VOLARE

VOLARE

L’esordio registico di Margherita Buy, presentato nella sezione Grand Public della Festa del Cinema di Roma, purtroppo delude sostanzialmente le aspettative: nonostante la simpatica idea di partenza, Volare fa un bozzetto di maniera e inconsistente dell’ambiente che circonda la protagonista, che a sua volta soffre di una caratterizzazione risaputa e tutta all’insegna di un gratuito parossismo.

Il “vol” dell’avvenire

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Annabì, attrice di successo, ha una paura folle di volare. Nonostante le pressioni della sua agente, che la spinge a prenotare un volo per la Corea del Sud per incontrare un importante regista locale, la donna non ce la fa: poco prima della partenza dell’aereo, Annabì scende terrorizzata, perdendo sia il volo, sia il ruolo che era stato scritto appositamente per lei. Quando apprende che sua figlia sta per trasferirsi in California per studiare in un’importante università locale, spinta dal senso di protezione materno la donna decide di accompagnare la ragazza nel viaggio: così, per superare la sua fobia, prende la decisione di iscriversi a un corso che si tiene a Fiumicino, pensato proprio per persone affette da aviofobia. Nel frattempo, la carriera di Annabì ristagna, il ruolo a lei inizialmente destinato viene assegnato alla più glamour Elena Sofia Ricci, mentre la sua agente la convince ad accettare l’ennesima stagione della serie televisiva per cui è principalmente nota: forse, la sua carriera ha davvero bisogno di una scossa, e quella scossa può venire solo dal trovarsi faccia a faccia con la sua paura.

Il grande passo per Margherita e Annabì

Volare, Margherita Buy in una sequenza del film
Volare, Margherita Buy in una sequenza del film

Seguendo l’esempio recente di alcuni suoi colleghi (ultimi in ordine di tempo, Micaela Ramazzotti e Claudio Bisio) anche Margherita Buy decide con questo Volare di fare il grande passo, trasferendosi dietro la macchina da presa, pur tenendo per sé il ruolo di protagonista. Lo spunto autobiografico (la stessa, dichiarata fobia del volo dell’attrice) è del tutto trasparente, nonostante il personaggio di Annabì non sia in realtà il suo alter ego cinematografico; piuttosto, la protagonista interpretata dalla stessa neo-regista si presenta come un’artista, e una madre, frenata da una serie di fobie e sovrastrutture mentali, di cui l’idiosincrasia per il volo non rappresenta che la manifestazione più evidente. Frustrata da un perenne senso di inadeguatezza, aggrappata disperatamente da un lato alla “guida” rappresentata dall’agente interpretata da Anna Bonaiuto, dall’altro all’affetto di una figlia che spera innaturalmente di poter tenere sempre con sé, la donna si sente (letteralmente) mancare la terra sotto i piedi quando entrambi questi pilastri sembrano vacillare. La scelta, istintiva e poco ragionata, di affrontare direttamente la sua paura tramite un corso non sarà quindi che il primo, faticoso passo.

La carente descrizione del contesto

Volare, Margherita Buy in una scena del film
Volare, Margherita Buy in una scena del film

Sceglie la chiave della commedia per raccontare un personaggio dichiaratamente irrisolto, la neo-regista, e la scelta in sé non è disprezzabile: bisogna purtroppo dire, tuttavia, che la dichiarata levità di Volare inizia presto a somigliare all’inconsistenza, quando ci si rende conto che i tic verbali e la recitazione perennemente sopra le righe con cui la stessa Buy approccia il personaggio mascherano le mancanze di una poco convincente scrittura dello stesso; una scrittura che (limite più serio) non completa al meglio la figura della protagonista nell’interazione con gli altri personaggi, spesso parimenti macchiettistici. Si sorride, nell’assistere alle amorevoli schermaglie familiari col personaggio della figlia, nonché nelle frequenti interazioni con quello di una Anna Bonaiuto comunque gustosa, e con la “rivale” Elena Sofia Ricci nel ruolo di se stessa; tuttavia, le gag restano in superficie e diventano presto ripetitive, coprendo spesso col parossismo la superficialità della costruzione narrativa. Si cerca anche di delineare un minimo di background familiare facendo entrare in scena la figura del padre di Annabì, a cui dà il volto un Massimo De Francovich invero piuttosto sprecato: ma anche questa traccia, al di là di una simpatica sequenza in cui l’apparente rapporto terapeuta/paziente sfuma in quello tra padre e figlia, resta involuta e viene presto accantonata.

Un film che non decolla

Volare, Margherita Buy in un momento del film
Volare, Margherita Buy in un momento del film

Il cuore narrativo di Volare – e il punto di svolta per la stessa protagonista – dovrebbe essere rappresentato dalla parte del corso seguito dal personaggio di Annabì, culminata nella prova finale del volo: tuttavia, gli stessi compagni della protagonista non si liberano dalle caratterizzazioni macchiettistiche con cui vengono presentati, a iniziare dalla soffocante fan, passando per il personaggio mediorientale che cita Confucio, traumatizzato da un precedente dirottamento, per arrivare all’ostile critico cinematografico (inspiegabilmente accantonato nella parte finale del film). Nonostante una struttura in cui Buy sembra ricercare un carattere “corale” della commedia, il focus di Volare è inevitabilmente sulla protagonista: ma la sua caratterizzazione di maniera, tutta tesa allo stereotipo e alla programmatica sclerotizzazione dei tratti ansiosi, fa venire presto a noia il personaggio e l’intero film.

Il problema principale, per questa prima prova da regista di Margherita Buy, sembra essere di fatto una sceneggiatura che sciupa la simpatica idea di partenza, non riuscendo a costruire intorno al personaggio principale una galleria di caratteri degna di tale nome, e delineando nel contempo, della stessa protagonista, un’evoluzione scontata e poco accattivante. Si arriva così alla conclusione, con la prevedibile presenza delle note di Domenico Modugno, in preda al tedio, con la consapevolezza di aver visto un film che – passateci la metafora scontata – non è mai riuscito a decollare. Sarà magari per la prossima volta, per la Buy regista.

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Locandina

Volare, la locandina del film di Margherita Buy

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Scheda

Titolo originale: Volare
Regia: Margherita Buy
Paese/anno: Italia / 2023
Durata: 100’
Genere: Commedia
Cast: Francesco Colella, Margherita Buy, Pietro Ragusa, Anna Bonaiuto, Maurizio Donadoni, Massimo De Francovich, Roberto De Francesco, Euridice Axen, Alessandro Loffredi, Bruno Ricci, Elena Sofia Ricci, Giulia Michelini
Sceneggiatura: Doriana Leondeff, Margherita Buy, Antonio Leotti
Fotografia: Giovanni Canevari
Montaggio: Francesca Calvelli
Musiche: Pasquale Catalano
Produttore: Simone Gattoni, Malcom Pagani, Moreno Zani, Beppe Caschetto, Marco Bellocchio, Luca Lucini, Ada Bonvini, Lorenzo Ulivieri, Stefano Quaglia
Casa di Produzione: Maremosso, Rai Cinema, The Family, Tenderstories, Kavac Film
Distribuzione: Fandango

Data di uscita: 22/02/2024

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Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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