THE TENDER BAR

THE TENDER BAR

Nuovo lavoro da regista di un George Clooney che sembra ricercare con decisione l’intimismo, The Tender Bar è un dramedy e un racconto di formazione dolceamaro, retto in parte da un notevole Ben Affleck. Non tutto funziona al meglio, ma la genuinità della ricerca di Clooney non può essere negata. Su Amazon Prime Video.

Il bar dei ricordi

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Dopo la sci-fi futuristica di The Midnight Sky, George Clooney torna con questo The Tender Bar al presente, o per meglio dire a un passato abbastanza prossimo: l’ambientazione del nuovo film, mutuata dal libro di memorie ispiratore Il bar delle grandi speranze di J.R. Moehringer, è infatti tra gli anni ‘70 e gli ‘80, nel periodo della crescita e della formazione (letteraria e umana) dell’autore della storia originale. Una vicenda, quella raccontata nel nuovo film di Clooney, che è quindi innanzitutto, letteralmente, romanzo di formazione, coming of age tutto stretto nel microcosmo della famiglia del giovane protagonista JR (senza punti, ci tiene ad aggiungere lui, in quanto il nome non è una sigla ma la contrazione di Junior); bambino prima, adolescente e giovane uomo poi, ritratto da quando, a sette anni, va a vivere con la madre nella casa del nonno (padre di quest’ultima), idealmente legato a un genitore assente che per lui è solo una voce alla radio. Il padre del ragazzino, infatti, DJ di professione e bevitore seriale, ha abbandonato la famiglia anni prima, lasciando il piccolo JR col dubbio su come sia davvero il suo volto. A fare da mentore e vero e proprio padre putativo per il ragazzo, suo zio Charlie, fratello di sua madre e gestore di un bar poco lontano da casa, che trasmette a JR la sua passione per la letteratura, e gli fa maturare l’aspirazione di diventare scrittore.

Lo strano mentore

The Tender Bar recensione

In un film in cui, stavolta, sceglie di restare esclusivamente dietro la macchina da presa, George Clooney confeziona una storia volutamente intima, una vicenda che – a partire dai toni caldi della fotografia, dall’illuminazione tendente all’arancione e al pastello degli interni – tende a mettere in luce la pregnanza dei ricordi del giovane protagonista (interpretato da Tye Sheridan nella versione adolescente e adulta, e dall’esordiente Daniel Ranieri in quella da bambino). The Tender Bar ha una struttura divisa in due parti: nella prima, alternata tra passato e presente, troviamo il protagonista ventenne che, durante il suo viaggio in treno verso l’università di Yale, ripercorre la sua infanzia e gli anni della formazione a fianco di suo zio; nella seconda lo ritroviamo proprio a Yale e durante la sua esperienza lavorativa da giornalista, nonché nel problematico e intermittente rapporto la giovane Sydney interpretata da Bryana Middleton. Proprio la parte che ritrae il JR bambino, col ruolo fondamentale dello zio Charlie (un ottimo Ben Affleck, non a caso già candidato al Golden Globe) è probabilmente la più riuscita e centrata del film: la formazione del protagonista, affidata a un mentore così schietto e apparentemente anticonformista, fa fuoriuscire con chiarezza la dialettica tra le ancora nebulose aspirazioni del ragazzino e la sofferenza per la mancanza di un genitore che si vorrebbe più di una mera voce alla radio.

Un “fuori” problematico

The Tender Bar recensione

È quando la vicenda dell’ex bambino JR fuoriesce dal Tender Bar del titolo per vederlo avventurarsi fuori, prima in un mondo universitario più suggerito che mostrato, poi nella caotica realtà della redazione del Times, che il film di George Clooney inizia a perdere colpi, sia in termini di equilibrio narrativo che a livello di ritmo e presa emotiva. La frazione che ritrae il protagonista col volto di Tye Sheridan – curiosamente più statico e meno espressivo rispetto alla sua controparte bambina – al di fuori delle mura domestiche e di quelle del locale di Charlie è quella che rivela i problemi maggiori: una frazione incentrata innanzitutto sulla difficile relazione con la giovane Sydney (esponente dell’alta-bassa borghesia, per usare un’espressione dello stesso Charlie) impegnata in un tira e molla col protagonista di cui resta involuta e poco approfondita la descrizione, e di cui risulta altresì inutilmente dilatato lo sviluppo. Paradossalmente, la resa del rapporto protratto negli anni – con varie ellissi narrative – tra i due giovani finisce per occupare gran parte della seconda metà del film, restando tuttavia inerte e sterile nella descrizione: una sterilità che toglie respiro e spazio tanto all’appena accennata malattia della madre del protagonista, quanto al rapporto col personaggio di un Ben Affleck in ombra, impossibilitato a dare dinamicità e sostanza al film così come aveva fatto nella frazione precedente.

Ma il cuore c’è

The Tender Bar recensione

Questo The Tender Bar, capace di arrivare facilmente, a livello tematico e narrativo, all’emotività dello spettatore, sembra testimoniare di una ricerca da parte del George Clooney regista nel segno di un’inedita eppure marcata tendenza all’intimismo: una ricerca che era già evidente, pur nella coloritura “di genere” che il film presentava, nel precedente The Midnight Sky. Temi in fondo simili (l’affetto familiare, e una genitorialità affrancata dalla necessità del legami biologici) qui ridotti ancor più all’essenza, colorati dei toni della nostalgia e all’insegna di una forma che vuole tendere sempre più verso la purezza. L’impressione è che la star di tanti film sospesi tra autorialità e botteghino, e il regista capace di maneggiare agevolmente i toni del noir (Confessioni di una mente pericolosa) e del ritratto storico-politico ora più filologico, ora più dinamico e avventuroso (Good Night, and Good Luck, Le idi di marzo, Monuments Men) abbia ancora qualche difficoltà nel padroneggiare al meglio il registro più intimo del dramedy familiare. Il cuore c’è, comunque, inteso sia come sostanza del materiale narrativo, sia come genuinità nella voglia di interpretarlo e farlo proprio. Un risultato non centratissimo, magari, ma comunque non da disprezzare.

The Tender Bar poster locandina
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Scheda

Titolo originale: The Tender Bar
Regia: George Clooney
Paese/anno: Stati Uniti / 2022
Durata: 106’
Genere: Drammatico
Cast: Ben Affleck, Billy Meleady, Briana Middleton, Christopher Lloyd, Daniel Ranieri, Danielle Ranieri, David Carl, Ezra Knight, Ivan Leung, Kate Avallone, Lily Rabe, Mark Boyett, Matthew Delamater, Max Casella, Max Martini, Michael Braun, Quincy Tyler Bernstine, Rhenzy Feliz, Sondra James, Tye Sheridan
Sceneggiatura: William Monahan
Fotografia: Martin Ruhe
Montaggio: Tanya M. Swerling
Musiche: Dara Taylor
Produttore: David Webb, Ted Hope, George Clooney, Grant Heslov
Casa di Produzione: Smokehouse Pictures, Big Indie Pictures
Distribuzione: Amazon Prime Video

Data di uscita: 07/01/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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