LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI

LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI

Dal 4 gennaio, Netflix rende disponibili tutti e sei gli episodi de La vita bugiarda degli adulti, serie ispirata all’omonimo romanzo di Elena Ferrante: un prodotto che coniuga il racconto di un singolare (e per molti versi amaro) coming of age con uno sguardo realistico e centrato su un’epoca e una città, con una divisione meno manichea di quanto non potesse inizialmente apparire.

La ricerca continua

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Dopo la presentazione in anteprima dei primi due episodi, risalente a poco prima di Natale, abbiamo potuto finalmente vedere per intero questa La vita bugiarda degli adulti, nuova serie targata Netflix tratta dal romanzo omonimo di Elena Ferrante. Una serie che, lo ricordiamo, porta la firma di uno dei più interessanti cineasti italiani degli ultimi anni quale Edoardo De Angelis (al suo attivo i film Perez. e Indivisibili), per sei episodi che vanno a scandagliare a fondo la vita di un’adolescente nella Napoli dei primi anni ‘90. Le impressioni positive derivate dalla visione delle prime due puntate – che si concentravano sulla scoperta, da parte della protagonista Giovanna (la sorprendere Giordana Marengo) dell’esistenza di una zia paterna reietta, l’irruenta e istintiva Vittoria (un’obliqua Valeria Golino) – sono state sostanzialmente confermate dai restanti quattro episodi della serie: quattro episodi che, rispetto ai primi due, allargano lo sguardo della narrazione, spostando il focus dal prioritario rapporto tra Giovanna e Vittoria ai personaggi che gravitano intorno alla ragazza (in primis i suoi genitori, ma anche le amiche Angela e Ida, i nuovi amici Tonino, Corrado e Giuliana, e l’affascinante Roberto, docente universitario di stanza a Milano); il tutto per un racconto che si fa più collettivo, andando a chiarire più a fondo il senso del titolo della serie, e mettendo in scena per la protagonista un singolare, amaro coming of age.

L’oggetto rivelatore

La vita bugiarda degli adulti, Alessandro Preziosi e Giordana Marengo in una sequenza
La vita bugiarda degli adulti, Alessandro Preziosi e Giordana Marengo in una sequenza della serie

Il primo episodio de La vita bugiarda degli adulti si apre con una sequenza onirica, che mostra la protagonista immergersi in acqua in cerca di un braccialetto, monile la cui (travagliata) storia verrà chiarita solo più avanti nel corso della trama: proprio la materializzazione del bracciale – presentato dapprima come un dono fatto da Vittoria a Giovanna subito dopo la sua nascita, di cui il padre della ragazza nega persino l’esistenza – costituirà una delle prime fondamentali svolte nella trama della serie; una svolta propedeutica ai vari snodi narrativi che seguiranno i suoi passaggi di mano, a segnare la temperatura emotiva della storia e i vari avvicinamenti e allontanamenti tra i personaggi. L’elemento del braccialetto, di fatto, segna un po’ la componente mistery della storia, sviluppatasi come un’indagine – da parte della protagonista e dello spettatore – che si dipana parallelamente nel passato e nel presente: un passato che Giovanna scoprirà coinvolgere non solo i suoi genitori e quella zia ripudiata, ma anche altre persone a lei vicine, legate a quella vicenda nei modi più impensati. In questo senso, la sceneggiatura gioca abilmente col cliffhanger che chiude il secondo episodio, portando poi la vicenda in territori che non ci si aspetta, e continuando a svelarne nuovi aspetti per tutta la durata della serie. Questa capacità di spiazzare – a partire da una storia borghese che poteva invece essere raccontata in modo molto lineare – è senz’altro un pregio da ascrivere alla serie diretta da Edoardo De Angelis.

Un percorso tra il dentro e il fuori

La vita bugiarda degli adulti, Giordana Marengo, Giuseppe Brunetti, Adriano Pantaleo e Alessio Galati in una scena
La vita bugiarda degli adulti, Giordana Marengo, Giuseppe Brunetti e Adriano Pantaleo in una scena

I sei episodi della serie (dai titoli emblematici: Bellezza, Somiglianza, Amarezza, Solitudine, Amore e Verità) segnano altrettante tappe, per la protagonista, di una ricerca che è sia esterna che interiore, concreta e simbolica insieme: da un lato la vera e propria scoperta di un mondo – quello della zia, espressione di una Napoli sanguigna e passionale, lontana dai rituali borghesi che la ragazza conosce fin dall’infanzia – dall’altro l’esplorazione della propria stessa identità, legata a doppio filo alla sua storia familiare e ai fili intrecciati (in modi impensati) delle relazioni tra gli adulti che le gravitano intorno. Una ricerca, quella di Giovanna, che inevitabilmente finirà per destabilizzare entrambi i mondi (quello “vecchio”, legato alla sua infanzia e incarnato dai genitori e dalle amiche Angela e Ida, ma anche quello appena scoperto che ha al centro la figura di Vittoria); una destabilizzazione che sarà origine di un terremoto concreto, in quell’universo adulto rivelatosi ancor più bugiardo di quanto la ragazza non credesse, che andrà a sommarsi a quello emotivo da lei stessa vissuto. In tutto questo, spicca innanzitutto il personaggio di Vittoria, a cui lo script dona uno spessore che lo rende più complesso – e per molti versi contraddittorio – di quello di una parente ripudiata a causa di una vecchia faida familiare; e poi le figure di contorno come quelle di Tonino, Corrado e Giuliana, figli di una vecchia amica di Vittoria, oltre a quella fondamentale del giovane professore Roberto; personaggi che influiranno ognuno in modo diverso sull’inquieta ricerca della ragazza, tra la dolorosa necessità di comprendere e momenti che sfiorano il nichilismo.

Mondi comunicanti

La vita bugiarda degli adulti, Valeria Golino e Giordana Marengo in una sequenza
La vita bugiarda degli adulti, Valeria Golino e Giordana Marengo in una sequenza della serie

Commentata da musiche (sia diegetiche che non) rigorosamente attinenti al periodo preso in esame, La vita bugiarda degli adulti si conferma essere anche un’attenta radiografia degli anni ‘90, tra l’inquietudine di una generazione giovane che aveva ereditato totem e parole d’ordine dalla precedente, iniziando tuttavia a metterne in discussione l’inamovibilità, e l’amarezza disillusa (ma non per questo meno colpevole) di un mondo adulto che scopre all’improvviso di essersi raccontato – e di aver raccontato agli altri, in primis ai figli – un gran numero di bugie. La contrapposizione tra i due mondi (la Napoli “di sopra” e quella “di sotto”) che pareva emergere dai primi due episodi si fa via via più sfumata nel corso della storia; una problematizzazione che evidenzia le contaminazioni tra gruppi sociali e stili di vita, svelando agli occhi della protagonista la complessità di un universo che necessita di essere esplorato a fondo, anche a costo di farsi (e fare) molto male. De Angelis orchestra da par suo il tutto con una regia avvolgente, ricca di piani sequenza che puntano simbolicamente a svelare (seguendo fisicamente i personaggi) i diversi aspetti di quel mondo divenuto improvvisamente complesso e instabile. La conclusione appare, invero, leggermente affrettata – e non adeguatamente preparata – per quello che è l’unico limite rilevante di una serie per il resto ben pensata e congegnata: un prodotto di spessore e dai buoni valori produttivi, capace di coniugare specificità (a partire dalla sua fonte letteraria) e capacità di mostrare appeal, potenzialmente, anche al di fuori dei confini nazionali.

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La vita bugiarda degli adulti, la locandina della serie Netflix
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Scheda

Titolo originale: La vita bugiarda degli adulti
Regia: Edoardo De Angelis
Paese/anno: Italia / 2023
Genere: Drammatico
Cast: Valeria Golino, Alessandro Preziosi, Luigi Chiocca, Adriano Pantaleo, Biagio Forestieri, Giuseppe Brunetti, Maria Vera Ratti, Pina Turco, Azzurra Mennella, Gianluca Spagnoli, Giordana Marengo, Giovanni Buselli, Raffaella Rea, Rossella Gamba, Susy Del Giudice
Sceneggiatura: Elena Ferrante, Edoardo De Angelis, Francesco Piccolo, Laura Paolucci
Fotografia: Ferran Paredes
Montaggio: Lorenzo Peluso, Chiara Griziotti
Musiche: Enzo Avitabile
Produttore: Domenico Procacci
Casa di Produzione: Netflix, Fandango
Distribuzione: Netflix

Data di uscita: 04/01/2023

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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