LA DONNA PER ME

LA DONNA PER ME

Marco Martani dirige con La donna per me una commedia insolita, che unisce il romanticismo a un gusto più surreale, ispirato a modelli come Sliding Doors e Questione di tempo. Ma il suo film mantiene al contempo una personalità definita, che ne fa un esempio di romcom molto originale per l’attuale panorama del cinema italiano.

Quando il romanticismo diventa fantasy

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Un vecchio adagio ci ricorda che dobbiamo stare molto attenti a ciò che desideriamo perché potrebbe avverarsi. E in questo caso non è detto che saremo felici e soddisfatti. Una lezione che Andrea non ha mai appreso ma che deve iniziare ad affrontare, visto che alcuni dei suoi desideri inizieranno a concretizzarsi giorno dopo giorno. O, per meglio dire, nella ripetizione costante della stessa giornata, l’11 aprile. A un passo dal matrimonio con Laura, la sua fidanzata dai tempi dell’università, i dubbi cominciano a farsi sentire. E se non fosse lei la donna della sua vita? Se avesse sprecato delle occasioni fondamentali per diventare qualche cosa di diverso? Se, per finire, fuori dal suo rassicurante rapporto ci fosse un universo di donne pronte solo a farsi conquistare da lui? Questi sono solo alcuni degli interrogativi che esterna ai suoi amici di una vita durante l’addio al celibato.

Sta di fatto che il matrimonio lo rende nervoso e la sua fidanzata sembra non essere più la rappresentazione del suo futuro. La mente, invece, indugia sulla prospettiva di vite parallele, futuri possibili nascosti dietro una serie di sliding doors mai imboccate. Ed è proprio in questa giostra di rimpianti e desideri inespressi che il destino decide di giocare ad Andrea uno scherzo. Grazie all’effetto “elettrizzante” di un lampo, infatti, si ritrova a svegliarsi in tante altre vite con una ripetizione esasperante, vestendo ogni volta un abito diverso.

Unica costante è la presenza/assenza di Laura che, nonostante le tecniche di avvicinamento di Andrea, è destinata ad allontanarsi sempre di più da lui. E in questo gioco di salti temporali, l’unica certezza è la comprensione di un amore lasciato scappare per non aver desiderato di concretizzarlo e superare le proprie paure. Ma la vita non è nota anche per offrire seconde possibilità? Lo scopriremo insieme ad Andrea al suo ennesimo risveglio.

Tra About Time e Sliding Doors

La donna per me, Andrea Arcangeli in una scena
La donna per me, Andrea Arcangeli in una scena del film

Dopo ben quattordici anni da Cemento armato, Marco Martani ha deciso di tornare dietro la macchina da presa, regalando con La donna per me un racconto in cui si unisce un chiaro gusto romantico a uno più surreale. Due elementi che sono stati già ampiamente utilizzati e cavalcati dalla cinematografia internazionale, soprattutto britannica, ma restano del tutto inediti per la nostra. In questo modo, dunque, grazie alla sceneggiatura scritta a quattro mani con Eleonora Ceci, si ottiene una narrazione fresca, lieve ma non superficiale, in cui l’elemento amoroso diventa un escamotage per indagare in se stessi e nelle proprie paure. Certo, fin dalle prime immagini il riferimento ad alcuni film, come Sliding Doors e Questione di tempo (About Time), è chiaro. Nonostante questo, però, non si cade mai nel pericolo della riproduzione sterile di modelli di successo. Il film di Martani, infatti, mostra una sua chiara e netta personalità, che si esprime soprattutto in un’atmosfera, in un uso del concetto e in una definizione del modello maschile molto italici.

In questo modo si delinea un viaggio nei sentimenti, nelle insicurezze e nella presa di coscienza di se che trova una nuova chiave di espressione attraverso l’utilizzo dell’improbabile. Un elemento, questo, che poteva rappresentare un possibile ostacolo per la fluidità della narrazione di La donna per me, ma che, gestito con ironia e con una pretesa di credibilità, determina proprio il successo del racconto. A far funzionare questo bizzarro teorema, però, sono un soggetto e una sceneggiatura gestiti con attenzione, soprattutto per i particolari e per i movimenti dell’anima dei protagonisti. Aspetti che hanno contribuito a creare un doppio universo parallelo, diviso tra realtà e fantasia, con cui il pubblico stringe immediatamente un patto di credibilità.

Andrea e Laura

La donna per me, Andrea Arcangeli e Alessandra Mastronardi in una sequenza
La donna per me, Andrea Arcangeli e Alessandra Mastronardi in una sequenza del film

Al di la delle sliding doors all’interno delle quali Andrea è destinato a entrare nella ripetizione sfinente della giornata dell’11 aprile, i due protagonisti vestono realmente un ruolo essenziale. E non solamente per la riuscita della semplice narrazione ma, anche, per accendere un senso di riconoscibilità nello spettatore. Il sentimento di empatia, infatti, viene e si fa strada salto dopo salto nei confronti di Andrea, delle sue infinite paure, della lenta presa di coscienza e, per finire, per la consapevolezza di aver perso, forse irrimediabilmente, l’amore della sua vita. Di Laura, invece, sorprende e intenerisce il suo essere sempre uguale eppure diversa.

Intatta nella leggerezza e nella bellezza che caratterizza il suo animo, nella ripetizione infinita di questo giorno, la giovane diventa solo sempre più sfiduciata e, forse, meno vitale. In lei il ricordo di Andrea sbiadisce un passo dopo l’altro, e con lui se ne va anche una parte di ottimismo e fiducia in un futuro insieme. Nella gestione dei loro stati d’animo, che in alcuni brevi momenti s’incrociano, per poi tornare a viaggiare e camminare in modo parallelo, risiede il pregio più grande di La donna per me, film che si presenta con assoluta onestà allo spettatore. Ossia come una commedia dei sentimenti che, per raccontarsi senza pudori e per evitare una ripetizione sfinente di archetipi narrativi, ha optato per una forma espressiva inusuale. Che sia arrivata l’ora anche per il cinema italiano di abituarsi all’imprevisto?

La donna per me, la locandina

Scheda

Titolo originale: La donna per me
Regia: Marco Martani
Paese/anno: Italia / 2021
Durata: 103’
Genere: Commedia, Sentimentale
Cast: Alessandra Mastronardi, Andrea Arcangeli, Cristiano Caccamo, Eduardo Scarpetta, Francesca Agostini, Giuseppe Cederna, Massimo Wertmüller, Pamela Villoresi, Stefano Fresi, Angela Curri, Fabio Morici, Francesco Gabbani, Dario Cassini
Sceneggiatura: Marco Martani, Eleonora Ceci
Fotografia: Maurizio Calvesi
Montaggio: Luciana Pandolfelli
Musiche: Francesco Cerasi
Produttore: Andrea Occhipinti, Mattia Guerra, Stefano Massenzi
Casa di Produzione: Sky Cinema, Rai Cinema, Lucky Red
Distribuzione: Now, Lucky Red

Data di uscita: 23/05/2022

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Tiziana Morganti
Fin da bambina, ho sempre desiderato raccontare storie. Ed eccomi qui, dopo un po’ di tempo, a fare proprio quello che desideravo, narrando o reinterpretando il mondo immaginato da altri. Da quando ho iniziato a occuparmi di giornalismo, ho capito che la lieve profondità del cinema era il mio luogo naturale. E non poteva essere altrimenti, visto che, grazie a mia madre, sono cresciuta a pane, musical, suspense di Hitchcock, animazioni Disney e le galassie lontane lontane di Star Wars; e un ruolo importante l’ha avuto anche il romanticismo di Truffaut. Nel tempo sono diventata giornalista pubblicista; da Radio Incontro e il giornale locale La voce di Roma, passando per altri magazine cinematografici come Movieplayer e il blog al femminile Smackonline, ho capito che ciò che conta è avere una struggente passione per questo lavoro. D’altronde, viste le difficoltà e le frustrazioni che spesso s’incontrano, serve un grande amore per continuare.

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