DIABOLIK – GINKO ALL’ATTACCO!

DIABOLIK – GINKO ALL’ATTACCO!

I Manetti Bros. tornano al personaggio di Diabolik con un secondo episodio (loro stessi non lo definiscono un sequel) più compatto e narrativamente efficace rispetto al primo film. Nel suo esibito manierismo, Diabolik - Ginko all’attacco! funziona complessivamente bene, con un Giacomo Gianniotti che, offrendo un taglio di recitazione diverso da quello di Luca Marinelli, riesce comunque a non far rimpiangere l’interprete originale.

Ritorno a Clerville

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C’erano molti punti interrogativi, su questo secondo episodio della (prevista) trilogia di Diabolik firmata dai Manetti Bros., ritorno al cinema del personaggio dopo il mai dimenticato adattamento del 1968 diretto da Mario Bava. Quello più sostanziale, ovviamente, era rappresentato dal recasting del protagonista, con la new entry di Giacomo Gianniotti (attore noto soprattutto per la popolare serie Grey’s Anatomy) a sostituire il discusso Luca Marinelli. Ora che abbiamo potuto vedere, finalmente, questo Diabolik – Ginko all’attacco!, ci sentiamo innanzitutto di promuovere l’attore principale, un Diabolik con una fisicità e un’espressività sicuramente diverse da quelle di Marinelli – per molti versi persino agli antipodi – ma certamente più in linea con l’evoluzione che il personaggio sembra aver attraversato in questo secondo episodio. Un’evoluzione che segue un po’ il sottotesto romantico che attraversa tutta la vicenda – sottotesto che coinvolge anche, specularmente, il Ginko interpretato da Valerio Mastandrea e la duchessa Altea, altra new entry col volto di Monica Bellucci – in una struttura che, comunque, non si discosta troppo dall’idea di adattamento (all’insegna della filologia) che aveva informato di sé il suo predecessore. Idea che comunque, come vedremo, qui si rivela sviluppata complessivamente meglio, restituendo guizzi dell’estetica pop e contaminata che ha sempre caratterizzato il cinema dei due fratelli registi.

Tradimento e vendetta

Diabolik - Ginko all'attacco!, Miriam Leone durante una sequenza del film
Diabolik – Ginko all’attacco!, Miriam Leone durante una sequenza del film dei Manetti Bros.

La trama di Diabolik – Ginko all’attacco!, liberamente adattata dall’omonima storia del fumetto originale (la numero 16) si apre col furto di una collezione di gioielli, nel quale l’inafferrabile ladro dimostra la consueta astuzia e spietatezza. Stavolta, però, Diabolik è caduto in una trappola: il suo acerrimo rivale, Ginko, ha infatti immerso i gioielli in una sostanza radioattiva, consentendone il tracciamento. Diabolik ed Eva, braccati dalla squadra dell’ispettore, finiscono così per separarsi: il ladro, con freddezza, lascia indietro per salvarsi la donna rimasta ferita. Eva, successivamente, si mette in contatto con l’ispettore proponendogli un patto: decisa a vendicarsi per essere stata abbandonata, gli consegnerà Diabolik in cambio di un salvacondotto. Ginko, nonostante le sue remore morali a scendere a patti con una criminale, accetta la proposta.

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L’apparente linearità del plot di questo secondo episodio (che “non è un sequel”, come ci hanno tenuto a specificare gli stessi Manetti) si complicherà com’è facile immaginare nel suo svolgimento, offrendo il campionario di twist narrativi, flashback e cambi di direzione che avevamo già imparato a conoscere nel film precedente. Tuttavia, forse per il superamento della necessità di introdurre e spiegare i personaggi, forse per un’intervenuta, maggior dimestichezza dei registi col soggetto, Diabolik – Ginko all’attacco! sembra scorrere con maggior fluidità rispetto al suo predecessore; una fluidità che si accompagna al rinnovato appeal di marca sixties della storia, e a un’estetica che, nel suo esibito manierismo, qui sembra essere più giustificata (in primis dalla costruzione dei personaggi) rispetto al film di un anno fa.

Opposti romanticismi

Diabolik - Ginko all'attacco!, Valerio Mastandrea e Monica Bellucci in una scena del film
Diabolik – Ginko all’attacco!, Valerio Mastandrea e Monica Bellucci in una scena del film dei Manetti Bros.

C’era molta curiosità, proprio a proposito dei personaggi e del loro sviluppo, per l’introduzione della figura della duchessa Altea, compagna segreta dell’ispettore Ginko interpretata da Monica Bellucci. La figura della nobildonna, presente nell’universo del fumetto ma assente dalla storia da cui il film è tratto, finisce per contribuire a dare nuova sostanza soprattutto al personaggio di Ginko, nei cui panni Mastandrea si cala con rinnovata naturalezza. Nonostante un ruolo marginale rispetto al plot principale – mantenuto tale forse per non tradire troppo l’intreccio dell’albo – il personaggio della Bellucci esprime efficacemente una figura femminile prigioniera del suo ruolo e dell’etichetta, con una recitazione segnata anche da alcune gustose distorsioni grottesche. Una figura che da un lato vuole contrapporsi (con la consapevole schematicità che questo tipo di personaggi deve esprimere) all’”anarchica” e protofemminista Eva Kant interpretata da Miriam Leone, dall’altro getta una nuova luce sulla stessa figura dell’ispettore, la cui ossessione per la cattura del ladro sfuma a favore di una nuova, romantica vulnerabilità. Proprio l’elemento romantico, presente sottotraccia in tutto il film – e diversamente declinato nelle due coppie contrapposte – finisce per spostare il focus della storia dal consueto tema della caccia al ladro al più generale confronto tra due mondi (rispettabilità borghese contro individualismo criminale) che dà nuova profondità anche alle stesse figure di Ginko e Diabolik. Proprio nel dar vita a quest’ultimo, da par suo, Gianniotti offre una recitazione di segno opposto rispetto a quella del suo predecessore, nel segno di uno spettro emotivo più ampio che tuttavia non stravolge i tratti del personaggio così com’era stato presentato.

Una trilogia in crescendo?

Diabolik - Ginko all'attacco!, Giacomo Gianniotti e Miriam Leone in una scena del film
Diabolik – Ginko all’attacco!, Giacomo Gianniotti e Miriam Leone in una scena del film dei Manetti Bros.

In un’estetica che di nuovo urla “anni ‘60” da ogni fotogramma, in cui i Manetti affiancano agli split-screen e al montaggio serrato del film precedente alcune soluzioni visivamente più classiche (tra queste, le riprese aeree, a contrappuntare gli ambienti di una Clerville ancora una volta piuttosto claustrofobica e noir), lo svolgimento di Diabolik – Ginko all’attacco! corre rapido verso una risoluzione gustosamente prevedibile per chi ama il personaggio, ma non per questo drammaturgicamente meno efficace. In mezzo, una certa attenzione e abilità nel giocare coi personaggi di contorno (in primis i due poliziotti interpretati da Alessio Lapice e Linda Caridi) e una gestione del minutaggio complessivamente più efficace rispetto al film precedente (qui ci si ferma alle due ore), che di quest’ultimo evita le piccole lungaggini che pure vi erano presenti. Menzione d’obbligo per la canzone d’apertura Se mi vuoi, stavolta eseguita da Diodato, che accompagna dei titoli di testa dal chiaro marchio bondiano; e altra menzione, più in generale, per un commento sonoro – opera dei consueti Pivio e Aldo De Scalzi – che non si limita a replicare tal quale quello del film di un anno fa, ma amplia lo spettro sonoro guardando al prog italiano, con evidenti riferimenti allo score di Milano Calibro 9 e a sonorità dal taglio gobliniano. L’annunciato terzo episodio, esplicitamente anticipato dai titoli di coda – già girato, praticamente back to back con questo – andrà a chiudere una trilogia che al momento appare qualitativamente in crescendo, confermando i Manetti come abili alfieri di un cinema popolare che – anche nella sua variante destinata al grande pubblico – appare oggi più che mai da sostenere.

Diabolik - Ginko all'attacco!, la locandina del film
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Scheda

Titolo originale: Diabolik – Ginko all'attacco!
Regia: Marco Manetti, Antonio Manetti
Paese/anno: Francia, Italia / 2022
Durata: 120’
Genere: Azione, Poliziesco, Thriller
Cast: Giacomo Giorgio, Pierangelo Menci, Urbano Barberini, Simone Leonardi, G. Max, Massimo Scola, Ester Pantano, Carlo Garavini, Gustavo Frigerio, Giacomo Tamburini, Alessio Lapice, Amanda Campana, Andrea Bruschi, Andrea Roncato, Filippo Marchi, Giacomo Gianniotti, Linda Caridi, Marco Bonadei, Miriam Leone, Monica Bellucci, Pier Giorgio Bellocchio, Valerio Mastandrea
Sceneggiatura: Marco Manetti, Michelangelo La Neve, Antonio Manetti
Fotografia: Angelo Sorrentino
Montaggio: Federico Maria Maneschi
Musiche: Aldo De Scalzi, Pivio
Produttore: Carlo Macchitella, Marco Manetti, Antonio Manetti
Casa di Produzione: Bleidwin, Rai Cinema, Mompracem, Astorina
Distribuzione: 01 Distribution

Data di uscita: 17/11/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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