LA DONNA PER ME, UNA COMMEDIA ROMANTICA DAL SAPORE BRITANNICO

LA DONNA PER ME, UNA COMMEDIA ROMANTICA DAL SAPORE BRITANNICO

Un racconto reale con un guizzo di magia. Ecco La donna per me, nuova sceneggiatura e regia di Marco Martani, che ha coinvolto nella sua avventura un cast variegato tra cui spiccano Andrea Arcangeli, Alessandra Mastronardi, Stefano Fresi, Eduardo Scarpetta, Francesco Gabbani e Cristiano Caccamo.

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Chi, almeno una volta nella sua vita, non si è chiesto cosa sarebbe cambiato se avesse preso una decisione piuttosto che un’altra? Allo stesso modo, tutti ci siamo trovati a dubitare dei nostri passi o a sentirci improvvisamente impauriti di fronte a un determinato impegno. Insomma, chiunque, anche solo per la frazione di un secondo, ha desiderato riportare il tempo indietro per fare qualche cosa di diverso, lasciarsi le paure alle spalle e, magari, riscrivere il futuro. Se tutto questo vi sembra cinematograficamente familiare non state sbagliando. I salti temporali applicati al romanticismo di una commedia hanno caratterizzato About Time, uno degli ultimi film firmati da Richard Curtis. Una pellicola che ha ispirato lo sceneggiatore e il regista Marco Martani per il suo La donna per me, prodotto da Lucky Red con Rai Cinema.

Nonostante questo, però, non si tratta assolutamente di una sorta di omaggio o duplicazione in chiave italica. Il film scritto dallo stesso Martani, infatti, ci conduce all’interno del dubbio principe di tutti i dubbi, la paura che attanaglia ogni essere umano, soprattutto di sesso maschile, arrivato a un determinato appuntamento. Il riferimento, ovviamente, è a quel fatidico sì, al “per sempre” che, onestamente, fa tremare senza alcuna distinzione di sesso. Ad accendere la scintilla creativa per questa storia sono proprio le paure di Andrea che, dopo aver convissuto con Laura per ben sette anni, la sera prima del loro matrimonio ha timore di aver sprecato la sua vita e fin troppe occasioni. E se, libero da questo rapporto, potesse afferrare delle possibilità imperdibili che stanno aspettando solo lui? Come spesso si dice, bisogna stare molto attenti a esprimere i propri desideri perché potrebbero realizzarsi. Così, Andrea si trova all’interno di un loop temporale che lo condanna a rivivere sempre e solo una giornata di molte vite diverse ma, tutte, senza la sua Laura. O, almeno, in parte.

La donna per me, Andrea Arcangeli, Stefano Fresi, Francesco Gabbani ed Eduardo Scarpetta in una scena
La donna per me, Andrea Arcangeli, Stefano Fresi, Francesco Gabbani ed Eduardo Scarpetta in una scena del film

Quale sarà il risultato finale di questi continui salti temporali? Questo non può essere svelato, altrimenti si perderebbe l’effetto sorpresa. Sicuramente, però, il protagonista riesce a scoprire lati molto interessanti di sé e della cerchia più stretta dei suoi affetti, sciogliendo dei nodi essenziali. Protagonisti di questa vicenda romantica sono Andrea Arcangeli, Alessandra Mastronardi, Stefano Fresi, Eduardo Scarpetta, Francesco Gabbani e Cristiano Caccamo. Il film sarà disponibile su Sky e Now dal 23 maggio.

Marco, tu hai firmato molte sceneggiature di successo come La mafia uccide solo d’estate, Ex, Notte prima degli esami e Calibro 9. Cosa ti ha spinto a tornare dietro la macchina da presa, dopo Cemento armato, proprio con questa storia dai toni completamente diversi?
Marco Martani:
Sono una persona che ha bisogno sempre di nuovi stimoli in grado di accendere il mio interesse. Quando mi dedico alla scrittura di una sceneggiatura, però, impegno gran parte della mia concentrazione. Questo vuol dire che il processo creativo richiede un dispendio di energie molto intenso. Una volta concluso, però, non tutte le storie mi hanno fatto provare il desiderio di continuare un percorso anche registico. Questo progetto, invece, aveva delle caratteristiche in grado di richiamare la mia attenzione. Terminata la sceneggiatura, infatti, ho pensato immediatamente che sarebbe stato un valore aggiunto occuparmi anche della regia.

In questo film i due protagonisti sono chiamati a dare corpo a diverse proiezioni di loro stessi? Com’è stato vestire queste vite così in contrapposizione le une con le altre?
Alessandra Mastronardi:
Questa esperienza è uno dei regali più belli che possa essere fatto a un attore. Un film del genere, infatti, dà la possibilità di confrontarci con diverse sfaccettature di noi stessi. Per quanto riguarda Laura, il mio personaggio, più si allontana da Andrea e dalla sua vita iniziale, maggiormente s’incupisce. Quello che sente è un sentimento d’incomprensibile insoddisfazione, come se fosse mancante di qualche cosa. Nonostante questo cambiamento, però, ho dovuto lavorare per far in modo che mantenesse le sue caratteristiche essenziali, esattamente come Andrea. In questo modo, dunque, nonostante il tocco di magia, si tratta di una storia assolutamente credibile.
Andrea Arcangeli: Prima di leggere la sceneggiatura pensavo di dover interpretare tanti ruoli diversi. In realtà, però, Andrea cambia solamente panni ma nella sua anima rimane esattamente lo stesso ragazzo dell’inizio. Il valore di questo film, però, è soprattutto una sceneggiatura incredibile, dalla quale si evince immediatamente il travaglio vissuto dal personaggio. In questo modo, dunque, l’assurdo rappresenta solamente l’incipit e non il cuore della storia. In definitiva ci troviamo di fronte a un racconto molto reale sulla condizione umana.

La donna per me, Andrea Arcangeli in una scena
La donna per me, Andrea Arcangeli in una scena del film

Eduardo Scarpetta, tu interpreti uno degli amici più cari di Andrea che, in ogni salto temporale, ritorna sempre nel racconto dimostrandosi un conquistatore impunito. Ovviamente si tratta di un ruolo molto diverso da quello che ti è valso il David di Donatello come miglior attore non protagonista per Qui rido io. A che punto della tua vita professionale è arrivato questo film?
Eduardo Scarpetta:
Questa storia è arrivata dopo Martone e L’amica geniale ma prima de Le fate ignoranti. Entra di diritto, dunque, in un anno davvero importante per me. Dopo aver ricevuto la sceneggiatura ho mandato a Marco un tape registrato da me molto leggero e simpatico. Esattamente come doveva essere il mio personaggio. A quel punto sono entrato a far parte di un film veramente corale. Cosa significa? Molto divertimento sul set. Quando Andrea e Alessandra giravano, infatti, noi eravamo nel camper a ridere e scherzare.

Dalla musica al cinema il passo non è esattamente breve, ma nemmeno impossibile da compiere. Com’è arrivato, però, Francesco Gabbani sul set di una commedia romantica dal sapore magico?
Francesco Gabbani:
Ho vissuto tutto con l’entusiasmo del principiante. È stata un’esperienza incredibile, soprattutto dal punto di vista umano. Nonostante questo, però, ho riscontrato delle differenze rispetto alla consapevolezza che ho quando faccio musica. In particolare ho trovato complicato dimostrare una spontaneità che, però, nasce da grandi controllo e disciplina. Secondo me si tratta proprio di un’attività profondamente intellettuale.

La donna per me, Andrea Arcangeli e Alessandra Mastronardi in una scena
La donna per me, Andrea Arcangeli e Alessandra Mastronardi in una scena del film

Per finire, potendo ritornare indietro nel tempo, quale esperienza vorreste rivivere?
Andrea Arcangeli:
Sicuramente la prima volta che ho recitato durante uno spettacolo scolastico. Ricordo che ero dietro le quinte e sentivo le persone prendere posto. È stata un’emozione fortissima. Allo stesso tempo, però, ho paura che questo ricordo sia stato potenziato, nel corso del tempo. Riviverlo potrebbe farmelo sentire meno importante.
Francesco Gabbani: Pensandoci, potrei ritornare al periodo in cui ero un musicista sconosciuto che, per vivere, si esibiva in piccoli locali. In effetti, provo molta tenerezza per il ricordo di quel ragazzo anche se, però, non credo che vorrei tornare suoi miei passi. Non rinnego nulla. Tutto mi ha portato a oggi, ma preferisco il presente.
Alessandro Mastronardi: Tendenzialmente ho un animo malinconico, il che vuol dire rifugiarsi spesso nei ricordi. Nonostante questo, però, non penso di voler rivivere nessun momento con la consapevolezza di oggi. Sarebbe un po’ come spoilerare il tutto. Piuttosto, credo che il film ci spinga a vivere pienamente il presente senza guardarsi indietro o pensare troppo al futuro. D’altronde, nella realtà non ci è data la possibilità di fare salti temporali.

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Tiziana Morganti
Fin da bambina, ho sempre desiderato raccontare storie. Ed eccomi qui, dopo un po’ di tempo, a fare proprio quello che desideravo, narrando o reinterpretando il mondo immaginato da altri. Da quando ho iniziato a occuparmi di giornalismo, ho capito che la lieve profondità del cinema era il mio luogo naturale. E non poteva essere altrimenti, visto che, grazie a mia madre, sono cresciuta a pane, musical, suspense di Hitchcock, animazioni Disney e le galassie lontane lontane di Star Wars; e un ruolo importante l’ha avuto anche il romanticismo di Truffaut. Nel tempo sono diventata giornalista pubblicista; da Radio Incontro e il giornale locale La voce di Roma, passando per altri magazine cinematografici come Movieplayer e il blog al femminile Smackonline, ho capito che ciò che conta è avere una struggente passione per questo lavoro. D’altronde, viste le difficoltà e le frustrazioni che spesso s’incontrano, serve un grande amore per continuare.

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