SECURITY

SECURITY
di Peter Chelsom


In Security, Peter Chelsom affronta per la prima volta il thriller ispirandosi al romanzo omonimo di Stephen Amidon; l’ambientazione viene spostata dal New England all’italianissima Forte dei Marmi, e calata nel contesto malato dell’alta borghesia locale. Il messaggio è limpido (forse fin troppo), il film ha i suoi buoni momenti ma è frenato da una sceneggiatura incerta, che a volte trasforma la complessità in confusione. Su Sky e Now.

Notturno, Forte dei Marmi

Non propone certo una visione cinematografica nuova, Security, nuova produzione italiana targata Sky diretta dal britannico Peter Chelsom. La visione cupa e poco conciliatoria dell’alta borghesia, gli scheletri nell’armadio nella comunità di un piccolo centro, un delitto (qui un pestaggio anziché un omicidio) il cui apparente colpevole ha tutti i crismi del capro espiatorio. Un detective improvvisato che vuole vederci chiaro e un ambizioso politico in ascesa, con contorno di adolescenti perduti istruiti da quarantenni a volte meno maturi di loro. Ingredienti – mutuati dall’omonimo romanzo di Stephen Amidon, già autore de Il capitale umano – abbastanza usuali per il thriller drammatico d’oltreoceano, ma in fondo sufficientemente insoliti per l’attuale mainstream italiano, che della borghesia tende a dare una visione perlopiù benevola, al massimo di affettuoso rimbrotto per gli eccessi di opulenza. In più, il film di Chelsom (al suo attivo titoli come Serendipity – Quando l’amore è magia e Shall We Dance?) ha l’intuizione di spostare la storia a Forte dei Marmi, esclusiva località estiva che in inverno assume un aspetto spettrale.

Racconto d’inverno
Security (2021) recensione

E proprio di storia invernale si tratta, come ci ricorda la voce fuori campo all’inizio del film; l’ambientazione di Security è una cittadina svuotata dei suoi turisti che si chiude a riccio in sé stessa, ma ha occhi e orecchie – fisici ed elettronici – sempre pronti a spiare e origliare (e a stigmatizzare qualsiasi diversità). Qui una ragazza, Maria (interpretata da Beatrice Grannò) vaga nella notte, ferita e sotto shock; quando suona a un videocitofono, il proprietario di casa allarmato si rivolge a Roberto (Marco D’Amore), capo dell’agenzia di sicurezza che ha installato il complesso sistema di videocamere che copre tutto il territorio della città. Poco dopo gli eventi, viene arrestato il padre della ragazza, Walter Spezi (Tommaso Ragno), uomo con problemi di alcolismo in passato licenziato da Roberto. La responsabilità di Spezi sembra lampante, ma Roberto non è convinto e vuole andare più a fondo. La sua indagine personale lo porta vicino a Curzio Pilati (Fabrizio Bentivoglio), potente industriale locale e principale sponsor politico della moglie di Roberto, Claudia (Maya Sansa), candidata sindaca con un programma fortemente securitario. Ma nella brutta faccenda potrebbe essere coinvolto anche Dario (Giulio Pranno), figlio dell’amica ed ex amante dell’uomo Elena (Valeria Bilello).

Temi oscuri, un messaggio chiaro

È complessa e dispersa in molti rivoli, la vicenda di Security, che spostano l’attenzione ora su un personaggio ora sull’altro, delineando storyline che vengono ricomposte – invero con qualche affanno – solo nell’ultima frazione del film. Un materiale narrativo non proprio semplice da maneggiare, che ha visto partecipare alla stesura del copione, oltre al regista, gli sceneggiatori Tinker Lindsay, Michele Pellegrini, Amina Grenci e Silvio Muccino; quest’ultimo è presente anche nel cast del film, nel ruolo di un insegnante affascinante quanto ambiguo. Nonostante la complessità della sua struttura, non si può dire tuttavia che il film di Peter Chelsom abbia un andamento propriamente imprevedibile, né che lo sviluppo dei suoi personaggi riservi una qualche sorpresa. Fin dall’inizio, è abbastanza chiaro il contesto, la descrizione a tinte fosche della cittadina abitata da borghesi impauriti (e incattiviti), l’ossessione securitaria, le idiosincrasie del personaggio di Bentivoglio, il suo coinvolgimento più o meno diretto nella vicenda al centro della trama. Il legame malato tra politica e affari e gli affetti familiari fagocitati, la comunità che d’inverno rivela il suo vero volto. È chiaro come il sole il messaggio, forse fin troppo calcato, senza le necessarie nuances. I personaggi stessi, a partire dall’inquieta guardia interpretata da Marco D’Amore, sembrano a tratti prigionieri dei loro stessi cliché.

Luci e (troppe) ombre

L’esperimento del regista, specializzato nella commedia romantica, di affrontare il thriller – e di farlo in terra italiana – è in sé apprezzabile. Tuttavia, Peter Chelsom non sembra sempre a suo agio e padrone della messa in scena, cadendo in discutibili parentesi oniriche (il ghepardo sul quadro nell’appartamento di Elena) e in una gestione incerta di alcune componenti (in particolare l’insonnia del protagonista e i suoi effetti). La tensione, per altalenante che sia, tiene complessivamente abbastanza bene – merito anche della pregnanza della storia originale; il messaggio, pur urlato in faccia allo spettatore, ha il suo peso ideale nel contesto in cui è calato (la contraddittoria e sempre più chiusa società italiana d’oggi) e anche il suo appeal narrativo. Il problema di Security è che l’elaborazione narrativa diventa a tratti confusione, che alcune linee di trama restano in superficie e a volte contraddittorie (la storia tra Roberto ed Elena), che momenti come il finale – telefonato e narrativamente improbabile – sembrano studiati per cercare il coinvolgimento facile ed epidermico. Gli attori stessi, a tratti, sembrano poco convinti dei rispettivi ruoli, a cominciare da un Marco D’Amore meno efficace che in passato; fa eccezione Maya Sansa, molto funzionale nel delineare una figura di politica ambiziosa che nasconde una madre spaventata. Il film di Chelsom ha insomma i suoi buoni momenti e il suo potenziale; ma quest’ultimo, in primis a causa dell’incerto trattamento narrativo, resta in buona parte inespresso.

Security (2021) poster locandina

Titolo originale: Security
Regia: Peter Chelsom
Paese/anno: Italia / 2021
Durata: 112’
Genere: Drammatico, Thriller
Cast: Antonio Zavatteri, Beatrice Grannò, Doris von Thury, Fabrizio Bentivoglio, Giulio Pranno, Ludovica Martino, Marco D'Amore, Maya Sansa, Silvio Muccino, Tommaso Ragno, Valeria Bilello
Sceneggiatura: Amina Grenci, Michele Pellegrini, Peter Chelsom, Silvio Muccino, Tinker Lindsay
Fotografia: Mauro Fiore
Montaggio: Cristiano Travaglioli
Musiche: Andrea Farri
Produttore: Benedetto Habib, Daniel Campos Pavoncelli, Fabrizio Donvito, Gaia Brunelli, Marco Cohen
Casa di Produzione: Indiana Production, Vision Distribution
Distribuzione: Sky Cinema

Data di uscita: 07/06/2021

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *