ARGENTINA, 1985

ARGENTINA, 1985

Nel dirigere Argentina, 1985, Santiago Mitre ha optato per una messa in scena decisamente classica, priva di ogni qualsivoglia virtuosismo registico, che punta esclusivamente a mostrarci i fatti così come sono, senza edulcorazione o filtro alcuno. Una scelta indubbiamente azzeccata, che si è rivelata la soluzione vincente per far sì che il pubblico potesse vivere in prima persona la claustrofobica atmosfera di quegli anni.

La resa dei conti

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L’Argentina, si sa, fino agli inizi degli anni Ottanta ha sofferto parecchio a causa di un regime dittatoriale – presenziato da Jorge Rafael Videla – colpevole di gravi crimini contro l’umanità. In seguito a tali eventi, nel 1985 ha avuto luogo un importante processo atto a fare luce su quanto accaduto e, ovviamente, a punirne i responsabili. Poteva, dunque, la settima arte restare indifferente di fronte a un evento di tale portata? Ovviamente no. Ed ecco che, in occasione della 79a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, il celebre regista argentino Santiago Mitre ha presentato in concorso Argentina, 1985, la sua ultima fatica, adesso in arrivo in streaming sulla piattaforma Prime Video.

Appuntamento con la Storia

Argentina, 1985, Ricardo Darín in una scena
Argentina, 1985, Ricardo Darín in una scena del film

Nel suo Argentina, 1985, dunque, Mitre si è concentrato in particolare sulla figura del pubblico ministero Julio Strassera (impersonato da Ricardo Darin), il quale, affiancato dal suo collega Luis Moreno Ocampo (Peter Lanzani) ha il compito – solo in pochi mesi – di fare luce sui fatti e di raccogliere il maggior numero di testimonianze possibile in vista del suddetto processo. Nel frattempo, non mancheranno telefonate minatorie e intimidazioni di ogni genere che coinvolgeranno anche i suoi famigliari. Il tempo a disposizione è davvero poco. Tutti (o quasi) sembrano remare contro i nostri protagonisti. Il resto è storia e, anche se la conosciamo tutti e sono passati diversi anni, fa ancora tanto e tanto male.

Un forte senso di claustrofobia

Argentina, 1985, Ricardo Darín in una foto collettiva
Argentina, 1985, Ricardo Darín in una foto collettiva del film

Nel dirigere Argentina, 1985, il regista ha optato per una messa in scena decisamente classica, priva di ogni qualsivoglia virtuosismo registico, che punta esclusivamente a mostrarci i fatti così come sono, senza edulcorazione o filtro alcuno. Una scelta, questa, indubbiamente azzeccata, che si è rivelata la soluzione vincente per far sì che il pubblico potesse vivere in prima persona l’atmosfera di quegli anni. Un’atmosfera cupa, spesso claustrofobica, resa tale anche dalle particolari ambientazioni scelte. Girato perlopiù in interni e con pochissime scene in esterno, infatti, Argentina, 1985 salta all’occhio immediatamente per una particolare fotografia che prevede principalmente luci basse in stanze spesso anguste, ora in eleganti abitazioni altoborghesi, ora all’interno di freddi tribunali.

Ironia e dramma

Argentina, 1985, Ricardo Darín e Peter Lanzani in una scena
Argentina, 1985, Ricardo Darín e Peter Lanzani in una scena del film

Particolarmente degna di nota, tuttavia, è una sottile ironia che pervade in modo piacevole, sottile e mai fuori luogo l’intero lungometraggio. A tal proposito, il personaggio di Julio Strassera – grazie anche e soprattutto all’ottima performance di Ricardo Darin – risulta decisamente carismatico, perfettamente in grado di reggere sulle sue spalle quasi tutto il film, vero fulcro intorno a cui ruota la storia, che fa anche da piacevole contrappunto alla drammaticità degli eventi trattati. Ciò, ovviamente, denota in primis un robusto lavoro di scrittura che rende il presente Argentina, 1985 un lungometraggio compatto, privo di sfilacciature o di elementi lasciati in sospeso, che sa perfettamente dove vuole arrivare senza mai “perdersi per strada”.

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Peccati veniali

Argentina, 1985, Ricardo Darín e Peter Lanzani in un'immagine collettiva
Argentina, 1985, Ricardo Darín e Peter Lanzani in un’immagine collettiva del film

Se c’è, però, qualcosa che in questo ultimo lavoro di Santiago Mitre proprio non convince (o che, comunque, fa perdere qualche punto al film) è una pericolosa retorica adottata man mano che ci si avvicina al finale. Visibilmente affascinato dal “modello statunitense”, Mitre ha optato, in occasione della conclusione del processo, per tutti i cliché del caso: da una musica “trionfale” e quasi disturbante, fino a un vero e proprio crescendo di “buone notizie” riguardanti – chi più, chi meno – molti dei protagonisti. Poco male, però. Malgrado ciò, infatti, Argentina, 1985 funziona. Il pubblico del Lido lo ha decisamente apprezzato e, probabilmente, anche in streaming riscuoterà un buon successo.

Argentina, 1985, la locandina

Scheda

Titolo originale: Argentina, 1985
Regia: Santiago Mitre
Paese/anno: Stati Uniti, Argentina / 2022
Durata: 140’
Genere: Drammatico
Cast: Peter Lanzani, Ricardo Darín, Alejandra Flechner, Alejo García Pintos, Carlos Portaluppi, Claudio Da Passano, Héctor Díaz, Norman Briski
Sceneggiatura: Mariano Llinás, Santiago Mitre
Fotografia: Javier Julia
Montaggio: Andrés P. Estrada
Musiche: Pedro Osuna
Produttore: Victoria Alonso, Santiago Carabante, Axel Kuschevatzky, Chino Darín, Agustina Llambi-Campbell, Ricardo Darín, Santiago Mitre, Federico Posternak
Casa di Produzione: Kenya Films, La Unión de los Ríos, Infinity Hill
Distribuzione: Lucky Red, Amazon Prime Video

Data di uscita: 23/02/2023

Trailer

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Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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