SCREAM

SCREAM

Questo nuovo Scream, omaggio, operazione nostagica e tributo dei registi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett al sempre compianto Wes Craven, è anche un horror intelligente, capace di dirci qualcosa sul pubblico di questi appena iniziati anni ‘20, e sulle paure che si agitano dentro e intorno a noi.

L’urlo di Ghostface terrorizza anche i Post-Millennial

Seguendo una tradizione che parte dall’Halloween del 2018 e passa per il nuovo Candyman, anche questo Scream, quinto capitolo della saga horror inaugurata nel 1996 da Wes Craven e Kevin Williamson, porta il titolo del suo primo storico capitolo. Il senso, nel caso del film diretto dai registi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, è tuttavia molto più chiaro e immediato rispetto a quello degli esempi appena citati: questo quinto capitolo, infatti, è innanzitutto un gigantesco omaggio alla mai abbastanza compianta figura di Craven, scomparso nel 2015, e al suo film che inaugurò la saga. Ma non solo: questo nuovo Scream è innanzitutto un “requel”, secondo un concetto che viene spiegato chiaramente da uno dei suoi personaggi: un nuovo capitolo che segue la continuity degli episodi precedenti, superando però il mero concetto di sequel: mantenendo cioè i volti storici della saga, e affiancando loro protagonisti più giovani, ricollegandosi direttamente al film originale e ripercorrendone grossomodo la struttura in quello che però si presenta come un nuovo episodio. La ragazza cine-nerd che spiega il concetto fa anche degli esempi: Ghostbusters: Legacy, Creed – Nato per combattere, Star Wars, tra i tanti. Soprattutto quest’ultimo, col modello originale del film di George Lucas che torna tanto nel prequel La minaccia fantasma, quanto nel successivo Il risveglio della Forza del 2015. Una dichiarazione di intenti mica male, pienamente in linea con la tradizione metacinematografica della saga.

Nuovi e vecchi volti

Scream (2022) recensione

Nel nuovo Scream si torna a Woodsboro, e questo era l’unico punto su cui non potevano esserci dubbi. I suoi protagonisti, però, sono altri: in primis la giovane Tara Carpenter (Jenna Ortega), che viene aggredita in casa con modalità che ripercorrono – consapevolmente, tanto da parte del regista quanto del killer – la sequenza iniziale con Drew Barrymore del primo Scream (o Stab nella finzione filmica). E poi sua sorella Sam (Melissa Barrera), tornata da fuori città quando un loro amico la avvisa che la sorella è in ospedale gravemente ferita.

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E poi il nuovo gruppo di adolescenti di questi appena iniziati anni ‘20 che si agita loro intorno: Chad, Amber, Wes, Liv, solo per citarne alcuni. Tutti sconvolti (ma forse non così tanto) dall’improvvisa nuova apparizione della maschera di Ghostface, stavolta indossata da qualcuno che sembra avere motivazioni ben radicate nel passato della cittadina. Naturalmente, la richiesta di aiuto ai veterani Sidney Prescott (Neve Campbell), Gale Weathers (Courtney Cox) e Dwight “Linus” Riley (David Arquette) sarà inevitabile. Tutti e tre con qualche anno, ruga o capello bianco in più, qualcuno con guai ancora più seri delle loro controparti adolescenti. Ma Woodsboro, e la nuova scia di sangue – rigorosamente cinefila – del nuovo e ancor più crudele Ghostface, chiamano implacabili.

Il meta-horror si evolve

Scream (2022) recensione

Il nuovo Scream, il primo in tanti anni senza Craven al timone di regia (e in questo caso anche senza lo script di Kevin Williamson, presente tuttavia come produttore esecutivo) è insieme omaggio alla saga – in primis, come si è detto in apertura, al film del 1996 – e sua rielaborazione e riposizionamento in questo appena iniziato decennio. Bettinelli-Olpin e Gillett, ma anche lo sceneggiatore James Vanderbilt, si trovano a portare la saga in un contesto in cui non solo nell’horror, ma anche nel meta-horror e nel filone dell’omaggio autoironico e consapevole, è stato ormai detto molto, se non tutto. Tutti sembrano consapevoli (personaggi in primis) che un nuovo Scream, per funzionare, debba portare lo stesso livello di consapevolezza ancora più in là, giocando anche con la propria stessa (auto)ironia, moltiplicando i livelli del metatesto – come succede in un’eloquente scena in cui un personaggio guarda in tv il suo doppio cinematografico, che a sua volta sta guardando in tv un film che lo raffigura. Prendendo di mira non solo la degenerazione del concetto di cinema horror, quindi – come aveva fatto il film di Wes Craven nel 1996 – ma anche le fisime, gli entusiasmi e le idiosincrasie del suo pubblico, preda di volta in volta della nostalgia e del rifiuto per il ritorno del già noto, della voglia di rivedere i propri beniamini e della richiesta di formule nuove. Stavolta con la potente arma dell’esaltazione o denigrazione sui social, “termometro” dei gusti del pubblico con pochi termini di paragone nel passato. E non è un caso che gran parte del plot, stavolta, si giochi proprio sul rapporto del pubblico (fuori e dentro lo schermo) con la saga di Scream/Stab e col modo in cui questa si è modificata negli anni.

L’horror/slasher e le sue regole

Scream (2022) recensione

Se l’aspetto metacinematografico, citazionista e autoironico del film funziona molto bene (e non era scontato, visto l’ingombrante passato della saga e la tematica ormai inflazionata) il nuovo Scream si fa valere anche come horror preso in sé, pur nei limiti di un plot che non può – e probabilmente neanche vuole – apportare chissà quali elementi di novità in una formula collaudata. Di nuovo, dietro le sanguinarie azioni di Ghostface ci sono motivazioni sepolte nel passato, di nuovo c’è un legame tra alcuni personaggi e gli eventi dei film precedenti, di nuovo il killer segue uno schema “cinematografico” (o metacinematografico) nel commettere i delitti. Di nuovo ci sono le “regole” e la loro irrisione. Non troviamo invece chissà quali twist narrativi, in un plot complicato quanto a suo modo “lineare”, al di là di alcune sorprese che poi, a ben vedere, tanto sorprese non sono. L’innovazione intesa in senso classico, in fondo, non può abitare da queste parti, e anche di questo i due registi sembrano essere pienamente consapevoli.

Gli elementi di novità

Scream (2022) recensione

Ci sono comunque, in questo atteso quinto episodio, almeno un paio di elementi che ne elevano il livello, rispetto a quello di una mera operazione nostalgia ben confezionata e capace di farsi ben accogliere dai fans: innanzitutto la cattiveria mostrata dai due registi, che specie nel finale arrivano addirittura ad autocitare il loro precedente Finché morte non ci separi, con una deriva gore che sarà sicuramente ben accolta dagli aficionados del genere; e poi la presenza nel sottotesto del tema di una minaccia senza volto, dell’impossibilità di fidarsi delle persone a cui si vuole bene (a volte senza che ci siano reali colpe da parte dell’uno o dell’altro), delle azioni d’autorità – dolorose quanto necessarie – imposte per il bene delle persone e della collettività. Insomma, può darsi che sia solo un atto di iper-interpretazione da parte di chi scrive, ma la sensazione è che il tema del Covid, fatto scomparire e messo tra parentesi nella diegesi del film, torni in modo sotterraneo nella trama, quasi come un convitato di pietra di cui nessuno parla, e che però in fondo si sa che c’è. Sia quel che sia, un elemento di autentica inquietudine, giusto per non far dimenticare che il genere, nella sua forma più pura, è proprio a questo che deve tendere.

Scream (2022) poster locandina

Scheda

Titolo originale: Scream
Regia: Matt Bettinelli-Olpin, Tyler Gillett
Paese/anno: Stati Uniti / 2022
Durata: 114’
Genere: Giallo, Horror, Thriller
Cast: Boomer Mays, Chester Tam, Clayton Frank, Courteney Cox, David Arquette, Dylan Minnette, Jack Quaid, Jasmin Savoy Brown, Jenna Ortega, Kyle Gallner, Marley Shelton, Mason Gooding, Melissa Barrera, Mikey Madison, Neve Campbell, Reggie Conquest, Sara Elizabeth Ezzell, Sonia Ammar
Sceneggiatura: Guy Busick, James Vanderbilt
Fotografia: Brett Jutkiewicz
Montaggio: Michel Aller
Musiche: Brian Tyler
Produttore: James Vanderbilt, Kevin Williamson, Paul Neinstein, William Sherak
Casa di Produzione: Lantern Entertainment, Outerbanks Entertainment, Paramount Pictures, Project X Entertainment, Radio Silence Productions, Spyglass Media Group
Distribuzione: Warner Bros.

Data di uscita: 13/01/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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