VIKINGS: VALHALLA 2

VIKINGS: VALHALLA 2

Creata da Jeb Stuart

Voto: 7

La nuova annata di Vikings: Valhalla, spin-off/sequel creato da Jeb Stuart, si riconferma divertimento efficace, anche se a tratti un po’ superficiale. La seconda stagione della serie è disponibile su Netflix.

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In mezzo a tante polemiche su serie che vengono cancellate prematuramente, a volte quando la nuova stagione è già stata girata, arriva almeno un titolo che può rassicurare chi lo segue fedelmente: la seconda stagione di Vikings: Valhalla, lo spin-off/sequel della serie che ha portato i guerrieri norreni sul piccolo schermo una decina d’anni fa. Un progetto, quello che Jeb Stuart ha ereditato dal creatore Michael Hirst, che prevede esattamente 24 episodi, suddivisi lungo tre stagioni. Siamo quindi al secondo blocco di otto episodi, con il terzo presumibilmente pronto per arrivare su Netflix nello stesso periodo dell’anno per il 2024, pronto a offrirci la conclusione dell’epopea vichinga avvenuta nel 1066 (il punto d’arrivo della serie dovrebbe essere la battaglia di Stamford Bridge, precorritrice di quella di Hastings).

Nuove battaglie

Vikings Valhalla, Bradley James in una sequenza della seconda stagione della serie
Vikings Valhalla, Bradley James in una sequenza della seconda stagione della serie Netflix

Freydís, Harald e Leif sono in fuga dopo l’invasione di Kattegat, e vi sono dubbi su quanto sia saggio continuare a combattere per riprendersi il trono norvegese, usurpato dalla Danimarca. Anche Olaf ha diversi grattacapi con cui fare i conti, e la guerra si espande coinvolgendo una possibile alleanza con l’imperatore di Costantinopoli, Romanos (interpretato da Nikolai Kinski, figlio del famigerato Klaus Kinski). Rimane anche la questione della vendetta contro gli inglesi, con la corte britannica a sua volta in preda alla paranoia circa possibili complotti dall’interno. E sempre di lotte intestine si parla sul fronte norreno, dove continua la difficile coesistenza di cristianesimo e credenze pagane d’altri tempi, con rivalità che possono assumere sembianze fraterne quando i conflitti si insinuano all’interno delle famiglie.

Otto al prezzo di uno

Vikings Valhalla, Sam Corlett in un momento della seconda stagione della serie
Vikings Valhalla, Sam Corlett in un momento della seconda stagione della serie Netflix

Parlando della prima stagione di Vikings: Valhalla avevamo notato come, nel passaggio dalla televisione lineare allo streaming tra le due incarnazioni della saga norrena, il senso unitario dei singoli episodi fosse venuto un po’ meno in nome del bingewatching che prevede l’assimilazione del blocco intero o quasi (minimo tre episodi consecutivi per essere considerato binge), senza un solo attimo di respiro. Quell’effetto rimane nella seconda annata, con lo schema a ripetizione nei rapporti tra i personaggi che continua a puntare alle solite macrosequenze ben piazzate, sacrificando però a tratti la costruzione drammaturgica che nella serie madre aveva reso accattivante il viaggio fisico e spirituale dei protagonisti attraverso le generazioni (ancora memorabile la scelta di passare da Ragnar Lothbrok ai suoi figli, cambiando l’impostazione delle due stagioni finali). Certo, aver rinunciato a qualsiasi legame solido con il prototipo (il titolo Vikings in questa sede è quasi interamente ornamentale, per chi si avvicina principalmente come grande appassionato della serie principale) non aiuta, per la necessità di partire sostanzialmente da zero omettendo i due secoli che separano i due progetti per arrivare più velocemente alla conclusione dell’epopea vichinga.

Verso il capolinea

Vikings Valhalla, Tolga Safer e Hayat Kamille in una sequenza della seconda stagione della serie
Vikings Valhalla, Tolga Safer e Hayat Kamille in una sequenza della seconda stagione della serie Netflix

Detto ciò, le macrosequenze di cui sopra mantengono tutte le promesse, con azione e sangue che danno il giusto sapore pulp a quello che è un grandiloquente racconto di vendetta, al cui interno le singole figure hanno comunque identità sufficientemente distinte – perché alla fine ognuno vuole vendicare un torto diverso – da rendere interessante la prosecuzione di una storia che, pur non avendo ancora raggiunto il suo pieno potenziale, ha tuttora le carte in regola per farlo con la terza e ultima stagione: quella dove teoricamente ci sarà il Valhalla per tutti. Compreso lo spettatore, che con la terza parte di Vikings: Valhalla si congederà (definitivamente?) da un franchise che si lascia ammirare da dieci anni abbondanti, e anche nei suoi momenti meno ispirati rimane un buon pezzo di entertainment scandinavo in salsa nordamericana.

Vikings Valhalla, il poster della seconda stagione della serie
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Scheda

Titolo originale: Vikings: Valhalla 2
Creata da: Jeb Stuart
Regia: Ciaran Donnelly, Monika Mitchell, David Frazee, Emer Conroy, Jan Matthys
Paese/anno: Stati Uniti / 2023
Genere: Drammatico, Avventura, Azione, Storico
Cast: Yngvild Støen Grotmol, Kayode Akinyemi, Christopher Rygh, Taylor James, Charlie O'Connor, Eleanor McLynn, Henessi Schmidt, Bradley Freegard, David Oakes, Frida Gustavsson, Hayat Kamille, James Ballanger, Jóhannes Haukur Jóhannesson, Laura Berlin, Leo Suter, Lujza Richter, Mark Huberman, Pollyanna McIntosh, Sam Corlett, Stanislav Callas
Sceneggiatura: Vanessa Alexander, Declan Croghan, Niall Queenan, Eoin McNamee, Jeb Stuart
Fotografia: Peter Robertson
Montaggio: Lauren Brandon, Roslyn Kalloo, Trevor Morris
Musiche: Trevor Morris
Produttore: Sherry Marsh, Jane McNally, Mark Murdoch, Vanessa Alexander, James Flynn
Casa di Produzione: MGM/UA Television, Metropolitan Films International, MGM Television
Distribuzione: Netflix

Data di uscita: 12/01/2023

Trailer

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Max Borg
Giornalista e traduttore freelance, collabora con varie testate in Italia e Svizzera e con festival come Locarno e la Berlinale. Ama la sala, ma non disdegna le piattaforme.

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