IL SIGNORE DEGLI ANELLI – GLI ANELLI DEL POTERE 1X04

IL SIGNORE DEGLI ANELLI – GLI ANELLI DEL POTERE 1X04

Nonostante il pubblico sia famelicamente attratto dalle scene d’azione, gli ideatori de Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere sembrano non avere nessun tipo di fretta, come confermato da questo quarto episodio. Piuttosto, preferiscono concentrarsi sullo sviluppo dei personaggi e sulle loro relazioni per creare una struttura credibile e comprensibile su cui costruire i successivi avvenimenti.

Il valore della pazienza

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Arrivati al quarto episodio de Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere, un elemento è sicuramente chiaro: non ci troviamo di fronte a una serie tv concepita per essere il contenitore di un numero indefinito di scene action in grado di creare l’illusione di un ritmo incalzante. Piuttosto, il fine che si persegue è ricostruire una struttura narrativa credibile o, meglio, che riesca a fondersi in perfetta armonia con il materiale letterario e cinematografico prodotto fino a questo momento. Il tutto si traduce, dunque, in una grande attenzione per le ambientazioni, l’organizzazione temporale e storica ma, aspetto ancora più importante, anche per lo sviluppo dei personaggi e i rapporti tra loro. In sostanza, dunque, ci si trova di fronte a un’esperienza che riesce a prendersi i suoi tempi, quelli tipici di un lungo racconto epico, senza cedere alla tentazione dello stupore a tutti i costi.

Un aspetto che si era già intuito nel terzo episodio, e che ora trova conferma nel quarto. In questo caso, però, appare sempre più evidente la strategia preparatoria che, nell’architettura narrativa, è fondamentale per creare un ponte di consecutio con ciò che accadrà successivamente. Ciò che alcuni vivono come una sorta di delusione, avendo atteso con trepidazione scontri e battaglie spettacolari, in realtà è assolutamente funzionale all’interno di una storia che si basa più sullo sviluppo interiore dei personaggi che sul susseguirsi ritmato degli eventi.

D’altronde chi ha amato Il Signore degli Anelli, soprattutto attraverso le pagine e le immagini descritte da Tolkien, ha imparato il valore della pazienza e dell’attesa. Due qualità che vengono esercitate attraverso l’ascolto e la conoscenza dei protagonisti. D’altronde, a dettare il nascere o morire di alcune situazioni sono le loro azioni e, in modo particolare, l’evoluzione o involuzione vissuta. Perché pochi autori come Tolkien hanno messo in chiaro quanto la profonda conoscenza e consapevolezza di un personaggio sia essenziale per attraversare coscientemente una storia.

Domare la tempesta

Il Signore degli Anelli - Gli Anelli del Potere, Cynthia Addai-Robinson
Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere, Cynthia Addai-Robinson nella serie Amazon

Seguendo la via della conoscenza e della graduale costruzione degli aventi, dunque, questo quarto episodio di Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere concentra le sue energie soprattutto sul confronto e la consapevolezza. Un momento che può essere inquinato da molti elementi come il dubbio, la sfiducia e, soprattutto, la paura. Tutti aspetti che si trovano alla base del rapporto conflittuale tra due donne dall’animo guerriero: Galadriel e Miriel. In piena esplosione incontenibile la prima, quanto trattenuta e prudente la seconda. Entrambe pensano di agire in nome di un bene comune che le conduce verso strade diverse. Almeno così sembra. Nonostante le apparenti differenze di attitudine, però, dal loro confronto nasce la consapevolezza di trovarsi di fronte a due donne che, pur negando le proprie debolezze, ne sono inevitabilmente vittime.

Galadriel, da parte sua non riesce a veicolare nel modo giusto la tempesta interiore che la travolge. Miriel, regina reggente di Numenor, sente la responsabilità del suo ruolo e il timore di sbagliare a interpretare i segni. Inaspettatamente, però, questi punti deboli si trasformano nettamente in un vantaggio quando riescono a entrare in comunicazione tra di loro. Entrambe, infatti, sono destinate a vedere anche dove gli altri scorgono solo oscurità. Il loro sguardo, però, le condanna a sostenere dei fardelli spesso troppo gravosi, destinati a indurirle. Nel momento in cui però subentra una sorta di riconoscibilità, l’alleanza tra le due sembra essere l’elemento scatenante di tutto ciò che è destinato a scrivere la storia della Terra di Mezzo. Da tutto questo, dunque, si comprende come il tempo impegnato in questa narrazione personale, interiore e caratteriale sia necessario per la solida costruzione del seguente apparato narrativo.

Elrond e Durin IV

Il Signore degli Anelli - Gli Anelli del Potere, Robert Aramayo in un momento
Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere, Robert Aramayo in un momento della serie Amazon

Un altro rapporto la cui evoluzione promette di essere essenziale per lo sviluppo della narrazione è sicuramente quello tra l’elfo Elrond e Durin, principe dei nani. In questo caso, però, gran parte del suo potenziale nasce da una conoscenza che, pur basandosi sull’affetto, non esclude il sospetto o, quanto meno, il dubbio. Alla base di tutto, in particolare, c’è una sostanziale discussione sulle “razze” che, non coinvolgendo tanto gli aspetti fisici, si fondano sulle diversità caratteriali e culturali. Una discussione che per Tolkien ha avuto una rilevanza quasi centrale. Non dimentichiamo, infatti, che il romanzo venne scritto tra il 1937 e il 1949. Un lasso di tempo piuttosto ampio in cui il mondo reale è stato sconvolto dalla guerra ma, in modo particolare, da “concetti” volti a stabilire la supremazia di una razza rispetto a un’alta.

Una teoria assura cui Tolkien risponde a suo modo pensando un mondo dove, utilizzando proprio le diverse peculiarità di ognuno, è possibile portare a termine una missione. Un concetto che viene ribadito ulteriormente anche nel quarto episodio della serie tv di Prime Video Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere. Anzi, l’elfo e il nano sono l’emblema massimo di un accordo e di un affetto che può fondarsi nonostante profonde differenze. Il rapporto tra questi due personaggi, pur non essendo privo di zone d’ombra, rappresenta l’essenza del rispetto culturale capace di costruire una visione comune nonostante tutto.

Il Signore degli Anelli - Gli Anelli del Potere, la locandina

Scheda

Titolo originale: The Lord of the Rings: The Rings of Power
Creata da: John D. Payne, Patrick McKay
Regia: Wayne Yip
Paese/anno: Stati Uniti / 2022
Genere: Fantasy, Avventura
Cast: Leon Wadham, Lloyd Owen, Anthony Crum, Alex Tarrant, Peter Tait, Geoff Morrell, Sophia Nomvete, Charles Edwards, Joseph Mawle, Maxim Baldry, Morfydd Clark, Nazanin Boniadi, Peter Mullan, Robert Aramayo, Cynthia Addai-Robinson, Ema Horvath, Ismael Cruz Cordova, Owain Arthur, Trystan Gravelle
Sceneggiatura: Patrick McKay, Stephany Folsom, John D. Payne
Fotografia: Aaron Morton
Montaggio: Cheryl Potter, Stefan Grube
Musiche: Bear McCreary
Produttore: Ron Ames, Christopher Newman, Jake Rice
Casa di Produzione: Amazon Studios, New Line Cinema, Harper Collins Publishers, Tolkien Enterprises, Warner Bros. Television
Distribuzione: Amazon Prime Video

Data di uscita: 16/09/2022

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Tiziana Morganti
Fin da bambina, ho sempre desiderato raccontare storie. Ed eccomi qui, dopo un po’ di tempo, a fare proprio quello che desideravo, narrando o reinterpretando il mondo immaginato da altri. Da quando ho iniziato a occuparmi di giornalismo, ho capito che la lieve profondità del cinema era il mio luogo naturale. E non poteva essere altrimenti, visto che, grazie a mia madre, sono cresciuta a pane, musical, suspense di Hitchcock, animazioni Disney e le galassie lontane lontane di Star Wars; e un ruolo importante l’ha avuto anche il romanticismo di Truffaut. Nel tempo sono diventata giornalista pubblicista; da Radio Incontro e il giornale locale La voce di Roma, passando per altri magazine cinematografici come Movieplayer e il blog al femminile Smackonline, ho capito che ciò che conta è avere una struggente passione per questo lavoro. D’altronde, viste le difficoltà e le frustrazioni che spesso s’incontrano, serve un grande amore per continuare.

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