SPIDER-MAN: NO WAY HOME

SPIDER-MAN: NO WAY HOME

Giocando col concetto di multiverso e legandolo alle due precedenti incarnazioni del personaggio, Spider-Man: No Way Home aveva probabilmente la possibilità di osare di più di quanto non abbia fatto. Tuttavia, il film di Jon Watts funziona complessivamente meglio del suo immediato predecessore, e offre al fan materiale a sufficienza per gioire ed emozionarsi. Almeno per ora.

Da un grande potere, derivano infiniti mondi

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Del terzo film di Spider-Man ambientato nel Marvel Cinematic Universe (e sesto complessivo che vede Tom Holland indossare il costume del personaggio creato da Stan Lee e Steve Ditko) inizialmente doveva rimanere segreto più o meno tutto. Le intenzioni della Disney/Marvel erano infatti quelle di non rivelare nemmeno i villains che sarebbero stati presenti nel film, prima che iniziassero a trapelare, a dispetto dei propositi dello studio, le prime indiscrezioni sul fatto che Willem Dafoe e Alfred Molina (e in seguito Jamie Foxx e Thomas Haden Church) sarebbero stati della partita. A quel punto, vista la presenza di un consistente numero di “supernemici” legati a entrambe le vecchie incarnazioni cinematografiche di Spider-Man (quelle che vedevano protagonisti Tobey Maguire e Andrew Garfield) era logico, per un qualsiasi fan DOC, ipotizzare il concetto di multiverso. Un concetto che peraltro il Marvel Cinematic Universe aveva già annunciato di voler abbracciare col prossimo Doctor Strange 2: Nel multiverso della pazzia, e che già era stato collegato al personaggio di Spider-Man nel precedente, eccellente film animato Spider-Man: Un nuovo universo. Insomma, passato e presente del personaggio si sarebbero incontrati, e questo era già ampiamente noto. Il resto è rimasto volutamente celato (giustamente), anche in virtù di una presentazione alla stampa che ha preceduto di soli due giorni – solo uno in Italia – l’uscita ufficiale. Ma Spider-Man: No Way Home, ora, è pronto ad affrontare il giudizio di critica e fans.

“Stà attento a ciò che desideri”

Spider-Man: No Way Home recensione

Il nuovo film di Jon Watts (che mantiene il timone di regia dopo i due episodi precedenti) si apre laddove il precedente Spider-Man: Far from Home si era chiuso: l’identità del supereroe è stata rivelata pubblicamente da Mysterio, e Peter Parker/Spider-Man è stato incolpato di aver manovrato i droni che hanno messo a ferro e fuoco la città di Londra (e ucciso lo stesso Mysterio). La vita di Peter, già complicata di suo, diventa in breve impossibile, schiacciata tra il peso dell’improvvisa notorietà e l’avversione di chi lo considera minaccia piuttosto che eroe, incoraggiato anche da un apparato mediatico (guidato dal J. Jonah Jameson del Daily Bugle) ben interessato a soffiare sul fuoco.

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Stufo e ormai impossibilitato ad avere una vita normale, Peter si rivolge all’amico Doctor Strange, chiedendogli un singolare favore: cancellare la memoria di tutti quelli che sanno che Spider-Man è Peter Parker. L’incantesimo è teoricamente semplice, ma durante l’esecuzione qualcosa va storto: anziché provocare la cancellazione della memoria, il potente mago finisce per aprire un varco nel multiverso, che richiama tutti coloro che, negli altri universi, sanno che Peter Parker è Spider-Man. Il risultato è che Peter si ritrova a confrontarsi con Octopus, Green Goblin, Electro e Sandman, già familiari con altre versioni del supereroe. Sia Peter che la sua fidanzata MJ e il suo amico Ned si ritroveranno così in pericolo.

Un occhio avanti e uno indietro

Spider-Man: No Way Home recensione

Nella sua necessità di riportare permanentemente (almeno finché le strategie dello studio di Kevin Feige non decideranno altrimenti) il personaggio a una dimensione da film stand-alone, dopo la sua partecipazione agli ultimi episodi degli Avengers, Spider-Man: No Way Home sceglie di essere un po’ una celebrazione di tutto l’insieme di universi degli Spider-Man da grande schermo, così come si sono delineati nei vent’anni di “vita” cinematografica del personaggio. La presenza degli interpreti dei due precedenti franchise (i già citati Molina, Dafoe, Foxx e Church, tra gli altri) va vista proprio in quest’ottica: il nuovo film di Jon Watts è nostalgico da una parte e proiettato verso il futuro dall’altra, strizza l’occhio ai fans del personaggio (cinematografico) ma guarda ai prossimi sviluppi dell’universo Marvel; utilizza il concetto di multiverso – noto ai lettori dei fumetti Marvel, ma relativamente “nuovo” ai giovani spettatori – per gettare uno sguardo avanti (in particolare al nuovo film del Doctor Strange interpretato da Benedict Cumberbatch) e uno indietro. Oltre a questo, Spider-Man: No Way Home mostra anche l’esigenza di portare definitivamente a compimento la maturazione del personaggio – così come si era delineata nei due precedenti capitoli – distaccandolo del tutto dalla dimensione teen, ludica e poco consapevole che lo aveva introdotto, e rendendolo un supereroe tout court. Quello che sa che un grande potere genera grandi responsabilità, per capirsi.

La gioia del fan…

Spider-Man: No Way Home recensione

Spider-Man: No Way Home, lo diciamo senza problemi, per un fan del personaggio è una gioia visiva ed emozionale. Con mestiere, Jon Watts tocca le corde che deve toccare, inserisce nella trama rimandi e strizzate d’occhio mirate alle due precedenti saghe, gioca in modo consapevole col doppio elemento della nostalgia e della voglia dell’appassionato di averne di più. Ed è un film che dà e “si dà” tanto, questo terzo Spider-Man targato Marvel, questo non si può negarglielo: è un’opera pensata e realizzata per il fan, ma capace anche (principalmente) di stare dentro al mondo Marvel e alle sue evoluzioni. In questo, riesce sicuramente meglio rispetto al precedente Spider-Man: Far from Home, che scontava la difficoltosa compresenza tra il registro teen e scanzonato mutuato dal primo episodio e l’epica “residua” dell’ancor fresco Avengers: Endgame. Qui, il mondo dei Vendicatori e di Tony Stark, ormai, è lontano, e Peter deve confrontarsi principalmente coi suoi fantasmi, passati e presenti. E col peso delle sue azioni. Il tono, rispetto al film precedente, è più armonico e coerente, mentre la compresenza tra il registro comico e quello drammatico funziona meglio, trasmettendo l’idea di un insieme più integrato.

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…ma il fan non è cieco

Spider-Man: No Way Home recensione

Ciò che non funziona del tutto, in un plot tanto ambizioso quanto studiato come quello del film di Jon Watts, è la gestione degli snodi narrativi, specie di quelli che fanno progredire in modo determinante la trama: in questo, si nota una certa frettolosità, sia laddove si vuole esplorare in modo compiuto il passato del personaggio, sia quando si cerca di integrare quest’ultimo nel suo presente. Sulla cura narrativa finisce a volte per vincere il fan service, l’autocompiacimento e la sottovalutazione delle capacità critiche dell’appassionato. Preso all’amo, il fan del personaggio si godrà senza problemi questo Spider-Man: No Way Home, ma a fine visione (ovvero finiti i titoli di coda, scene mid-credits e post-credits comprese) non potrà fare a meno di chiedersi se questo multiverso, nelle sue infinite possibilità, non potesse essere gestito con più inventiva e voglia di osare. Per ora, comunque, si può accontentarsi, nell’attesa di (ri)vedere l’altra versione del multiverso “ragnesco”, quella dei già annunciati due sequel di Spider-Man: Un nuovo universo.

Spider-Man: No Way Home poster locandina

Scheda

Titolo originale: Spider-Man: No Way Home
Regia: Jon Watts
Paese/anno: Stati Uniti, Islanda / 2021
Durata: 148’
Genere: Avventura, Fantascienza, Azione, Fantastico
Cast: Alfred Molina, Andrew Garfield, Angourie Rice, Benedict Cumberbatch, Benedict Wong, Glenn Keogh, J.B. Smoove, J.K. Simmons, Jacob Batalon, Jamie Foxx, Jon Favreau, Marisa Tomei, Martin Starr, Paula Newsome, Thomas Haden Church, Tobey Maguire, Tom Holland, Tony Revolori, Willem Dafoe, Zendaya
Sceneggiatura: Erik Sommers, Chris McKenna
Fotografia: Mauro Fiore
Montaggio: Jeffrey Ford, Leigh Folsom Boyd
Musiche: Michael Giacchino
Produttore: Kevin Feige, Amy Pascal, David H. Venghaus Jr., Mitchell Bell
Casa di Produzione: Columbia Pictures, Marvel Studios, Pascal Pictures, Sony Pictures Entertainment (SPE)
Distribuzione: Warner Bros. Entertainment Italia

Data di uscita: 15/12/2021

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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