ACQUE PROFONDE

ACQUE PROFONDE

Arriva su Amazon Prime Video Acque profonde, ultima fatica di Adrian Lyne. Il regista torna dietro la macchina da presa a vent’anni dalla sua ultima pellicola (Unfatihful – L’amore infedele, 2002), realizzando però un thriller abbastanza incoerente, che non offre allo spettatore sufficienti variazioni su un tema noto.

Una coppia alternativa

Vic (Ben Affleck) e Melinda (Ana de Armas) sono una coppia borghese apparentemente ordinaria: hanno una bella casa, una figlia e una baby sitter che interviene solo quando non è lui ad occuparsene. La realtà è ben diversa: marito e moglie non dormono insieme e soprattutto non si fanno problemi, anche in pubblico, a ostentare le relazioni di lei con altri uomini e il disprezzo che provano l’uno per l’altro. Sono solo un’alternativa ad un normale rapporto di coppia? Non esattamente, dato che gli “amici” di Melinda cominciano a sparire e/o a morire.

La sceneggiatura di Zach Helm e Sam Levinson adatta in Acque profonde l’omonimo romanzo di Patricia Highsmith (1957, ristampato nel 2022 con La Nave di Teseo) e fa subito sorgere nello spettatore la domanda: su cosa si regge la relazione dei due protagonisti, un patto o una scelta? La ricerca della chiave di lettura è ciò che dovrebbe spingere a guardare la pellicola, che però già dopo circa trenta minuti di visione evidenzia, con sconvolgente semplicità, come stanno le cose. O meglio: ci mostra chi si cela dietro gli omicidi, ma non approfondisce realmente il vero legame tra i due coniugi. E dunque, addio suspence (che in quello che dovrebbe essere un thriller non è propriamente il massimo).

Mele marce

Acque profonde, Ben Affleck e Ana De Armas in una scena del film di Adrian Lyne
Acque profonde, Ben Affleck e Ana De Armas in una scena del film di Adrian Lyne

Tralasciando qualche simbologia fintamente peccaminosa, come una mela rossa condivisa dai due protagonisti, e qualche scena di erotismo patinato, Acque profonde non sembra offrire molto altro. Sicuramente non c’è pathos per lo spettatore, anche perché nessuno dei personaggi messi in scena risulta essere psicologicamente credibile. Si può andare tranquillamente a cena o trascorrere una serata con qualcuno che si sospetta essere un omicida? Proprio nessuna delle “amicizie” di Melinda si fa il problema dell’esistenza di un marito? Inoltre la comparsa di certi personaggi in determinati momenti e luoghi ha l’unica motivazione di far “accadere” qualcosa e portare avanti la storia, senza però alcuna pretesa di logicità. Insomma, sono tutti personaggi fasulli, quelli che ritroviamo in questa pellicola, tra i quali forse la figura migliore la fanno i bambini, in particolare la figlia dei due protagonisti, probabilmente più centrale nella vicenda di quanto non sembri.

Sotto la coperta niente

Acque profonde, Ana de Armas e Jacob Elordi in una conturbante scena del film di Adrian Lyne
Acque profonde, Ana de Armas e Jacob Elordi in una conturbante scena del film di Adrian Lyne

Dall’ottantunenne Lyne ci si aspetta qualcosa almeno riguardo l’erotismo, in mancanza della componente thrilling. D’altronde parliamo del regista di pellicole come 9 settimane e ½ (1986), Attrazione fatale (1987), Proposta indecente (1993), che pur essendo laccate e destinate a un grande pubblico, bene o male, hanno comunque lasciato qualcosa nell’immaginario cinematografico tra scene cult e femmes fatales. In Acque profonde anche questo elemento però si riduce a qualche scena di nudo o seminudo della bella Anna de Morais e a qualche scena di sesso fintamente provocatoria. Il tutto osservato con uno sguardo privo di qualsiasi moralismo, che non trova spazio in nessuno dei personaggi chiamati in causa (ad esempio nessuno degli amici di Vic sembra scandalizzarsi anche di fronte alle effusioni che Melinda attua con i suoi amici). Non ci sono sorprese neppure a livello di regia, piuttosto ordinaria come di consuetudine nel curriculum di Lyne, e coadiuvata da una fotografia realizzata da Eigil Bryld che dà vita, de facto, a un patinato videoclip musicale di circa due ore, all’interno del quale la recitazione di tutti gli attori non ha grandi picchi.

Acque profonde, ma non troppo

Acque profonde, un'immagine di Ben Affleck nel film di Adrian Lyne
Acque profonde, un’immagine di Ben Affleck nel film di Adrian Lyne

Si arriva alla fine della visione senza alcun sussulto né sorpresa; o forse sì, perché un elemento di originalità nella pellicola esiste ed è rappresentato dalla passione che il protagonista nutre per le lumache, da lui allevate e curate gelosamente. In un seinen manga di Kazuo Kamimura, Golden Gai – Le notti di Tokyo (1979, J-Pop) esse sono protagoniste di un folgorante incipit di puro autoerotismo con cui si apre l’opera. Ma qui cosa simboleggiano? Sicuramente non sono l’indizio di una latente impotenza dato che, a quanto pare, come ci sottolinea in più di un’occasione il regista, la coppia non sembra avere problemi di questo tipo. Forse sono un elemento di sublimazione di Vic nei confronti della moglie. E allora, seguendo la circolarità con cui si apre e si chiude Acque profonde, torniamo alla domanda fatta precedentemente, ossia quale sia il vero legame tra i due protagonisti. Quesito al quale si può solo tentare di rispondere nel modo più semplice e superficiale, che dovrebbe poi rappresentare il tema portante del film. L’impossibilità di separarsi.

Acque profonde, la locandina del film di Adrian Lyne

Scheda

Titolo originale: Deep Water
Regia: Adrian Lyne
Paese/anno: Stati Uniti, Australia / 2022
Durata: 153’
Genere: Thriller
Cast: Ana de Armas, Ben Affleck, Dash Mihok, Devyn A. Tyler, Finn Wittrock, Kristen Connolly, Michael Braun, Tracy Letts, Jacob Elordi, Jade Fernandez, Jaren Mitchell, LilRel Howery, Rachel Blanchard, Sheenan Cole, Victoria Paige Watkins
Sceneggiatura: Zach Helm
Fotografia: Eigil Bryld
Montaggio: Tim Squyres, Andrew Mondshein
Musiche: Marco Beltrami
Produttore: Anthony Katagas, Garrett Basch, Steven Zaillian, Doug Torres, Guymon Casady, Ben Forkner, Arnon Milchan
Casa di Produzione: Amazon Studios, Entertainment One, Regency Enterprises, 20th Century Studios, Entertainment 360, Film Rites, New Regency Productions
Distribuzione: Amazon Prime Video

Data di uscita: 18/03/2022

Trailer

Jacopo Russo
Laureato in archeologia ma sempre con pericolose deviazioni cinematografiche, tali da farmi frequentare dei corsi di regia e sceneggiatura presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Ho partecipato per alcuni anni allo staff organizzativo dell’Irish Film Festival presso la Casa del Cinema. Da qua, il passo per dedicarmi a dei cortometraggi, alcuni dei quali per il concorso “Mamma Roma e i suoi quartieri”, è stato breve, condito anche dalla curatela di un incontro intitolato “La donna nel cinema giapponese”, focalizzato sul cinema di Mizoguchi, presso il cineclub Alphaville. Pur amando ovviamente il cinema nelle sue diverse sfaccettature, sono un appassionato di pellicole orientali, in particolare coreane, che credo occuperanno un posto rilevante nei futuri manuali di storia del cinema.

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