MONICA VITTI, TORNA IN LIBRERIA LA BIOGRAFIA AUTORIZZATA

MONICA VITTI, TORNA IN LIBRERIA LA BIOGRAFIA AUTORIZZATA

Nelle librerie dal 23 febbraio, Monica Vitti, edito da Giunti, è la biografia autorizzata della grande attrice, scomparsa da poche settimane. Di seguito, la nostra intervista all’autrice Cristina Borsatti, in doppia versione scritta e audio.

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La notizia della morte di Monica Vitti, avvenuta lo scorso 2 febbraio, ha colpito il pubblico come solo la scomparsa di un personaggio così amato può fare. Anche se da tempo le notizie sullo stato di salute della grande attrice non lasciavano presagire esito diverso. Questo però non cambia il senso della questione: Monica Vitti ci manca. Per la sua intelligenza, l’umorismo fine, la travolgente simpatia.

Monica Vitti è stata celebrata alla Festa del cinema di Roma per i suoi 90 anni con la proiezione speciale del documentario di Fabrizio Corallo, Vitti d’arte, Vitti d’amore. E per continuare a renderle omaggio, da qualche giorno è in libreria, con Giunti edizioni, la versione aggiornata della sua biografia ufficiale, Monica Vitti, scritta nel 2005 da Cristina Borsatti.

Monica Vitti? Un esempio per tutte le donne

«Monica Vitti è stata un unicum in un’epoca che ha segnato 50 anni di vita del Paese. Non è stata solo la prima donna della commedia italiana, ma è stata anticonvenzionale anche come donna, ha fatto una rivoluzione personale che ci ha contagiate tutte» ci ha raccontato l’autrice del libro, Cristina Borsatti.

Cristina, qual è stata la tua prima emozione alla notizia della morte di Monica Vitti?
Stavo lavorando da un po’ alla riedizione, la prima edizione era di L’Epos, avevo stabilito con Giunti di tornare a lavorarci dall’autunno dello scorso anno. È stato un fulmine a ciel sereno, sapevamo che non stava bene, ma mi ha colto di sorpresa.

La più brava di tutte

Cristina Borsatti intervista

Abbiamo avuto tutti la sensazione di aver perso la nostra attrice più brillante e versatile. Dovessi dire una caratteristica che ha reso Monica la più brava di tutte?
Era la più anticonvenzionale. In questi giorni ho ripensato a Gigi Proietti, Alberto Sordi… quelle persone che sono entrate nelle nostre vite come fossero di casa. Ho provato la stessa sensazione con Monica Vitti. Lei ha davvero segnato 50 anni di vita del nostro Paese.

Parliamo del tuo libro che hai scritto nel 2005. Che ricordo conservi di quel momento e del lavoro fatto con Monica Vitti?
Stava già male e non ho potuto intervistarla, ma è stata presente a distanza, ha seguito l’elaborazione del libro, mi ha dato l’immagine di copertina, mi ha fatto avere tantissimi materiali. Ha dato in qualche modo la sua approvazione dicendomi che lo aveva apprezzato. L’ho sempre considerato un po’ suo.

Cosa troviamo di nuovo in questa edizione? (Arricchiscono il volume le interviste esclusive rilasciate all’autrice da Mario Monicelli, Dino Risi, Ettore Scola e Franco Giraldi, ndr).
Mi ero appuntata tutta una serie di cose, vari contributi. Sostanzialmente ho modificato il finale del libro, che terminava con il Leone d’Oro alla carriera nel 2005 che poi è stata l’ultima occasione ufficiale in cui abbiamo visto Monica Vitti.

Cristina Borsatti e la sua Monica Vitti

Cristina Borsatti intervista

Qual è il ricordo personale o quello professionale più bello che ti lega a Monica?
La mia passione dipende da mia madre che da giovane le somigliava molto. E pensa che questo non le faceva piacere, perché nella sua testa le donne bellissime erano altre, la Lollobrigida, la Loren. Il ricordo privato è questo.

Esiste oggi una Monica Vitti?
Si parla di Paola Cortellesi e si fa questo tipo di associazione perché si tratta di una donna comicissima, capace di strapparci grasse risate, ma anche bella. Queste due caratteristiche sono sempre state spesso distante, ma Monica le aveva entrambe. Sì, direi Paola Cortellesi.

Il tuo film del cuore con Monica Vitti?
Polvere di Stelle! Lo davano spesso in TV e lo guardavamo tutti assieme, ridendo e piangendo.

Alberto Sordi diceva che Monica era una sua pari, un’autrice a tutti gli effetti e non solo un’attrice. Una vera rarità nel nostro cinema…
Nel libro emerge tanto dalle interviste con Monicelli e Scola, tutti dicevano che Monica era un uomo, alla pari dei grandissimi dell’epoca. Ma sospetto che fossero tutti innamorati di lei, la veneravano e la stimavano. Perché era davvero brillante.

A proposito di unicità, penso al salto da Antonioni al Monicelli di La ragazza con la pistola. Penso sia stato possibile per il suo talento…
Sicuramente sì, ma Monica quando ha iniziato a misurarsi col teatro ha cominciato col teatro leggero,
comico, brillante è stato un tornare a un mondo che ha sempre amato moltissimo. Anche perché lei faceva ridere, ha scoperto presto di avere un talento comico, e si è sentita come la figlia del re.

Ascolta “Monica Vitti, in libreria la sua biografia autorizzata” su Spreaker.

Cristina Borsatti intervista

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Francesca Fiorentino
Giornalista professionista, ho cominciato a lavorare in radio e continuo a parlare attraverso i podcast. Amo il cinema, la scrittura, le margherite, le magliette a righe, i regali inaspettati e i taccuini nuovi. Ovviamente anche la pizza. Qui leggi il mio sito.

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