THOR: LOVE AND THUNDER

THOR: LOVE AND THUNDER

All’interno di questa fase quattro del Marvel Cinematic Universe, Thor: Love and Thunder è forse il film più autonomo, un divertissment in cui Taika Waititi mette in mostra tutta la sua sfavillante estetica pop, e la sua voglia di smitizzare il più “mitico” dei soggetti della Casa delle Idee.

Di tuoni, missioni intergalattiche e schermaglie sentimentali

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In una fase quattro del Marvel Cinematic Universe che si è configurata fin dall’inizio come all’insegna della continuity, e di un’integrazione sempre più stretta tra le sue singole storie, abbiamo recentemente avuto l’esempio, parzialmente in controtendenza, di Doctor Strange nel Multiverso della Follia, storia capace di reggersi sulle sue gambe pur negli ovvi legami con gli altri pezzi del franchise. Una tendenza, quella del film di Sam Raimi, che ora viene confermata (e anzi accentuata) da questo Thor: Love and Thunder, quarto capitolo delle avventure del dio del tuono (per quello che è finora il sotto-franchise più lungo di tutto il MCU) e secondo a portare la firma di Taika Waititi. Accompagnato dall’hype che precede, in misura maggiore o minore, tutti i prodotti Marvel – legato, in questo caso, anche al ritorno di un regista che aveva saputo portare la sua visione all’interno della saga – il nuovo film con protagonista Chris Hemsworth dichiara fin dall’inizio la sua voglia di reggersi sulle sue gambe, e di accompagnare lo spettatore in un divertissment che è in parte ironica digressione dalla linea narrativa di base del franchise, in parte premessa per quello che sarà il successivo sviluppo del personaggio. La continuity di questo quarto film di Thor, insomma, è più proiettata verso il futuro (che non potrà fare a meno di tener presenti gli eventi qui narrati) che rivolta a un passato di cui basta una conoscenza sommaria. Un approccio in linea con l’impostazione scanzonata e sopra le righe che Waititi ha voluto dare al film.

In missione per conto… degli dei

Thor: Love and Thunder, Tessa Thompson e Natalie Portman in una scena
Thor: Love and Thunder, Tessa Thompson e Natalie Portman in una scena del film

Il passato del personaggio, peraltro, viene riassunto verbalmente e visivamente nei primi minuti del film, attraverso l’ironico ma veritiero resoconto del compagno di avventure Korg (interpretato in motion capture e doppiato dallo stesso regista). Messosi in viaggio insieme ai Guardiani della Galassia alla fine del precedente Avengers: Endgame, il dio del tuono riceve la richiesta di aiuto della vecchia amica e compagna Sif, che è stata ferita da un misterioso killer che si fa chiamare Gorr, macellatore di dei. Gorr punta ora sulla Terra, precisamente a New Asgard, dove semina il panico e rapisce tutti i bambini del luogo.

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A contrastarlo, insieme a Thor e Korg, ci sarà Valchiria, l’attuale regina di New Asgard, oltre a una vecchia conoscenza del dio: quella Jane Foster che, anni prima, rappresentò l’unico vero amore di Thor, e che ora, misteriosamente richiamata dai frammenti del martello Mjolnir, si è trasformata lei stessa in una divinità. Ma Jane, diventata Mighty Thor, è anche malata di un tumore allo stadio terminale, e dovrà presto rendersi conto che i poteri della divinità, anziché curarla, drenano più rapidamente le energie dal suo corpo. Nonostante ciò, la donna non rinuncerà a imbarcarsi a fianco del suo vecchio amore, per un viaggio intergalattico col doppio scopo di recuperare i ragazzini asgardiani, ed evitare una possibile strage di dei.

Una rom-com interplanetaria in salsa vichinga

Thor: Love and Thunder, Chris Hemsworth e Natalie Portman in una scena
Thor: Love and Thunder, Chris Hemsworth e Natalie Portman in una scena del film

La prima, ironica parte di Thor: Love and Thunder, in cui vediamo il personaggio combattere – con esiti a volte grotteschi – a fianco della banda di Peter Quill, non è in fondo che un contentino ai fans, una scherzosa digressione che si rivelerà utile, comunque, per fornire al protagonista il suo bizzarro mezzo di trasporto (due enormi, bizzose e irresistibili capre). La gang di mercenari capitanata da Star-Lord, peraltro, vedrà presto il suo terzo episodio stand-alone dedicato, destinato verosimilmente a svilupparsi in direzioni altre e autonome; e poi, a ben vedere, le storie dei Guardiani della Galassia si sono finora nutrite dell’approccio al racconto pop, ma consapevolmente sornione, di James Gunn, distinto sebbene confinante con quello più ludico e sfavillante di Waititi. Quest’ultimo, da par suo, sembra qui desideroso di “marcare il suo territorio”, replicando lo stile narrativo divertito e surriscaldato del precedente Thor: Ragnarok, ed estremizzando le premesse del mix di azione e humour di marca Marvel: il nuovo film, spezzando l’usuale schema della smitizzazione ironica del supereroe (e delle sue imprese), mette in scena piuttosto una commedia romantica su sfondo interplanetario, con protagonisti due personaggi che sembrano aver entrambi smarrito l’identità. Il tema della malattia della Jane interpretata da Natalie Portman sfuma nell’ironia di reiterate schermaglie basate sulla gelosia – che coinvolgono, oltre ai due personaggi, anche il “tradimento” del martello Mjolnir. Coerente con l’approccio che ha portato fin dall’inizio nella saga, Waititi sceglie l’affettuosa irrisione dell’epica, l’humour sghembo e favolistico che si innesta su un’estetica più che mai colorata e pop.

Welcome to the Jungle

Thor: Love and Thunder, uno spettrale Christian Bale in una scena
Thor: Love and Thunder, uno spettrale Christian Bale in una scena del film

La narrazione di Thor: Love and Thunder, a ben vedere, è talmente lineare e leggibile che potrebbe spiazzare i fans della prima ora del Marvel Cinematic Universe, abituati a incastri narrativi più elaborati e a un maggior numero di subplot. Perfettamente leggibili – e invero un po’ schematiche – risultano le motivazioni del villain interpretato da Christian Bale (irriconoscibile sotto un trucco che mescola Nosferatu col Lord Voldemort di Harry Potter), mentre molto lineare, nelle sue tappe, è il percorso compiuto dai quattro protagonisti, dall’esito piacevolmente prevedibile. Nella semplicità della sua trama – che non ha il torto di riempirsi di lungaggini e ridondanze, come quella del poco riuscito Eternals – questo quarto film dedicato a Thor sembra guardare al cinema avventuroso degli anni ‘80, e in special modo a cinecomic d’antan come il semidimenticato Flash Gordon (e non è un caso che uno dei prossimi progetti di Waititi sia proprio un reboot delle avventure del personaggio). La scelta nel segno della smitizzazione – proprio di fronte al più “mitico” dei soggetti Marvel – è coerente e portata avanti fino alle estreme conseguenze: dalla ridicolizzazione di uno Zeus che ha il fisico imbolsito di Russell Crowe, e il fare viscido di una divinità decaduta, alla rappresentazione iconografica del Valhalla, invero più disneyiano che vichingo. Le composizioni improntate all’epica di Michael Giacchino sfumano sovente nell’hard rock vintage dei Guns N’ Roses (tre le loro canzoni qui presenti, tra le più popolari); mentre le “maschie” sequenze action richiamate dal soggetto si trasformano in ludici scontri in cui bambini asgardiani determinatissimi usano qualsiasi oggetto come arma, orsacchiotti compresi. Le due ore di Thor: Love and Thunder scorrono così piacevoli, rinfrescanti come un temporale estivo, ponendo le basi (anche tramite le immancabili sequenze mid-credits e post-credits) per un futuro ancora tutto da giocare.

Thor: Love and Thunder, la locandina italiana del film
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Scheda

Titolo originale: Thor: Love and Thunder
Regia: Taika Waititi
Paese/anno: Stati Uniti, Australia / 2022
Durata: 119’
Genere: Avventura, Fantascienza, Azione, Fantastico
Cast: Bradley Cooper, Chris Hemsworth, Chris Pratt, Christian Bale, Dave Bautista, Karen Gillan, Matt Damon, Melissa McCarthy, Natalie Portman, Pom Klementieff, Russell Crowe, Sam Neill, Sean Gunn, Taika Waititi, Tessa Thompson, Vin Diesel, Jaimie Alexander, Luke Hemsworth
Sceneggiatura: Taika Waititi
Fotografia: Barry Baz Idoine
Montaggio: Matthew Schmidt, Peter S. Elliot, Jennifer Vecchiarello, Tim Roche
Musiche: Michael Giacchino
Produttore: Kevin Feige, David J. Grant, Brad Winderbaum
Casa di Produzione: Walt Disney Pictures, Fox Studios Australia, Marvel Studios
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures

Data di uscita: 06/07/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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