THE PALE BLUE EYE – I DELITTI DI WEST POINT

THE PALE BLUE EYE – I DELITTI DI WEST POINT

Dopo essersi cimentato in molti dei generi hollywoodiani classici, Scott Cooper si immerge con questo The Pale Blue Eye - I delitti di West Point nelle atmosfere del giallo con venature gotiche; lo fa recuperando i suoi vecchi sodali Christian Bale e Robert Duvall, ma soprattutto reimmaginando in chiave fantastica la figura di Edgar Allan Poe. Il risultato, distribuito da Netflix, è piacevole, anche se la componente più prettamente thriller resta un po’ involuta.

Delitto imperfetto

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Come regista, Scott Cooper ha sempre avuto una predilezione particolare per i generi della Hollywood classica, replicandone più o meno consapevolmente gli stilemi. Se ne Il fuoco della vendetta – Out of the Furnace e Black Mass – L’ultimo gangster il regista prendeva infatti di petto rispettivamente il noir e il gangster movie, e in Hostiles – Ostili volgeva il suo sguardo verso il western classico – senza dimenticare la recente divagazione nell’horror dell’ultimo Antlers – Spirito insaziabile – ora è il giallo con venature gotiche a essere affrontato da Cooper, con questa nuova produzione destinata a Netflix. Con The Pale Blue Eye – I delitti di West Point, uscito brevemente in sala negli USA – ma qui da noi giunto subito in piattaforma – il regista ritrova tanto il protagonista Christian Bale (già con lui nei precedenti Out of the Furnace e Hostiles), quanto, in un ruolo minore, un veterano di Hollywood come Robert Duvall, anch’egli già frequentatore in passato del suo cinema (nell’esordio Crazy Heart e nel già citato Hostiles). Due “rimpatriate” messe al servizio di un intreccio thriller che ha come teatro l’accademia militare di West Point della prima metà dell’800, scossa da un delitto dal movente oscuro e dai contorni macabri.

La strana coppia (di detective)

The Pale Blue Eye - I delitti di West Point, Christian Bale e Harry Melling in una scena del film
The Pale Blue Eye – I delitti di West Point, Christian Bale e Harry Melling in una scena del film di Scott Cooper

Il plot di The Pale Blue Eye – I delitti di West Point, ispirato al romanzo omonimo di Louis Bayard, ha al centro il personaggio di Augustus Landor, brillante detective da tempo ritiratosi dalla polizia di New York; l’ex poliziotto viene ingaggiato dall’accademia di West Point per indagare su quella che appare come una singolare profanazione di cadavere. Dal corpo di una giovane recluta, apparentemente suicidatasi tramite impiccagione, è stato infatti misteriosamente rimosso il cuore, mentre il cadavere si trovava nell’obitorio della scuola; l’accademia, timorosa per la cattiva pubblicità che potrebbe derivare dall’evento, chiede al detective di indagare con una certa discrezione. Le prime indagini di Landor suggeriscono subito che l’apparente suicidio sia in realtà un omicidio, e che la rimozione del cuore sia parte di un qualche oscuro rituale; ad aiutarlo nella sua indagine, il detective troverà tuttavia presto il geniale intuito – unito all’apparente inclinazione per visioni rivelatrici ai confini del sovrannaturale – di una giovane recluta di nome Edgar Allan Poe.

Un genio fatto personaggio

The Pale Blue Eye - I delitti di West Point, Harry Melling in una scena del film
The Pale Blue Eye – I delitti di West Point, Harry Melling in una scena del film di Scott Cooper

Il film di Scott Cooper recupera un’idea non del tutto nuova, al cinema come in letteratura, ovvero quella di usare la figura di Poe come personaggio inserito in un contesto fantastico: nella narrativa ci aveva già pensato, tra gli altri, il Matthew Pearl de L’ombra di Edgar (romanzo datato 2006, che reimmaginava in chiave thriller la morte dello scrittore), mentre al cinema è almeno da ricordare il nostro Antonio Margheriti, che aveva costruito un plot orrorifico intorno alle visioni dello scrittore nel suo Danza macabra (1964) e nell’auto-remake di quest’ultimo, Nella morsa del ragno (1971). Qui, la figura del narratore e poeta statunitense – ritratto nel suo periodo giovanile trascorso a West Point – è oggetto di una rilettura piuttosto libera, ma abbastanza fedele, se non nei dettagli, almeno nello spirito del personaggio; al di là degli sporadici riferimenti ai suoi scritti (l’apparizione di un corvo, le citazioni delle figure femminili che popoleranno i suoi racconti) l’interpretazione di Harry Melling centra bene la figura di outsider del futuro scrittore, l’attitudine a un’immaginazione posta a metà tra la deduzione logica e lo slancio creativo, uniti a una certa embrionale malinconia. Una resa che solo a tratti calca la mano – in modo forse discutibile, ma funzionale alla direzione presa dalla storia – sugli aspetti più grotteschi e “teatrali” del personaggio, rendendone piuttosto la cupa creatività e un certo carattere da freak d’antan, che lo rendono complementare all’immalinconito personaggio interpretato da Bale.

Il mistero del passato

The Pale Blue Eye - I delitti di West Point, Christian Bale in una scena del film
The Pale Blue Eye – I delitti di West Point, Christian Bale in una scena del film di Scott Cooper

Proprio l’interazione tra i due protagonisti, e la singolare sintonia che stabiliscono, segnano alcuni dei momenti migliori di The Pale Blue Eye – I delitti di West Point, in un’indagine che mette in luce più i caratteri (e in particolare i lati oscuri) dei due personaggi, piuttosto che la fattura dello schema giallo in sé. L’alone di mistero che circonda entrambe le figure – in particolare quella dell’ex poliziotto, interpretato da un Bale sempre efficace – si dirada parallelamente al dipanarsi del mistero, finendo in qualche modo per supplire all’eccessiva linearità di quest’ultimo. Si rivela un po’ debole, nel film di Scott Cooper, la componente più prettamente “sociale”, che vorrebbe denunciare le storture dell’istituzione militare contrapponendovi due personaggi che (per ragioni diverse) hanno verso di essa motivi di rivalsa. Più che alla scoperta del colpevole, che segue uno schema in fondo già visto, la suspence è legata al background familiare – più volte evocato – del personaggio del detective, e al suo antico, oscuro legame con la stessa accademia. Il film, in questo senso, dopo aver portato lo spettatore lungo binari piuttosto usuali e rassicuranti (pur nella pretesa inquietudine che la storia vuole suscitare) infila un twist narrativo forse non adeguatamente preparato, ma comunque a suo modo efficace. Resta un po’ la sensazione di uno scollamento tra il corpo del film e l’epilogo, risultato di una difettosa integrazione tra l’arco narrativo del personaggio interpretato da Bale e l’indagine in cui è coinvolto. Resta comunque, di The Pale Blue Eye – I delitti di West Point, l’apprezzabile mood gotico, favorito dall’isolamento dell’ambientazione, unitamente a un finale ad alto tasso emotivo, a rivelare la natura noir (negli eventi come nelle psicologie) che informa di sé l’intero soggetto.

The Pale Blue Eye - I delitti di West Point, la locandina del film
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Scheda

Titolo originale: The Pale Blue Eye
Regia: Scott Cooper
Paese/anno: Stati Uniti / 2022
Durata: 130’
Genere: Poliziesco, Thriller, Giallo
Cast: Harry Lawtey, Joey Brooks, Orlagh Cassidy, Steven Maier, Scott Anderson, Brennan Keel Cook, Charlotte Gainsbourg, Christian Bale, Fred Hechinger, Gillian Anderson, Harry Melling, Lucy Boynton, Robert Duvall, Simon McBurney, Timothy Spall, Toby Jones
Sceneggiatura: Scott Cooper
Fotografia: Masanobu Takayanagi
Montaggio: Dylan Tichenor
Musiche: Howard Shore
Produttore: Tyler Thompson, Christopher Surgent, Christian Bale, Scott Cooper, John Lesher, Catherine Farrell
Casa di Produzione: Streamline Global Group, Le Grisbi Productions, Cross Creek Pictures
Distribuzione: Netflix

Data di uscita: 06/01/2023

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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