GOODNIGHT MOMMY

GOODNIGHT MOMMY

Nel suo remake dell’horror austriaco Goodnight Mommy, Matt Sobel ha tentato in tutto e per tutto di emulare Veronika Franz e Severin Fiala, risultando, però, poco a proprio agio con la storia e a tratti addirittura maldestro. Questo suo lungometraggio, distribuito da Amazon Prime Video, è praticamente una sorta di copia carbone del precedente film. Un film di cui non si sentiva realmente il bisogno.

Dall'Austria agli Stati Uniti

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Mostra del Cinema di Venezia, estate 2014. Presentato in anteprima nella sezione Orizzonti, ha sconvolto pubblico e critica il lungometraggio Goodnight Mommy, diretto da Veronika Franz (moglie del celebre Ulrich Seidl) e dal giovane nipote Severin Fiala. Divenuto ormai cult in Austria, ancora oggi ricordato dall’affezionato pubblico lidense (e non solo) il film ha avuto così grande successo da spingere alcuni produttori statunitensi a realizzarne addirittura un remake (distribuito da Amazon Prime Video). Per l’occasione, dunque, la regia è stata affidata a Matt Sobel, mentre nel ruolo della protagonista (insieme ai gemelli Cameron e Nicholas Crovetti) troviamo Naomi Watts, che curiosamente già aveva preso parte al remake di un altro celebre film austriaco del passato: Funny Games, diretto in entrambe le versioni da Michael Haneke.

I due inseparabili gemelli

Goodnight Mommy, Cameron Crovetti e Nicholas Crovetti in una scena
Goodnight Mommy, Cameron Crovetti e Nicholas Crovetti in una scena del film

La storia messa in scena, dunque, è quella che gli estimatori del precedente film già conoscono: i piccoli Elias e Lucas vengono accompagnati dal padre a casa della loro mamma, un’enorme villa immersa nel verde, quasi completamente isolata dal resto del mondo. I due bambini, tuttavia, restano alquanto disorientati nel momento in cui vedono la loro madre indossare delle bende che le coprono per intero il volto. Dal momento che la donna si comporta anche in modo strano, inizia a insinuarsi in loro il dubbio che, in realtà, quella possa non essere affatto la loro vera madre. Come staranno realmente le cose?

Oggi come ieri

Goodnight Mommy, Naomi Watts in un'inquietante sequenza
Goodnight Mommy, Naomi Watts in un’inquietante sequenza del film

Prima di effettuare ogni qualsivoglia analisi del presente lungometraggio, occorre porsi una domanda: si può analizzare il Goodnight Mommy di Sobel senza pensare al Goodnight Mommy di Franz e Fiala? Dato soprattutto il breve intervallo di tempo tra la realizzazione dei due film, e data la loro straordinaria somiglianza, ovviamente no. Nel mettere in scena questa sua versione di Goodnight Mommy, infatti, Matt Sobel si è rifatto in tutto e per tutto al precedente film, adottando in primis un approccio registico simile a quello di Veronika Franz e Severin Fiala. Un andamento prevalentemente contemplativo, il giocare continuamente con rumori fuori campo e con sensazioni e percezioni, lunghe carrellate che trattano la suggestiva e inquietante location alla stregua di un vero e proprio personaggio, dunque, fanno da protagonisti assoluti.

Differenze

Goodnight Mommy, Nicholas Crovetti in una scena
Goodnight Mommy, Nicholas Crovetti in una scena del film

Pur somigliando quasi come una goccia d’acqua al film di Franz e Fiala, tuttavia, il lungometraggio di Matt Sobel, si distingue soprattutto per inserti riguardanti in particolare scene oniriche, che conferiscono al tutto un carattere quasi sovrannaturale. Brevi scene praticamente prive di spessore che, di fatto, durano troppo poco per acquisire anche solo una parvenza di credibilità o per avere un qualche effetto sullo spettatore. Già, perché, di fatto, il nostro Matt Sobel si è rivelato – purtroppo – decisamente poco coraggioso nel realizzare questa sua versione di Goodnight Mommy (probabilmente anche a causa di determinate direttive di produzione), senza mai “rischiare” eccessivamente adottando nuove possibili soluzioni.

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(In)utili operazioni

Goodnight Mommy, Cameron Crovetti, Nicholas Crovetti e Crystal Lucas-Perry in una scena
Goodnight Mommy, Cameron Crovetti, Nicholas Crovetti e Crystal Lucas-Perry in una scena del film

Nel (ri)vedere il film di Veronika Franz e Severin Fiala, tuttavia, ci rendiamo conto di come determinate scelte registiche non siano mai gratuite e ricordino molto anche il cinema espressionista (grazie a raffinati giochi di luci e ombre e a scenografie talmente strette e spigolose da trasmettere immediatamente allo spettatore – anche a prescindere dalla storia – un profondo senso di inquietudine). Nel suo Goodnight Mommy, Matt Sobel ha tentato di emulare i due cineasti austriaci, risultando, però, poco a proprio agio con la storia e a tratti addirittura maldestro. Questo suo lungometraggio, in fin dei conti, è praticamente una sorta di copia carbone del precedente film. Un film che, soprattutto a causa della sua mancanza di personalità, rischia di passare totalmente inosservato. Alla luce di tali considerazioni, dunque, una domanda sorge spontanea: si sentiva davvero il bisogno di realizzare un remake del primo Goodnight Mommy?

Goodnight Mommy, la locandina

Scheda

Titolo originale: Goodnight Mommy
Regia: Matt Sobel
Paese/anno: Stati Uniti / 2022
Durata: 91’
Genere: Horror, Drammatico, Thriller
Cast: Crystal Lucas-Perry, Peter Hermann, Nicholas Crovetti, Cameron Crovetti, Jeremy Bobb, Naomi Watts
Sceneggiatura: Kyle Warren
Fotografia: Alexander Dynan
Montaggio: Michael Taylor, Maya Maffioli
Musiche: Alex Weston
Produttore: Jason De Beer, Veronika Franz, Nicolas Brigaud-Robert, Andrew Goldman, Severin Fiala, Joshua Astrachan, Valéry Guibal, David Kaplan
Casa di Produzione: Playtime, Animal Kingdom
Distribuzione: Amazon Prime Video

Data di uscita: 16/09/2022

Trailer

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Marina Pavido
Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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