposito, Kat Coiro
Casa di Produzione: Marvel Studios
Distribuzione: Disney+

Data di uscita: 06/10/2022

Trailer

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Lorenza Negri
Giornalista pubblicista, persona per niente seria. Fissata con gli anni ’80, la fantascienza e l’horror, i film di arti marziali e le serie coreane, i cartoni animati e i manga. E altre cose, ma non ne scrivo.

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