JURASSIC PARK E JURASSIC WORLD: UNA SAGA CHE NON RISCHIA L’ESTINZIONE

JURASSIC PARK E JURASSIC WORLD: UNA SAGA CHE NON RISCHIA L’ESTINZIONE

In attesa di Jurassic World - Il dominio, in sala dal 2 giugno, ripercorriamo la storia del franchise nato dalla fantasia di Michael Crichton, portato originariamente sullo schermo da Steven Spielberg, e ancora oggi più che mai in salute.

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A quasi trent’anni dall’uscita del capostipite, nell’estate del 2022 arriva nelle sale il sesto – e in teoria ultimo, almeno per quanto riguarda la storyline iniziata nel 1993 – episodio della saga cinematografica di Jurassic Park (divenuta Jurassic World a partire dal quarto capitolo). Un franchise ambizioso e spettacolare, che ha riportato i dinosauri nell’immaginario popolare. Per ingannare l’attesa prima che arrivi al cinema Jurassic World – Il dominio, abbiamo voluto ripercorrere la storia della saga attraverso i cinque film precedenti. Attenzione, contiene spoiler per tutti i lungometraggi, e per i libri di Michael Crichton su cui si basano i primi due.

65 milioni di anni di attesa

Jurassic Park, una tesa scena del film
Jurassic Park, una tesa scena del film di Steven Spielberg

Avendo già parlato di un parco divertimenti malfunzionante al cinema con Westworld, Michael Crichton ha poi applicato la stessa premessa in uno dei suoi romanzi, Jurassic Park, immaginando cosa accadrebbe se fosse possibile clonare i dinosauri. Un’idea che colpisce l’immaginazione di Steven Spielberg, che si procura i diritti quando il libro è ancora in bozze, avendo conosciuto Crichton in occasione di un altro progetto di lungometraggio divenuto poi una serie TV di successo (ER – Medici in prima linea). L’autore, che collabora con David Koepp alla stesura del copione, firma un adattamento che segue a grandi linee la trama del romanzo: l’eccentrico magnate John Hammond crea un parco a tema dove l’attrazione è costituita da dinosauri, ma un atto di sabotaggio rende l’isola su cui si svolge il tutto una zona ad alto rischio, con i rettili in libertà e Hammond costretto a fuggire insieme ai nipoti e vari esperti giunti in loco per valutare il progetto. Le differenze principali fra libro e film riguardano proprio la personalità di Hammond, che nel prototipo letterario è l’antagonista principale della vicenda (e muore divorato dalle sue creazioni), mentre al cinema è un uomo buono che pensa prima di tutto alla sicurezza. Al di là della trama stessa, il film è passato alla storia anche per i suoi effetti speciali, premiati con l’Oscar: per creare i dinosauri, infatti, è stato fatto uso di tecniche miste, con pupazzi animatronici e CGI. Quest’ultimo aspetto ha convinto George Lucas, che ha supervisionato la post-produzione mentre Spielberg girava Schindler’s List, circa la fattibilità tecnica della seconda trilogia di Star Wars.

L’altra isola

Il mondo perduto, Jurassic Park, una sequenza del film
Il mondo perduto, Jurassic Park, una sequenza del film di Steven Spielberg

Il grande successo commerciale del primo film spinge Crichton a scrivere un seguito del romanzo, con Ian Malcolm promosso a protagonista assoluto (un clamoroso caso di retcon, dato che alla fine del primo libro moriva). Spielberg torna alla regia, con Koepp nuovamente reclutato come sceneggiatore, ma questa volta solo una minima parte del libro corrisponde a ciò che vediamo sullo schermo ne Il mondo perduto: Jurassic Park. In entrambi i casi Malcolm si reca su Isla Sorna, l’isola dove i dinosauri venivano creati prima di finire nel parco su Isla Nublar, ma cambiano le sue motivazioni, e anche il villain: nel libro l’antagonista è Lewis Dodgson, un rivale di Hammond e mandante del sabotaggio del parco, mentre nel film è sostituito da Peter Ludlow, nipote di Hammond e nuovo dirigente della InGen. Farina del sacco di Spielberg e Koepp è soprattutto la parte finale ambientata a San Francisco, dove il Tyrannosaurus Rex semina il panico (divorando anche un malcapitato che è interpretato proprio da Koepp) prima di essere riportato a casa, con Isla Sorna successivamente dichiarata una riserva naturale che deve sopravvivere senza interventi umani. Rispetto al primo film il tono è più tendente all’horror, cosa che si riflette anche nella musica di John Williams, che per lo più evita di riciclare i temi del capostipite.

A volte ritornano

Jurassic Park III, un'immagine del film
Jurassic Park III, un’immagine del film di Joe Johnston

Jurassic Park III, uscito nel 2001, è il primo capitolo senza la regia di Spielberg, già poco soddisfatto dell’esito artistico del secondo film; di conseguenza l’incarico viene affidato a Joe Johnston, che si era già proposto per l’episodio precedente. La sceneggiatura viene riscritta da Alexander Payne e Jim Taylor, autori di pellicole come A proposito di Schmidt e Sideways, ma i due affermeranno in seguito che gran parte del loro lavoro è stato rimosso dal montaggio finale. Questa volta a tornare è Alan Grant, reclutato con l’inganno da una coppia per recarsi su Isla Sorna, dove il loro figlio è scomparso senza lasciare traccia. Presente anche Ellie Sattler in un ruolo minore, come a voler chiudere il cerchio facendo apparire i due personaggi del primo film che avevano saltato il turno nel secondo. Come nel film precedente, alcuni passaggi del romanzo originale che non si potevano portare sullo schermo nel 1993 per questioni pratiche sono stati ripescati in questa sede, in particolare l’intera sequenza della voliera con lo stormo di pterodattili, in passato relegati a camei. La sensazione di conclusione definitiva è rafforzata anche dal finale, che omaggia quello del primo film: Grant in elicottero che osserva dei volatili (uccelli nel 1993, pterodattili nel 2001) che si dirigono verso altri lidi.

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Il parco, finalmente!

Jurassic World recensione
Jurassic World, un momento del film di Colin Trevorrow

Jurassic World arriva al cinema nel 2015, e le cose sono cambiate: non c’è più Crichton, scomparso nel 2008, e nel film viene esplicitato il decesso di John Hammond (il cui interprete, Richard Attenborough, si è spento nel 2013). Ma il suo sogno rimane, e una ventina d’anni dopo il primo disastro il parco è operativo, un successo tale da rendere i dinosauri qualcosa di usuale, senza la dimensione spettacolare che li accompagnava in passato. Ma i guai sono sempre dietro l’angolo, e un nuovo guasto spinge il personale a cercare di risolvere il tutto e portare in salvo il maggior numero possibile di persone. La struttura è volutamente simile a quella dell’originale, ma con aggiornamenti importanti: il desiderio di essere simile ma sufficientemente diverso si riflette nella trama stessa e nella creazione del dinosauro ibrido Indominus Rex, teoricamente invincibile. L’altra differenza cruciale riguarda la trama orizzontale: laddove i primi tre film nascevano come progetti a sé, senza pensare a eventuali ulteriori prosecuzioni, questo è esplicitamente concepito come primo episodio di una trilogia, con il ruolo di Henry Wu, lo scienziato che partecipò alla creazione dei rettili insieme a Hammond, a fare da ponte tra questo capitolo e quello successivo.

Addio, Nublar

Jurassic World - Il regno distrutto, una scena del film
Jurassic World – Il regno distrutto, una scena del film di Juan Antonio Bayona

Colin Trevorrow, regista del quarto film, in questa sede è solo produttore e sceneggiatore, affidando la regia a Juan Antonio Bayona, il cui passato horror lo rende una buona scelta per un episodio che punta di più sui brividi in determinate scene. Jurassic World – Il regno distrutto segna la rottura definitiva con parte della storyline originale, poiché Isla Nublar viene distrutta da un’eruzione vulcanica. I dinosauri superstiti vengono portati negli USA, ufficialmente per vivere in pace in una riserva finanziata da un ex-socio di Hammond (i due smisero di parlarsi quando saltò fuori che l’amico aveva usato la tecnologia per clonare la propria figlia defunta). In realtà il cattivo di turno intende venderli all’asta, insieme alle risorse per consentire a tutti di creare nuovi rettili. Il tutto va a rotoli, e i dinosauri sono ora liberi di muoversi ovunque sul pianeta, spingendo Ian Malcolm (che aveva precedentemente caldeggiato il lasciar morire la fauna di Isla Nublar) ad affermare che l’estinzione dell’umanità potrebbe essere alle porte. La coesistenza sarà possibile? La risposta, a brevissimo, nel prossimo capitolo.

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Giornalista e traduttore freelance, collabora con varie testate in Italia e Svizzera e con festival come Locarno e la Berlinale. Ama la sala, ma non disdegna le piattaforme.

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