HABIT

HABIT

Le religiose (fasulle) in fuga di Habit, film d’esordio di Janell Shirtcliff ora su Prime Video, sono le eroine del film più brutto del decennio.

Habit, il film con Bella Thorne suora blasfema

Pubblicità

Può un film brutto brutto in modo assurdo essere imperdibile? Sì, ma non è il caso di Habit. Appena sbarcato in streaming su Prime Video dopo più di un anno dall’esordio americano, l’opera prima di Janell Shirtcliff passerà alla storia come una delle opere più sgangherate e imbarazzanti della storia del cinema, e per questo merita almeno un riconoscimento. Habit è una storia al femminile, un crime, un thriller, un exploitation supercamp, una commedia grottesca, un porno (molto) soft e un esemplare di cinematografia così monumentalmente orrida da rimanere impressa nella mente laddove i suoi 74 minuti di durata o giù di lì dovrebbero risultare tutto meno che indelebili. La premessa è la seguente: Bella Thorne veste i panni di una ragazza festaiola di Los Angeles che si maschera da suora per sfuggire a violenti spacciatori di droga. In fuga, scopre i vantaggi, assieme alle sue amiche ancor più sciroccate, del farsi passare per una religiosa. La scelta di Bella Thorne nei panni della provocante e debosciata protagonista è certamente ispirata, dato che la socialite regina del gossip vanta una fama solidissima come acclamata “cattiva ragazza” – tra le varie Disney villain sfornate dagli show per bambini della Casa di Topolino.

Inedite vette di blasfemia

Habit, un'immagine tratta dal film
Habit, un’immagine tratta dal film di Janell Shirtcliff

L’unico aspetto davvero provocatorio di questa commedia grottesca che vorrebbe essere ricordata per la propria audacia – ambizione vana – è quello religioso. La regista si spinge parecchio oltre con la volgarità e la blasfemia legate alla fede delle suore fittizie che prendono l’amore per Gesù in senso un po’ troppo letterale. Tutto ciò che di osceno si può concepire partendo dalla fede cristiana, preferibilmente a sfondo sessuale, Habit lo mostra. Contro ogni aspettativa, Janell Shirtcliff e la scrittrice/co-protagonista Libby Mintz siano riuscite a creare un’atrocità in formato cinematografico, un film camp, che è già magnanimo definire “film”. Spettacolarmente incoerente, interrompe la trama pressoché inesistente per indugiare in una scena sordida dopo l’altra che dovrebbe stupire e provocare. Non ci riesce, perché tutto quello che Habit mostra l’abbiamo già visto e la Shirtcliff l’ha copiato da qualcuno: Tarantino o Tony Scott o Gregg Araki o John Waters o un altro dei registi di cui si è invaghita in gioventù e dai quali attinge a man bassa.

Film in formato TikTok

Habit, una sequenza del film
Habit, una sequenza del film di Janell Shirtcliff

Habit è talmente slegato e inorganico che è perfetto per un tipo di fruizione a livello di attenzione zero: se ne potrebbe fare tanti filmini di quelli che spopolano sui social e avrebbe senso uguale. Viene da chiedersi come sia stata stesa la sceneggiatura, se effettivamente ne esista una o se il film si basi su qualche nota presa con lo smarphone durante un pigiama party a cui hanno partecipato la regista, la (presunta) sceneggiatrice, la Thorne, Paris Jackson, Josie Ho e tutte le altre stelle e stelline dello spettacolo che figurano nei titoli di testa. Il problema è che, tutto sommato, a queste pazze viziate egoriferite e sperperatrici di budget (un budget che sarebbe potuto andare a finanziare un’opera più meritevole) quasi ci si affeziona, anche se con un pizzico di invidia perché si evince quanto si siano divertite fuori e dentro il set e quanto non importi loro essere giudicate o realizzare qualcosa di anche solo vagamente meritevole a livello artistico. Cosa salviamo? Il lavoro degli unici due che in effetti hanno sgobbato un minimo sindacale, ovvero lo scenografo Robert Wise e la costumista Abigail Keever, rei di atmosfere retro anni 70 mischiate con vibe anni 90 e costumi che integrano la moda negli anni 50 alquanto pittoreschi. Il resto – dall’improponibile parabola di colpa, tossicodipendenza, lascivia e redenzione della protagonista ad alcune scene di violenza morbose e di sesso quasi rivoltanti, fino alle scopiazzature passate per omaggi – è un’accozzaglia sacrilega che richiede almeno mille secoli di espiazione nell’inferno degli artisti edonisti e senza talento.

Habit, la locandina del film

Scheda

Titolo originale: Habit
Regia: Janell Shirtcliff
Paese/anno: Stati Uniti / 2021
Durata: 81’
Genere: Commedia, Drammatico, Azione, Thriller
Cast: Hana Mae Lee, Josie Ho, Ben Smith-Petersen, Alison Mosshart, Ione Skye, Donovan Leitch Jr., Jamie Hince, Kolby Mitchell, Gabrielle Glen, Paris Jackson, Hayley Marie Norman, Damon Lawner, Aarón Díaz, Gavin Rossdale, Caroline D'Amore, Michael D. Jones, Andreja Pejic, Julie Mintz, Libby Mintz, Larissa Andrade, Michael Suppes, Bella Thorne, Ken Davitian
Sceneggiatura: Libby Mintz, Janell Shirtcliff
Fotografia: Rain Li
Montaggio: Bradinn French
Musiche: Luke Paquin, Paige Stark
Produttore: Veronica Radaelli, Donovan Leitch Jr., Ailee O'Neill, Michael Suppes, Bella Thorne, Michael D. Jones, Libby Mintz, Paige Stark
Casa di Produzione: Voltage Pictures, 852 Films, Cloudlight Entertainment, Elevated Films (II), Martingale Films
Distribuzione: Amazon Prime Video

Data di uscita: 15/11/2022

Pubblicità
Maria Bosco
L'unica sua ragione di vita è l'horror. E anche l'horror. Vorrebbe scrivere solo di questo, ma è consapevole che non ci sia solo l'horror.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.