ENRICO VANZINA, DIARIO DIURNO E IL CINEMA: «LA COMICITÀ È CAMBIATA, SIAMO PIÙ CATTIVI»

ENRICO VANZINA, DIARIO DIURNO E IL CINEMA: «LA COMICITÀ È CAMBIATA, SIAMO PIÙ CATTIVI»

Enrico Vanzina si racconta ad Asbury Movies, tra Sorrentino, Garrone, Zalone e la follia di Instagram. I complimenti dei fan? «Più belli di una critica positiva».

Pubblicità

È difficile trovare un punto di partenza quando si ha la possibilità di parlare con uno dei più grandi e apprezzati autori comici italiani. Potremmo iniziare scrivendo che Enrico Vanzina, figlio del leggendario Steno e fratello del compianto Carlo, sia stato da subito predestinato al cinema. E che poi ha coltivato con passione il talento indubbio nel raccontare gli esseri umani. «È la mia missione», ci ha raccontato.

E continuando a seguire il filo rosso delle parole, arriviamo all’ultimo libro scritto per HarperCollins, Diario Diurno. Un vero e proprio Zibaldone curato con pazienza dal 2011 a oggi, che racchiude riflessioni e pensieri sparsi sul cinema, l’arte, l’amicizia, i grandi amori. 10 anni sono un lasso di tempo sufficiente per vedere la propria vita trasformata. E per raccontare i piccoli e grandi cambiamenti della nostra società. Compresi quelli creati dalla pandemia.

Allora, come sta?
Come sto? Sto come tutti gli abitanti di questo pianeta, preoccupato.

Che effetto le ha fatto vedere organizzato in forma di libro il suo diario? Catartico o no?
No, non è catartico. Si tratta di un’osservazione. Per tutta la vita ho osservato gli altri, con affetto e con amore, cercando di raccontarli. Che poi è la mia piccola missione sulla Terra. Raccontare gli altri è la mia passione, è un modo di essere che ho scelto nella vita. Spero di portare un po’ di allegria, di riflessione, di sentimento anche agli altri.

C’è stato qualcosa che, rileggendola, l’ha emozionata in maniera particolare?
Mi emozionano i sentimenti degli altri, sentimenti che spesso si dimenticano. Invece, mettendoli nero su bianco ogni sera e rileggendoli mi emozionano molto. Scrivere un diario è una passione che hanno i ragazzi, ma siccome io sono il vero Benjamin Button, sono nato vecchissimo e adesso sto diventando sempre più giovane, in tarda età ho cominciato a scrivere il diario che avrei dovuto scrivere a 19 anni. È stato anche divertente, un modo di capire sé stessi attraverso gli altri.

Diario Diurno, la copertina del libro di Enrico Vanzina
Diario Diurno di Enrico Vanzina

Enrico Vanzina, la commedia e la comicità

Lei scrive che la commedia oggi non sa più raccontare l’Italia. Dov’è l’inghippo?
Oggi la commedia è diventata ideologica, gli autori stabiliscono chi è il buono e chi è il cattivo, cos’è giusto e cosa non lo è. Invece la vera commedia è sempre un’osservazione spietata ma affettuosa delle ragioni degli altri. Nel momento in cui si dimenticano le ragioni di quelli che sono apparentemente negativi, si fa una commedia falsa.

Come sta la comicità oggi?
Le cose che fanno ridere sono le stesse che facevano ridere mille anni fa, ma la comicità è cambiata perché siamo diventati tutti più cattivi.

Che cos’è per lei la volgarità?
La volgarità è quando aggiungi qualcosa che non è necessario, per il gusto della volgarità appunto. La volgarità è non avere finezza di pensiero e di sentimenti, talvolta alcune espressioni della vita comune vengono definite volgari, ma quella è la vita e la vita non è mai volgare.

Enrico e Carlo Vanzina
Enrico e Carlo Vanzina

Enrico Vanzina il predestinato

A quale film è legato in maniera particolare?
Forse a quelli più sfortunati. Ogni film ha qualcosa, anche quelli che sono andati male, anche quelli brutti. C’è sempre qualcosa che ti lega a loro.

Che effetto le fa quando ascolta che i suoi film in qualche modo sono stati importanti per le persone?
Sono nato in una famiglia che ha fatto il cinema popolare. Sapere di essere entrati nella vita delle persone mi fa molto bene al cuore e all’anima. Attraverso le generazioni ci sono persone che la sera ti guardano, citano cose che hai scritto. E quando mi incontrano per parlare di mio padre e di mio fratello mi ringraziano per aver dato loro qualcosa. E questo per me vale molto più di una critica buona.

Si è sentito subito destinato al cinema o è un amore nato poco alla volta?
Sono nato nel cinema, non è un merito né un demerito, è stato abbastanza semplice. In realtà avrei solo voluto fare lo scrittore, poi sono stato risucchiato. Probabilmente il mio destino era quello.

Il diario di Enrico

Qual è la qualità che più apprezza in un essere umano?
La sincerità, la voglia di perdonare e di non inventare un altro sé stesso. Non è facile, nella società dell’apparire questa deriva ha preso tutti. Io sono entrato su Instagram da pochissimi mesi e capisco la complessità di tutta questa faccenda. Eppure, anche sui social, chi è sincero viene fuori.

C’è un autore italiano che oggi la sorprende e le piace più di tutti?
Mi piace moltissimo Paolo Sorrentino perché ha un talento speciale soprattutto nella scrittura. Viene sempre considerato un regista d’immagine, invece lui scrive molto bene. Mi piace tanto Matteo Garrone, perché fa il contrario di quello che vorrei fare io. E poi mi piace Checco Zalone perché è l’unico comico vero in questo momento e in questo Paese.

Il suo ultimo film è stato Tre sorelle, sta lavorando a qualcosa di nuovo?
Sì, sto scrivendo delle cose e spero di poterlo ancora fare. Purtroppo, il cinema è quello che ha pagato più di tutti in questi anni e ancora dobbiamo capire bene quello che sta succedendo. Diciamo che non faccio solo commedie, ma citando le parole di uno scrittore francese dico speriamo che il mondo resti un po’ ridicolo. Il mondo è ridicolo, c’è sempre spazio per raccontare delle cose in maniera leggera.

Pubblicità

Ascolta la versione audio dell’intervista a Enrico Vanzina

Ascolta “Enrico Vanzina e Diario Diurno: «Sono il vero Benjamin Button»” su Spreaker.

Pubblicità
Francesca Fiorentino
Giornalista professionista, ho cominciato a lavorare in radio e continuo a parlare attraverso i podcast. Amo il cinema, la scrittura, le margherite, le magliette a righe, i regali inaspettati e i taccuini nuovi. Ovviamente anche la pizza. Qui leggi il mio sito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.