THE BEEKEEPER

THE BEEKEEPER

Action movie tutto affidato ai muscoli di Jason Statham, e basato su un plot decisamente basico, The Beekeeper intrattiene il giusto, pur presentando nella sceneggiatura una serie di trascuratezze che ne pregiudicano, in parte, la godibilità.

Male di miele

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A solo pochi mesi da I mercenari 4 – Expendables, quarto capitolo di una saga che lo vedeva per la prima volta assurgere al ruolo di protagonista, Jason Statham non cambia registro, consegnando ai suoi spettatori un altro dei suoi statuari personaggi. Se la “cifra” recitativa dell’attore ed ex artista marziale britannico non ha mai escluso un certo grado di ironia – cifra mantenuta anche nel poco riuscito quarto capitolo della saga creata da Sylvester Stallone – in questo The Beekeeper, nuovo film diretto da David Ayer, questa componente resta decisamente più sullo sfondo: il suo Adam Clay è infatti una sorta di fantasma dal passato oscuro (ma neanche troppo, visto che ci viene rivelato praticamente nei primi minuti di film), un solitario apicoltore già membro di un corpo segretissimo chiamato Beekeepers, che decide di reagire quando la sua sola amica – l’anziana signora da cui ha preso in affitto la sua struttura – resta vittima di una truffa informatica. Quando Clay scopre che la signora Parker si è suicidata dopo che tutti i suoi conti sono stati svuotati da un’organizzazione criminale, decide infatti di entrare in azione: sfruttando la sua perfetta preparazione militare, l’uomo scatena una vera e propria guerra contro gli esponenti del gruppo, una potente holding che gode di importanti appoggi politici. Sulle sue tracce si mette l’agente di polizia Verona Parker, figlia della donna suicida, che vorrebbe invece assicurare alla giustizia i responsabili della morte di sua madre.

L’alveare e il suo guardiano

The Beekeeper, Jason Statham durante una scena del film
The Beekeeper, Jason Statham durante una scena del film

L’elementarità e il carattere basico del plot di The Beekeeper non permettevano chissà quali evoluzioni narrative, nel quadro di quello che si presenta sin dai primi minuti come il più classico degli action/revenge movie. Lo script di Kurt Wimmer (sceneggiatore del già citato I mercenari 4, ma anche di due remake decisamente poco riusciti come Total Recall – Atto di forza e Point Break) sceglie fin da subito di mettere in campo “psicologie” dal carattere essenziale, per non dire inconsistente: l’apicoltore Adam Clay (fino alla fine non è neanche chiaro se questo sia il suo vero nome: ma poco importa) è il perfetto prototipo della ex macchina da guerra rimasta tale nell’anima, che torna in azione per vendicare il torto fatto a una persona cara. Un vendicatore solitario e poco incline ai compromessi, quello interpretato da Statham, che rappresenta un po’ una variante di quello di Denzel Washington nella saga di The Equalizer (a sua volta debitrice di una lunga tradizione di “vigilante movie”), qui ulteriormente essenzializzata nella presentazione: l’agire del personaggio, implacabile e indistruttibile come ci si aspetta, si colora di una vaga patina filosofica con l’immagine dell’alveare da salvare/ripulire/distruggere (a seconda del suo grado di corruzione); ma nondimeno il motivo, reiterato in modo anche un po’ ridondante lungo tutta la storia, sembra abbastanza pretestuoso. Quello che appare evidente fin da subito è che The Beekeeper punta a un intrattenimento facile e “di pancia”, sia nella confezione che nell’elementare gestione del racconto.

Cercasi villain

The Beekeeper, Josh Hutcherson in una scena del film
The Beekeeper, Josh Hutcherson in una scena del film

La regia di Ayer (cineasta discontinuo, ma con qualche buon titolo nella sua ultraventennale carriera: si ricordi il war movie Fury) imprime comunque al tutto un buon ritmo, sostenuto da una regia leggibile e capace di trasmettere il giusto senso di fisicità dell’azione; mentre la componente più dissacrante della storia è espressa – più che da un’autoironia esplicita, come si diceva in apertura, molto limitata – dalla ricercata, caricata statuarietà del protagonista: un vendicatore efficace nella sua monolitica resa, basata innanzitutto su una fisicità che per il suo interprete, nonostante gli anni che avanzano, resta invidiabile. Se la messa in scena di The Beekeeper si rivela quindi abbastanza funzionale agli obiettivi del progetto (al netto di un quantitativo di violenza forse meno generoso del previsto) a scricchiolare oltre il lecito è la componente narrativa: una componente che, pur nella voluta essenzialità del plot, presenta una serie di trascuratezze e ingenuità tali da pregiudicare, in parte, la stessa godibilità del prodotto. In questo senso, a mancare nel plot del film di David Ayer è innanzitutto un villain degno di questo nome (il capriccioso e pavido personaggio interpretato da Josh Hutcherson risulta mal concepito, oltre che poco funzionale narrativamente) mentre un interprete del calibro di Jeremy Irons viene malamente sprecato in un ruolo di fatto secondario.

Pretestuosità “politica”

The Beekeeper, Jeremy Irons in una scena del film
The Beekeeper, Jeremy Irons in una scena del film

Il soggetto di The Beekeeper offriva, di fatto, qualche potenzialità in più nello svisceramento del rapporto tra il protagonista e la figlia della donna uccisa, in una dialettica tra legge e desiderio di vendetta che invece viene da subito, praticamente, messa da parte; lo stesso twist narrativo degli ultimi minuti resta in realtà piuttosto debole, sbocco non del tutto imprevedibile di una componente “politica” della vicenda che, per come viene presentata e gestita, appare da subito in tutta la sua pretestuosità. La conclusione della storia, non del tutto chiusa a un eventuale sequel, sfida oltre il lecito la sospensione dell’incredulità, pur restando in fondo coerente coi contorni dell’intero prodotto. Così, l’intrattenimento offerto dal film di David Ayer non trova mai qualche elemento che controbilanci la grana grossa della storia, rendendo il tutto un divertissment innocuo quanto passabile, in fondo, di essere rapidamente dimenticato.

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Locandina

The Beekeeper, la locandina italiana del film

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Scheda

Titolo originale: The Beekeeper
Regia: David Ayer
Paese/anno: Regno Unito, Stati Uniti / 2024
Durata: 105’
Genere: Azione, Thriller
Cast: Jeremy Irons, Jason Statham, Derek Siow, Josh Hutcherson, Michael Epp, Phylicia Rashad, Dan Li, Emmy Raver-Lampman, Georgia Goodman, Minnie Driver, Taylor James, Bobby Naderi, David Witts, Don Gilet, Enzo Cilenti, Jay Rincon, Jemma Redgrave, Joe Urquhart, Kojo Attah, Martin Gordon, Megan Le, Peter Brooke, Rebecca Jane Hazelwood, Sophia Feliciano
Sceneggiatura: Kurt Wimmer
Fotografia: Gabriel Beristain
Montaggio: Geoffrey O’Brien
Musiche: David Sardy, Jared Michael Fry
Produttore: Jason Statham, Abby Mills, Chris Long, Owen Thornton, Kurt Wimmer, Anthony M. Scott, Bill Block
Casa di Produzione: Cedar Park Entertainment, Miramax
Distribuzione: 01 Distribution

Data di uscita: 11/01/2024

Trailer

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Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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