INCEPTION

INCEPTION

Giunto dopo il successo internazionale de Il cavaliere oscuro, Inception risulta uno dei migliori film di Christopher Nolan, capace di dare una forma strutturata a un universo fluido come quello onirico, e di realizzare questo proposito dentro al contenitore di un rutilante e adrenalinico action movie.

L’arte del sogno

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Nel corso degli ultimi anni, pochi film hanno suscitato un hype paragonabile a quello che ha circondato, fin dal suo annuncio, questo Inception. Il film di Christopher Nolan, che è stato capace di mettere d’accordo grande pubblico e cinefili in un’attesa spasmodica, ha goduto anche di una promozione intelligente e capace di stimolare sapientemente la curiosità, fatta di frammenti di plot, trailer enigmatici, e di una lunga redda di ipotesi e controipotesi sulla sua trama: a ciò, si aggiunge un cast di sicuro richiamo, che a un protagonista del calibro di Leonardo DiCaprio affianca nomi affermati come quelli di Joseph Gordon-Levitt, Marion Cotillard e Cillian Murphy, oltre a veri e proprio veterani quali Michael Caine e Tom Berenger. In più, Inception giunge immediatamente dopo un film quale Il cavaliere oscuro, cinecomic che, col suo approccio noir e realistico al genere, è stato capace di trascendere quest’ultimo e mettere d’accordo (almeno in grandissima parte) fans del filone e spettatori usi normalmente ad altre atmosfere cinematografiche. Questo nuovo lavoro segna inoltre, per Nolan, un ulteriore innalzamento del budget, insieme a una libertà realizzativa pressoché totale: una libertà che ha permesso al regista di trasformare in realtà una sua vecchia sceneggiatura, risalente a circa 10 anni fa. Una sceneggiatura di marca sci-fi scritta quando il successo di Matrix era ancora fresco, e il film targato Wachowski non aveva ancora generato i tanti epigoni che sarebbero arrivati in seguito.

Imporre un’idea

Inception recensione

Al centro della trama di Inception, ambientata in un futuro prossimo, c’è il personaggio di Don Cobb, ladro professionista che si è creato una reputazione come il miglior “estrattore” di segreti dal subconscio delle persone: una pratica che viene agita durante la fase REM del sonno, quando le difese cadono e la psiche diventa più vulnerabile. L’abilità di Cobb lo ha reso, negli anni, una delle figure chiave dello spionaggio internazionale, trasformandolo tuttavia anche in un fuggitivo: un individuo sempre braccato, costretto a rinunciare a tutto quello che abbia mai amato. Quando gli viene offerta una possibilità di redenzione, un ultimo lavoro che gli permetterà di tornare finalmente padrone della sua vita, Cobb accetta: ma il lavoro rappresenterà, per lui, una sfida inedita, un’impresa quasi impossibile. L’uomo, infatti, anziché estrarre un segreto dal subconscio, dovrà impiantare in esso un’idea. Cobb prepara così la sua squadra di complici, per quello che potrebbe diventare il crimine perfetto: ma il gruppo, sulla sua strada, troverà un nemico insidioso, che pare prevedere ogni sua mossa. Un nemico che in realtà Cobb conosce bene.

Il noir del subconscio

Inception recensione

Se è vero che Inception, coerentemente con quanto anticipato dal suo trailer, è anche un action movie, e che non mancano nella sua lunga durata i momenti adrenalinici da blockbuster, è pur vero che la sostanza del film di Nolan risulta di gran lunga più complessa, niente affatto estranea all’approccio noir al racconto che ha sempre caratterizzato le opere del regista. Il film, al suo cuore narrativo, è infatti una spy story con al centro un protagonista tormentato, una figura di reietto in fuga da tutti, compresi (e forse soprattutto) i suoi fantasmi. La componente fantastica, ben integrata nel tessuto della trama, è rappresentata dall’abilità del personaggio interpretato da DiCaprio nel penetrare i sogni altrui; un elemento che rappresenta anche l’unico, vero fattore differenziante tra la società immaginata dal film e quella attuale. Un esempio di sci-fi imbevuto di realismo (o, se si vuole, di “realismo aumentato”) sul modello di quello che fu proposto da Kathryn Bigelow nel suo Strange Days. La componente fantastica, comunque, dà in realtà al film una potenzialità ancora maggiore nell’esprimere la sua anima noir, vista la messa in primo piano, nella trama, del tema del subconscio: un subconscio che, per il tormentato protagonista, si rivelerà il vero punto di partenza da cui si dipaneranno, poi, i principali sviluppi della storia.

Fluidità strutturata

Inception recensione

C’è tuttavia un elemento inedito, nel modo in cui la sceneggiatura di Inception sceglie di trattare proprio il tema del subconscio, e in particolare il suo principale terreno di espressione (il mondo onirico): se è vero, infatti, che il sogno è territorio fluido per eccellenza, informato dell’incoerenza e della mancanza di logica espresse da una mente vagante, Nolan sceglie di imporre a questo territorio una forma strutturata, una sorta di grammatica. Una scelta in controtendenza, rispetto ai tanti registi del fantastico che hanno tentato di riprodurre l’errante fluidità onirica: di fatto, pur essendo un film ambientato in gran parte nell’universo dei sogni, Inception non appare mai un film davvero onirico. Non nel senso classico del termine, perlomeno: il regista e il protagonista interpretato da DiCaprio, di fatto, mettono in piedi una vera e propria “squadra creativa” per impiantare una nuova idea/visione nel subconscio del bersaglio, con ogni membro investito di un preciso ruolo. Così, troviamo l’architetta Adriane, brillante studentessa che realizza fisicamente gli ambienti che saranno sognati dall’uomo, il “manovratore” Arthur, supervisore della realizzazione della “sceneggiatura”, e il falsario Eames, capace di assumere le sembianze di un personaggio, ovvero di interpretarne letteralmente il ruolo. La metafora del cinema, del suo processo creativo e della sua stessa suddivisione di ruoli, è del tutto evidente: una metafora che tuttavia, stando a quanto lo stesso Nolan ha dichiarato presentando il film, risulta anch’essa sostanzialmente inconscia. E che forse, proprio per questo, possiede ancora più fascino.

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Il racconto e i marchi d’autore

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Complesso, insieme libero e rigoroso, onirico e realistico, Inception conferma il talento, anche in fase di scrittura, di Christopher Nolan, narratore capace come pochi di maneggiare al meglio sceneggiature complesse e non lineari, che richiedono allo spettatore un certo grado di attenzione; sceneggiature che tuttavia alla fine, nei loro incastri, risultano meccanismi perfettamente congegnati. Una regola che anche qui non viene tradita, in un racconto sapientemente frammentato, che rifugge dalla narrazione cronologica (come già fu per Memento) senza tuttavia fare di tale scelta un artificio fine a se stesso. Anzi, i piani che vanno a comporre l’universo del film domandano necessariamente, per la loro concezione, questa struttura: una struttura che nelle mani del regista diventa strumento narrativo avvincente, cifra stilistica – o se si vuole marchio autoriale – capace di mettersi al servizio del racconto. Un racconto che, fedele all’intenzione dichiarata da Nolan di voler costruire (innanzitutto) un action movie, risulta costellato di sequenze ad alto tasso di adrenalina, la cui presenza – e intensità – viene comunque dosata con attenzione e mai scissa dalla sua effettiva funzionalità narrativa. Una costruzione in cui anche il cast fa il suo mestiere, a cominciare da un DiCaprio (attore spesso a suo agio nei panni di figure tormentate) di notevole spessore umano, per proseguire con un fragile e intenso Cillian Murphy, “vittima” designata della missione, e con un sempre carismatico Michael Caine. E si può in questo senso perdonare al film un piccolo scivolamento di tono nel finale, nel quale viene lambita una strada da cui forse era meglio tenersi lontani. Le altre strade per le quali Nolan ci ha condotto, nel film, le abbiamo percorse tutte con grande soddisfazione.

Inception recensione

Scheda

Titolo originale: Inception
Regia: Christopher Nolan
Paese/anno: Regno Unito, Stati Uniti / 2010
Durata: 148’
Genere: Avventura, Fantascienza, Azione
Cast: Cillian Murphy, Claire Geare, Dileep Rao, Earl Cameron, Elliot Page, Johnathan Geare, Joseph Gordon-Levitt, Ken Watanabe, Lee Tai-Li, Leonardo DiCaprio, Lukas Haas, Magnus Nolan, Marion Cotillard, Michael Caine, Miranda Nolan, Pete Postlethwaite, Taylor Geare, Tohoru Masamune, Tom Berenger, Tom Hardy, Yuji Okumoto
Sceneggiatura: Christopher Nolan
Fotografia: Wally Pfister
Montaggio: Lee Smith
Musiche: Hans Zimmer
Produttore: Thomas Hayslip, Kanjirô Sakura, Yoshikuni Taki, Christopher Nolan, Emma Thomas, Jordan Goldberg
Casa di Produzione: Warner Bros., Legendary Entertainment
Distribuzione: Warner Bros.

Data di uscita: 24/09/2010

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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