VIKINGS: VALHALLA

VIKINGS: VALHALLA

Creata da Jeb Stuart

Voto: 7

La serie sui guerrieri norreni torna in una nuova veste, con la componente viscerale intatta ma anche con qualche scorciatoia narrativa in più. La prima stagione di Vikings: Valhalla è disponibile su Netflix.

“Il mio nome è Viking Vikingsson. Hai ucciso la mia famiglia. Preparati a morire.”

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Dal 2013 al 2020 il canale candese History Channel ha avuto tra i suoi cavalli di battaglia la serie Vikings, creata da Michael Hirst (già abituato a versioni romanzate di storie vere tramite il racconto seriale dei Tudors qualche anno addietro) e basata sulle gesta di Ragnar Lothbrok, uno dei più noti guerrieri scandinavi. Una figura importante per gran parte della durata dello show, fino alla sua morte nella quarta stagione, al che la narrazione ha spostato il suo punto focale sui figli di Ragnar, fino alla conclusione della serie con la sesta annata. In tale occasione, la seconda parte della stagione è arrivata in anticipo su Amazon Prime Video in alcuni paesi, precedendo la messa in onda lineare nordamericana, e già lì si intravedeva l’inizio di una possibile evoluzione agevolata dalle piattaforme.

Evoluzione che arriva tramite Netflix, che ha commissionato il sequel/spin-off Vikings: Valhalla, ambientato un paio di secoli dopo la conclusione della serie madre (i personaggi dicono che sono passati cento anni, ma in realtà erano duecento). Al timone non c’è più Hirst, con la gestione della nuova storia affidata a Jeb Stuart, veterano di Hollywood a cui dobbiamo contributi alle sceneggiature di film come Trappola di cristallo e Il fuggitivo. Insomma, uno che di azione si intende, e di quella ce n’è in abbondanza in questa sede, dato che si parte da un massacro per iniziare a raccontare la fine dell’era vichinga, con l’avvento di figure come Leif Erikson.

Vendette congiunte

Vikings: Valhalla recensione

Da circa un secolo i norreni vivono pacificamente in Inghilterra, all’interno di comunità come il Danelaw. Questo fino al momento in cui il sovrano inglese, Ethelred II, ordina lo sterminio di tutti i coloni vichinghi. Canuto, re di Danimarca, convoca tutte le tribù nordiche a Kattegat per organizzare la vendetta, ma il rischio più grande è quello di lotte intestine: alcuni gruppi si sono convertiti al cristianesimo, e sono quindi poco inclini ad andare in battaglia al fianco delle comunità pagane. Tra i gruppi presenti ce n’è uno groenlandese, capitanato da Leif Erikson, figlio di Erik il Rosso; questi è venuto a Kattegat completamente ignaro del massacro perpetrato dagli uomini di Ethelred, accompagnato dalla sorella Freydís che vuole farla pagare al vichingo cristiano che l’ha stuprata e mutilata. Iniziano diverse spedizioni, con mete e obiettivi diversi, mentre in Inghilterra la pessima salute del sovrano fa sì che sia il resto della famiglia a doversi occupare delle conseguenze della strage…

Fino alla fine del mondo

Vikings: Valhalla recensione

Se sia o meno l’influenza di Netflix (che presumibilmente ha commissionato la serie per ragioni algoritmiche, data la popolarità del prototipo sulla piattaforma in determinati paesi dove fa parte del catalogo di acquisizioni) non ci è dato sapere, ma il salto temporale comporta anche una certa fluttuazione nella scrittura, di quelle che tipicamente si riscontrano in titoli che nascono per il bingewatching. Laddove la serie madre aveva una distribuzione settimanale, e quindi si curava della progressione narrativa e dell’evoluzione psicologica dei personaggi mantenendo l’identità dei singoli episodi, in questa sede si percepisce un’attenzione maggiore alla macrostoria a discapito degli elementi individuali, forse anche in vista di sviluppi in stagioni future (chi conosce la Storia sa che Leif è destinato a imbarcarsi per le Americhe). Paradossalmente, dato il budget a disposizione con Netflix, è riscontrabile anche un leggero calo della qualità visiva, in particolare nelle sequenze con evidente uso di CGI.

Eppure, nel complesso il meccanismo ideato da Hirst e portato avanti da Stuart mantiene una sua efficacia, tra scene d’azione ben orchestrate (e qui aiuta aver avuto Niels Arden Oplev, regista dell’adattamento svedese di Uomini che odiano le donne, dietro la macchina da presa per il primo episodio) e un casting che aiuta i personaggi ad avere delle personalità distinte al di là della generica motivazione di vendetta personale che li accomuna tutti. In tal senso, la prima stagione di Vikings: Valhalla è un discreto preambolo, in attesa di arrivare alla materia più drammaticamente ricca in futuro. E da quel punto di vista il sottotitolo della serie ha un livello di lettura in più, alludendo a risultati migliori alla fine del percorso.

Vikings: Valhalla poster locandina

Scheda

Titolo originale: Vikings: Valhalla
Creata da: Jeb Stuart
Regia: Hannah Quinn, Niels Arden Oplev, Steve Saint Leger
Paese/anno: Stati Uniti / 2022
Genere: Avventura, Azione, Storico
Cast: Alan Devine, Álfrún Laufeyjardóttir, Asbjørn Krogh Nissen, Bradley Freegard, Caroline Henderson, David Oakes, Ethan Dillon, Frida Gustavsson, Gavin O'Connor, Jack Mullarkey, James Ballanger, Jóhannes Haukur Jóhannesson, Kenneth M. Christensen, Laura Berlin, Leo Suter, Lujza Richter, Mark Huberman, Pääru Oja, Pollyanna McIntosh, Sam Corlett
Sceneggiatura: Jeb Stuart, Vanessa Alexander, Michael Hirst, Declan Croghan, Eoin McNamee
Fotografia: Peter Robertson
Montaggio: Roslyn Kalloo
Musiche: Trevor Morris
Produttore: Mark Murdoch
Casa di Produzione: MGM Television, MGM/UA Television
Distribuzione: Netflix

Data di uscita: 25/02/2022

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Trailer

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Max Borg
Giornalista e traduttore freelance, collabora con varie testate in Italia e Svizzera e con festival come Locarno e la Berlinale. Ama la sala, ma non disdegna le piattaforme.

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