WAR – LA GUERRA DESIDERATA

WAR – LA GUERRA DESIDERATA

A quattro anni dal suo ultimo film (Troppa grazia, 2018), Gianni Zanasi realizza un film pacifista ma eccessivamente prolisso e sfilacciato. War – La guerra desiderata, presentato nella sezione Grand Public della Festa del Cinema di Roma 2022, gioca infatti su troppi livelli che vengono gestiti con estrema difficoltà.

2022 - Allarme a Roma

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Appena War – La guerra desiderata inizia a essere proiettato, lo spettatore viene informato che la pellicola è stata scritta (dal regista Gianni Zanasi insieme a Lucio e Michele Pellegrini) nel 2019, tre anni prima dell’invasione russa in Ucraina. Sorge così subito il primo quesito: perché questa specifica? E ancora: la guerra in Ucraina serve per giustificare un film pacifista? L’incipit del film ci mostra poi la ragione di una profonda crisi politica tra l’Italia e Spagna, con la Francia come trait d’union di un conflitto che sembra essere sempre più imminente. A questo punto seguiamo le storie e conosciamo le frustrazioni che cela ogni personaggio: Tom (Edoardo Leo) tenta di recuperare la patente per poter continuare a svolgere il suo lavoro di allevatore e venditore di vongole; Mauro (Giuseppe Battiston) conduce una vita ordinaria spillando birre nel suo tranquillo pub; la psicologa Lea (Miriam Leone) fa i conti con un rapporto tutt’altro che idilliaco con il padre, ex generale dell’Aeronautica (Massimo Popolizio, ma potrebbe essere anche Kurtz di Apocalypse Now). Le loro vicende verranno però travolte e incrociate da quello che diventa a poco a poco è un vero e proprio delirio collettivo.

Un’analisi a metà

War - La guerra desiderata, Edoardo Leo e Giuseppe Battiston in una sequenza del film
War – La guerra desiderata, Edoardo Leo e Giuseppe Battiston in una sequenza del film di Gianni Zanasi

Fin dal principio di War – La guerra desiderata, in cui viene mostrato il casus belli, appare evidente come il manifesto programmatico del film sia la critica alla società italiana. Da un lato la giocosità degli spagnoli che passa attraverso dei fucili ad acqua, dall’altro pistole vere e l’incapacità degli italiani di prendersi la responsabilità dei propri gesti: questo incipit mostra gli arsenali che verranno usati nella guerra ormai alle porte. Del conflitto viene fornita una lettura psicologica (lo sfogo di uno dei protagonisti, Mauro, è in questo senso esemplificativo), che non viene accompagnata da alcuna analisi sociologica, riducendo il conflitto e la sua origine all’azione di quattro imbecilli tra paura, fanatismo e la possibilità di riscatto personale all’orizzonte.

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Non vengono minimamente accennate le cause che portano realmente a una guerra, e qualsiasi elemento politico viene annullato. La regia è frenetica, con la macchina da presa che si muove in continuazione per seguire i protagonisti al fine di restituire allo spettatore la concitazione del momento. Tuttavia, le scene del disordine che imperversa per le strade di Roma, si limitano a una violenza (ergo persone-che-menano-altre-persone) senza un apparente motivo: anche l’aggressione subita da Tom, da parte di un gruppo di ragazzi inneggianti alla squadra sportiva della Roma incontrati per strada, non sembra infatti avere un senso che vada al di là delle sfortune del protagonista.

Un cast importante

War - La guerra desiderata, Miriam Leone e Edoardo Leo in una scena del film
War – La guerra desiderata, Miriam Leone e Edoardo Leo in una scena del film di Gianni Zanasi

Usiamo questo titolo perché quello di War – La guerra desiderata lo è senza dubbio. Molti interrogativi invece sarebbero potuti sussistere, una volta letto lo script del film, sulla caratterizzazione del proprio personaggio e sul contesto in cui viene inserito. Non è chiara la natura del personaggio di Tom (comica o drammatica? Col senno di poi senza dubbio quest’ultima), sicuramente eroica; Lea sembra far parte o comunque frequentare un gruppo di sovversivi, anche se in contrasto con le sue scelte. Compaiono personaggi, come quello di Maurizio (Stefano Fresi) che si dissolvono nel corso del film nonostante il peso dei racconti del loro passato, e che quindi sembrano essere solo un pretesto per buttare altra carne al fuoco. Oppure servono solo a veicolare altri messaggi: chi sbaglia può comunque essere utile alla causa pacifista a differenza di chi non ha commesso errori eclatanti ma, con una guerra più imminente, è libero di dar sfogo alla parte di sé più repressa. Il messaggio pacifista passa per una retorica che trova compiutezza nel finale ma è anticipata ancor prima: si aspetta di capire solo quando si vedrà una sorella maggiore correre incontro a un caccia per impedire al proprio fratello di partire in guerra.

Disomogeneità di toni

War - La guerra desiderata, Miriam Leone in una scena del film
War – La guerra desiderata, Miriam Leone in una scena del film di Gianni Zanasi

War – La guerra desiderata parte come film drammatico per virare poi sempre più sulla commedia e sul grottesco. Il nodo è il ricorso alle frequenti allegorie disseminate lungo tutto il film che se non dosate con maestria (Fellini o Moretti docet) appesantiscono solo il racconto. E anche il frequente ricorso alla musica (che spazia da Santana ai Crash Test Dummies) tende a dare lo stesso risultato (la scena del pullman scoperto sembra essere un videoclip musicale). Cosa salvare, dunque, di questa pellicola? Molto probabilmente la parte kafkiana in cui Tom tenta di riprendersi la patente, l’unica davvero divertente, dopo la quale (siamo ancora nella prima mezz’ora di film) anche allo spettatore sembra di essere chiuso da due giorni in una Spa, proprio come Massimo Popolizio. Con la differenza che almeno lui aveva una pizza da gustarsi per rendere il tutto meno amaro.

War - La guerra desiderata, la locandina del film
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Scheda

Titolo originale: War – La guerra desiderata
Regia: Gianni Zanasi
Paese/anno: Italia / 2022
Durata: 130’
Genere: Commedia, Guerra
Cast: Antonella Attili, Massimo Popolizio, Edoardo Leo, Stefano Fresi, Miriam Leone, Giuseppe Battiston, Paolo Briguglia, Teco Celio, Bruno Todeschini, Carlotta Natoli, Barbara Alberti, Anna Mouglalis, Daniele De Angelis, Filippo De Carli, Lorena Cesarini, Marco Tè, Mauro Negrini, Simone Guarany
Sceneggiatura: Michele Pellegrini, Gianni Zanasi, Lucio Pellegrini
Montaggio: Rita Rognoni, Gianni Zanasi
Musiche: Setak
Produttore: Rita Rognoni
Casa di Produzione: Pupkin Production
Distribuzione: Vision Distribution

Data di uscita: 10/11/2022

Trailer

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Jacopo Russo
Laureato in archeologia ma sempre con pericolose deviazioni cinematografiche, tali da farmi frequentare dei corsi di regia e sceneggiatura presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Ho partecipato per alcuni anni allo staff organizzativo dell’Irish Film Festival presso la Casa del Cinema. Da qua, il passo per dedicarmi a dei cortometraggi, alcuni dei quali per il concorso “Mamma Roma e i suoi quartieri”, è stato breve, condito anche dalla curatela di un incontro intitolato “La donna nel cinema giapponese”, focalizzato sul cinema di Mizoguchi, presso il cineclub Alphaville. Pur amando ovviamente il cinema nelle sue diverse sfaccettature, sono un appassionato di pellicole orientali, in particolare coreane, che credo occuperanno un posto rilevante nei futuri manuali di storia del cinema.

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