TENEBRE E OSSA

TENEBRE E OSSA

Ennesimo adattamento di una saga fantasy di successo, Tenebre e ossa non brilla per originalità ma è ammirevole per il suo approccio attento più alla scrittura e ai personaggi che all’effettistica. La prima stagione è disponibile su Netflix.

Farsi le ossa

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Sono passati quasi dieci anni da quando l’autrice americana Leigh Bardugo si è fatta notare in ambito fantasy con il suo romanzo d’esordio, Tenebre e ossa. Un successo che ha dato vita a un vero e proprio mondo, il cosiddetto Grishaverse, inevitabilmente oggetto di interesse da parte di Hollywood. E così, dopo un primo tentativo fallimentare della DreamWorks di trasformare la saga in un film, il progetto è finito in mano a Netflix, con otto episodi a comporre la prima stagione di Tenebre e ossa, titolo che, sulla falsariga de Il trono di spade, è stato scelto per indicare la serie nel suo complesso. Un nuovo tentativo, da parte della piattaforma, di conquistare una certa fetta di pubblico, dopo The Witcher (la cui seconda stagione è anch’essa prevista per quest’anno) e la distribuzione internazionale di Shadowhunters, già portato al cinema con scarso successo nel 2013. L’adattamento è stato affidato a Eric Heisserer, candidato all’Oscar per la sceneggiatura di Arrival ma noto principalmente in ambito horror (a lui dobbiamo i copioni di Final Destination 5 e Lights Out – Terrore nel buio).

Un muro tenebroso

Tenebre e ossa recensione

Siamo nel mondo di Ravka (liberamente basato sull’Impero russo del 1800), devastato dalla guerra e segnato da un’entità nota come l’Ombra, una tenebra permanente che separa la parte est da quella ovest (quest’ultima divenuta il territorio di fameliche creature alate e carnivore). È in questo mondo che è cresciuta Alina Starkov (Jessie Mei Li), orfana specializzata nella creazione di mappe che scopre di essere una Grisha (persona dotata di poteri magici). Nello specifico, lei ha un dono molto raro, quello di creare la luce, una capacità che potrebbe consentire agli abitanti di Ravka di eliminare definitivamente l’oscurità che li minaccia quotidianamente. La giovane inizia quindi a scoprire esattamente di cosa sia capace, reclutata in un esercito guidato dal generale Kirigan (Ben Barnes). In altre parole, il classico canovaccio fantasy, declinato in forma young adult sulla scia dei vari Harry Potter, Percy Jackson e compagnia bella.

Priorità ai personaggi

Tenebre e ossa recensione

Eppure, il canovaccio è elaborato in modo diverso dal solito, al netto della presenza di tutte le convenzioni di genere per quanto riguarda premessa, caratteristiche di base dei singoli personaggi e peripezie essenziali. C’è anche una certa consapevolezza a livello di casting: la presenza più notevole è Ben Barnes, che poco più di dieci anni fa si faceva notare, sempre in ambito fantasy, nell’adattamento disneyano de Le cronache di Narnia. Tutti ingredienti che si mescolano in modo riconoscibile, ma con una differenza di non poco conto: l’approccio di Heisserer, coadiuvato dai quattro registi della prima stagione, è più misurato, interessato alla costruzione del mondo e allo sviluppo coerente di trama e personaggi, lasciando in secondo piano la componente spettacolare ed effettistica in vista di annate successive (come da consuetudine per il genere, la sequenza di commiato è dalle parti del cliffhanger). Particolarmente notevole, in tal senso, la presenza ricorrente di dialoghi nelle lingue fittizie del Grishaverse, ideate per lo schermo dall’esperto in materia David J. Peterson, che ha svolto il medesimo compito per progetti come Il trono di spade, Thor: The Dark World e l’imminente Dune di Denis Villeneuve.

Un universo (troppo) ricco

Tenebre e ossa è un progetto ambizioso, volto soprattutto a soddisfare i fan della saga letteraria, pronti a tuffarsi nei mille dettagli che vanno a ricreare sullo schermo l’universo di Ravka. Rischiano di cavarsela un po’ meno bene, almeno con i primi episodi, i neofiti, costretti a immergersi in un oceano di informazioni e lessico specialistico che possono rendere la visione un po’ faticosa mentre ci si sta ancora abituando alla trasposizione seriale del mondo ideato da Bardugo. Ma una volta superato quello scoglio il tutto procede in modo a tratti schematico ma complessivamente efficace (la narrazione si presta bene alla modalità maratona incoraggiata da Netflix), ponendo le basi per ulteriori cicli di episodi dove lo spettacolo, sulla carta, andrà di pari passo con l’attenzione per i dettagli.

Tenebre e ossa poster locandina
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Scheda

Titolo originale: Shadow and Bone
Regia: Eric Heisserer, Jeremy Webb, Dan Liu, Lee Toland Krieger, Mairzee Almas
Paese/anno: Stati Uniti / 2021
Genere: Fantasy, Avventura, Fantastico
Cast: Amita Suman, Angus Castle-Doughty, Archie Renaux, Balázs Megyeri, Ben Barnes, Calahan Skogman, Caroline Boulton, Daisy Head, Danielle Galligan, Freddy Carter, Jessie Mei Li, Jim High, Jimmy Clark, Julian Kostov, Kit Young, Simon Sears, Sujaya Dasgupta, Tom Fyans
Sceneggiatura: Daegan Fryklind, Shelley Meals, Christina Strain, M. Scott Veach, Leigh Bardugo, Eric Heisserer, Vanya Asher
Fotografia: Owen McPolin, David Lanzenberg, Aaron Morton
Montaggio: Tyler Nelson, David Trachtenberg, Niven Howie
Musiche: Joseph Trapanese
Produttore: Thane Watkins, Willa Whalen, Eric Heisserer, Rand Geiger
Casa di Produzione: Netflix, 21 Laps Entertainment
Distribuzione: Netflix

Data di uscita: 23/04/2021

Trailer

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Max Borg
Giornalista e traduttore freelance, collabora con varie testate in Italia e Svizzera e con festival come Locarno e la Berlinale. Ama la sala, ma non disdegna le piattaforme.

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