ANDOR 1X05

ANDOR 1X05

Nel suo quinto episodio, la serie televisiva firmata da Tony Gilroy indugia ancora sulla conoscenza interiore dei personaggi e sul dipanarsi lento degli eventi. Questo vuol dire che l’azione, per Andor, è rimandata a un futuro ancora non ben definito. Nonostante questo, però, i tempi sembrano essere ormai maturi.

Il tempo della repressione

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Arrivati al quinto episodio, ormai è chiaro quale tipo di andamento narrativo definisce la struttura del racconto di Andor. E anticipiamo che ad alcuni, in modo particolare agli amanti puri dell’azione e del ritmo cadenzato, potrebbe non piacere. Giunti al punto centrale dell’intreccio, infatti, è evidente che bisognerà attendere gli ultimi due episodi per trovarsi al centro del plot twist, della svolta grazie alla quale capiremo il processo evolutivo di Cassain Andor e di come, da semplice mercenario, sia destinato a diventare un elemento fondamentale della giovane resistenza. Questo vuol dire, in sintesi, che finora abbiamo assistito a una serie di momenti preparatori grazie ai quali si dipanano più vicende laterali rispetto a quella centrale. Con molta probabilità alla fine tutte convoglieranno in un unico punto d’incontro ma, per ora, è ancora il momento dell’attesa.

Un tempo che Tony Gilroy ha deciso di utilizzare con senso della misura e ponderazione, procedendo a passi necessariamente lenti. Nonostante, a volte, si senta l’esigenza di aumentare il ritmo, si comprende quanto quest’attesa sia funzionale alla visione globale della storia. Una necessità determinata soprattutto dalla natura del suo protagonista che, andando ben oltre qualsiasi tipo d’intreccio, è destinato a sostenere sulle proprie spalle tutta la serie. Così, distaccandosi dalla tradizione di Guerre stellari, questo progetto segue non solo il percorso di una crescita personale ma, ancor di più, dell’individuazione di un’ideale e di un’etica. Due elementi che sono sconosciuti al protagonista ma che, probabilmente, lo definiranno verso la fine, trasformandolo nel personaggio conosciuto in Rogue One. Per questo motivo, dunque, i momenti più interessanti del quinto episodio sono quelli dedicati a Cassian e al suo rapporto con la sparuta resistenza di cui entra a far parte per puro interesse. I molti primi piani dedicati a Diego Luna, infatti, sacrificano l’azione nel nome della conoscenza, del dubbio e dell’accettazione. Su tutto, però, domina l’assenza di fiducia che rende fragile qualsiasi barlume di resistenza.

Ognuno ha la sua ribellione

Andor, un momento della quinta puntata della serie
Andor, un momento della quinta puntata della serie Disney+

Anche se il ritmo non è alto e l’episodio risulta essere troppo frammentato da diversi intrecci paralleli, a non deludere in nessun modo è la tensione. Questa, infatti, si fa sentire sempre più alta mano a mano che si avvicina il giorno prefissato per sferrare il primo colpo all’oppressione dell’Impero. Un nervosismo, però, che non è causato esclusivamente da un appuntamento essenziale e potenzialmente mortale, quanto dagli attriti personali che attraversano i membri della ribellione. La scintilla creatrice di questo fermento è proprio la presenza di Cassian, che cela ostinatamente la sua interiorità ai compagni di viaggio e al pubblico. Il mistero più grande, infatti, è la personalità e la forza che muove le sue azioni. Non particolarmente idealista o spinto da grandi ispirazioni, la sopravvivenza sembra essere l’unico scopo che lo porta a combattere. Ma lottare per se stessi non è esattamente il principio fondante per un gruppo di ribelli partigiani.

Il quinto episodio di Andor, dunque, mette in evidenza i concetti di fine comune e ideale. Due elementi racchiusi nella natura di qualsiasi ribellione ma che nascono da motivazioni completamente diverse. E nella comprensione di questo si arriva a conoscere le motivazioni personali di ogni singolo personaggio. Perché, alla fine del gioco, ognuno ha la sua personale ribellione. C’è chi combatte per se stesso, chi lo fa per vendicare la morte di una persona cara, altri per una delusione privata e professionale. Per finire con chi ha trasformato l’atto del combattere e del resistere in un vero e proprio concetto filosofico o intellettuale. Esigenze, motivazioni e convinzioni completamente diverse che dovrebbero convogliare tutte in un fine unico ma che, in realtà, generano proprio quelle tensioni che attribuiscono ragione di esistere a questo quinto episodio, e che amplificano notevolmente il principio di fiducia. Soprattutto quando è inevitabile dover affidare la propria vita nelle mani di chi, alla fine, non si conosce.

Domani a quest’ora sarà appena iniziato

Andor, Genevieve O'Reilly e Alastair Mackenzie nella quinta puntata della serie
Andor, Genevieve O’Reilly e Alastair Mackenzie nella quinta puntata della serie Disney+

Oltre alla tensione che accende gli animi e amplifica la paura, un altro sentimento che domina questo episodio è proprio la sospensione del tempo e l’attesa. Due elementi che vengono esasperati da una sorta di frenesia interiore che mal si accomuna con la momentanea immobilità fisica cui si è costretti. In sostanza, l’attesa prima dell’azione, quel tempo sospeso in cui nulla è ancora accaduto e, quindi, tutto potrebbe succedere, rappresenta una condizione logorante. Quasi asfissiante. A viverla in questo modo non sono i ribelli destinati ad attuare un piano ambizioso e potenzialmente destinato a fallire, piuttosto tutti quei personaggi che si muovono lateralmente all’azione centrale.

Il riferimento è al misterioso personaggio di Luthen Rael, la cui presenza non è particolarmente rilevante nel quinto episodio, al giovane Syril Karn, mosso da un eccessivo zelo e bisogno di giustizia imperiale, per finire con Mon Mothma, senatrice e cofondatrice dell’Alleanza Ribelle. Tutte le loro esistenze sono collegate al successo o al fallimento di un’impresa disperata messa nelle mani di un mercenario dalla personalità troppo sfaccettata per essere leggibile e rassicurante. Non tutti sono al corrente di questo particolare, ed è proprio il non sapere che genera una sorta d’immobile inquietudine. Perché, alla fine dei giochi, è molto più difficile dover attendere che agire. Un principio che vale anche per il pubblico.

Andor, la locandina della serie

Scheda

Titolo originale: Andor
Creata da: Tony Gilroy
Regia: Susanna White
Paese/anno: Stati Uniti / 2022
Genere: Drammatico, Avventura, Fantascienza, Azione
Cast: Stephen Wight, Anton Valensi, Caroline Green, Lee Boardman, Tim Faraday, Faye Marsay, Alastair Mackenzie, Cairon Pearson, Luiza Mesquita Maia, Noof Ousellam, Varada Sethu, Antonio Viña, Genevieve O'Reilly, Belle Swarc, Latesha Wilson, Adria Arjona, Alex Ferns, Clemens Schick, Dave Chapman, Diego Luna, Margaret Clunie, Stellan Skarsgård, Wilf Scolding
Sceneggiatura: Tony Gilroy, Dan Gilroy
Fotografia: Frank Lamm
Montaggio: Tim Porter, John Gilroy, Frances Parker
Musiche: Nicholas Britell
Produttore: Kate Hazell, David Meanti, Michael A. Garcia, Ally O'Leary, Diego Luna, Kathleen Kennedy, John Hampian, John Gilroy, Tony Gilroy
Casa di Produzione: Lucasfilm
Distribuzione: Disney+

Data di uscita: 05/10/2022

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Tiziana Morganti
Fin da bambina, ho sempre desiderato raccontare storie. Ed eccomi qui, dopo un po’ di tempo, a fare proprio quello che desideravo, narrando o reinterpretando il mondo immaginato da altri. Da quando ho iniziato a occuparmi di giornalismo, ho capito che la lieve profondità del cinema era il mio luogo naturale. E non poteva essere altrimenti, visto che, grazie a mia madre, sono cresciuta a pane, musical, suspense di Hitchcock, animazioni Disney e le galassie lontane lontane di Star Wars; e un ruolo importante l’ha avuto anche il romanticismo di Truffaut. Nel tempo sono diventata giornalista pubblicista; da Radio Incontro e il giornale locale La voce di Roma, passando per altri magazine cinematografici come Movieplayer e il blog al femminile Smackonline, ho capito che ciò che conta è avere una struggente passione per questo lavoro. D’altronde, viste le difficoltà e le frustrazioni che spesso s’incontrano, serve un grande amore per continuare.

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