THE ASSISTANT

THE ASSISTANT

Il regista Adrian Teh si riunisce con gli attori Hairul Azreen e Henley Hii per The Assistant, delirante e violento film di vendetta presentato al 24esimo Far East Film Festival e di recente sbarcato su Netflix.

Dr. Jekyll & Mr. Hyde in salsa revenge malese

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La libreria di Netflix è sempre più ricca di pellicole provenienti dal sud-est asiatico, specialmente di genere. Horror, noir, gangster movie e action provenienti da Thailandia, Vietnam, Indonesia, Filippine e Malaysia. Una delle più recenti acquisizioni è il revenge movie malese The Assistant di Adrian Teh, presentato alla 24a edizione del Far East Film Festival, la cui première è stata introdotta in presenza dei tre protagonisti Iedil Dzuhrie Alaudin, Hairul Azreen e Henley Hii. Questi ultimi due, in particolare, vantano una stretta collaborazione col regista: sulla piattaforma digitale sono reperibili infatti altri due film action di Teh che li vede rispettivamente protagonista e co-protagonista, ovvero Wira e Paskal: The Movie.

La mala di Kuala Lampur

The Assistant, una scena del film
The Assistant, una scena del film di Adrian Teh

The Assistant è il classico revenge movie, genere prediletto delle cinematografie orientali che traggono la propria ispirazione dai film di Hong Kong degli anni d’oro e dall’heroic bloodshed di John Woo: la storia è quella di Zefik, un padre di famiglia che si rifiuta di diventare un gangster al soldo del potente e misterioso criminale che ha già arruolato il suo migliore amico Dato. Poco dopo viene incastrato, arrestato e condannato a un decennio di prigione. Al suo rilascio, l’ex compagno di avventure giovanili gli comunica la morte cruenta della moglie e del figlio. Zefik perde il senno e dà inizio a un’indagine inesorabile per stabilire cause e colpevoli della strage. Lo aiuta un individuo – Feroz, nomen omen – ridanciano e manesco che si presenta come il cugino della moglie: finalmente l’ex galeotto ha qualcuno di aggressivo, folle e senza scrupoli che fa il lavoro sporco per lui, massacrando e torturando chiunque possa condurli alla verità fino alla scontata eppure esaltante rivelazione finale.

Una coppia consolidata

The Assistant, Hairul Azreen e Iedil Dzuhrie Alaudin in una scena del film
The Assistant, Hairul Azreen e Iedil Dzuhrie Alaudin in una scena del film di Adrian Teh

The Assistant è un revenge movie, è un gangster movie, è un noir e un thriller con un tocco di splatter attraverso il quale Teh riesuma soggetti a lui cari – il bravo ragazzo con cattive compagnie che si fa giustizia a colpi di arti marziali – con i suoi attori prediletti. Henley, interprete dal bel visino da ragazzo per bene, in versione villain dalla doppia faccia, è una gradevole novità, ma la sorpresa è Hairul. Una vera e propria icona vivente in patria, il palestrato divo dal physique du rôle perfetto per i film d’azione non è auspicabilmente uno dei più grandi interpreti del mondo, ma senz’altro uno dei più popolari d’Asia. In Paskal, nei panni di un militare responsabile e diffidente, tentava una prova drammatica non proprio da Oscar; in Wira era talmente impegnato negli scontri di MMA da non dover dimostrare di saper anche recitare. In The Assistant è il Mr. Hyde del fragile Zafik dilaniato dai sensi di colpa, e la sua prova attoriale raggiunge le vette massime consentite dal suo talento. Hairul si lascia andare incessantemente a una risata demente e derisoria mentre abbatte a colpi di calci volanti gli avversari, si muove in modo nervoso e lancia occhiate stralunate per sottolineare quanto Feroz sia psicopatico.

Hairul non delude

The Assistant, Hairul Azreen e Iedil Dzuhrie Alaudin in un momento del film
The Assistant, Hairul Azreen e Iedil Dzuhrie Alaudin in un momento del film di Adrian Teh

Con la barbetta ben curata, la chioma colorata e il look da yakuza anni ’80, Feroz è una figura macchiettistica, ma ci sta: è la versione esasperata e surreale dei gangster nella mente di Zafik, per il quale è sia la manifestazione del lato oscuro della propria personalità – emerso dopo il trauma del lutto – che il risultato del disturbo dissociativo da quello stesso trauma generato. Il risultato è una seconda personalità, nella forma di protettore e vendicatore che lo affranca dal sacro terrore del peccato. Teh confeziona un film di incredibile cafonaggine, ed è una bella cosa, perché il regista non ha limiti, non ha remore, non ha vergogna. The Assistant trasuda ironia e voglia di divertirsi e divertire, i toni sono perennemente sopra le righe, ridicoli ed esasperati: iperviolento, splatter, cupo e psichedelico, segue il protagonista e il suo “assistente” per le vie brulicanti di Kuala Lampur restituendo una realtà pittoresca e fosca, affascinante e sporca e perversa. La parte finale è tutta dedicata agli scontri corpo a corpo tra Zefik, Feroz, Dato, la cazzutissima guardia del corpo di quest’ultimo e il misterioso boss mafioso – culminante con un colpo di scena delirante; ed è lunga, brutale, avvincente, sulla scia del gioiello indonesiano La notte su di noi di Timo Tjahjanto (reperibile sempre su Netflix). Non sottovalutate i film cafoni, sono garanzia di rivitalizzante, puro svago.

The Assistant, la locandina del film
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Scheda

Titolo originale: The Assistant
Regia: Adrian Teh
Paese/anno: Malesia / 2022
Durata: 124’
Genere: Azione, Thriller
Cast: Chacko Vadaketh, Chew Kin Wah, Kaverrna Nair Sukumaran, Farali Khan, Kenji Sawahii, Henley Hii, Hannah Hashim, Hairul Azreen, Tony Eusoff, Iedil Dzuhrie Alaudin, Mior Darwish, Hanis Zalikha, Coby Chong, Gavin Yap, Sugeeta Chandran
Sceneggiatura: Adrian Teh, Choong Chi-Ren
Fotografia: Yong Choon Lin
Montaggio: Lee Pai Seang
Musiche: Jackey Yow
Produttore: Teck Lim, Adrian Teh
Casa di Produzione: ACT 2 Pictures
Distribuzione: Netflix

Data di uscita: 26/08/2022

Trailer

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Lorenza Negri
Giornalista pubblicista, persona per niente seria. Fissata con gli anni ’80, la fantascienza e l’horror, i film di arti marziali e le serie coreane, i cartoni animati e i manga. E altre cose, ma non ne scrivo.

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