QUELLI CHE MI VOGLIONO MORTO

QUELLI CHE MI VOGLIONO MORTO
di Tayor Sheridan


Arriva solo in streaming, sulle principali piattaforme, il terzo film da regista di Taylor Sheridan, Quelli che mi vogliono morto. Una scelta distributiva un po’ curiosa per un film che ha nell’impatto audiovisivo (invero un po’ nineties) le sue principali carte da giocare, e che sceglie di non allontanarsi dalle regole e dai cliché del thriller d’azione contemporaneo.

Fuoco, corri con me

Sono sempre più curiose e imperscrutabili, le logiche della distribuzione italiana, specie in un periodo pre-estivo (e post-pandemico, o quasi) come quello corrente. Così, ci si trova nella situazione in cui gran parte delle sale ha riaperto sul territorio nazionale, vengono proiettate riedizioni – rispettabilissime – di pellicole del passato, ma film come questo Quelli che mi vogliono morto (o, ancora più paradossale, un blockbuster come Godzilla vs. Kong) trovano spazio solo in streaming. Eppure, in entrambi i casi, negli Stati Uniti si era optato per una distribuzione congiunta in sala e sulla piattaforma HBO Max, così come per tutti i titoli Warner Bros. della presente annata. Si spera che almeno un film atteso come Dune di Denis Villeneuve sia presentato nel suo luogo naturale, ovvero la sala cinematografica (non vogliamo neanche ipotizzare una soluzione diversa). Diciamo questo perché il nuovo film di Taylor Sheridan – che probabilmente ha risentito anche della sua ampia disponibilità online, in copie piratate in alta definizione – è tra quei titoli che si fruirebbero al meglio nel buio di una sala, su uno schermo di certe dimensioni e con un impianto sonoro adeguato. Discorso ozioso, certo. Comunque, che streaming sia, visto che così è stato stabilito.

Un incontro fortunato
Quelli che mi vogliono morto recensione

Protagonista di Quelli che mi vogliono morto è Hannah Faber (interpretata da Angelina Jolie), vigile del fuoco che soffre di un disturbo da stress post-traumatico, per aver assistito alla morte di un suo compagno e di tre campeggiatori durante un incendio che era stata chiamata a domare in una foresta. La donna, tormentata dai sensi di colpa, è stata assegnata a un compito di vedetta in una torre di guardia, lontana dall’azione. Nel frattempo, il contabile forense Owen Casserly (Jake Weber) fugge in auto con suo figlio, dopo aver capito di essere divenuto bersaglio di killer professionisti per aver svelato gli affari del boss criminale Arthur Phillip (Tyler Perry). Raggiunto e ucciso dai fratelli Jack e Patrick Blackwell (Aidan Gillen e Nicholas Hoult), l’uomo prima di morire riesce a far fuggire suo figlio Connor, a cui consegna degli importanti documenti che incastrano il boss. Connor inizia una lunga fuga nella foresta durante la quale si imbatterà in Hannah, mentre i Blackwell, lasciatisi dietro una scia di cadaveri, appiccano un incendio nei boschi per creare un diversivo.

Classicità e paesaggio
Quelli che mi vogliono morto recensione

È piuttosto essenziale, al di là dei suoi vari subplot, la trama di Quelli che mi vogliono morto, thriller d’azione che segue alla lettera i canoni del genere, senza deragliare (quasi) mai dai binari sui quali il regista lo avvia fin dalle prime battute. La classicità del film di Taylor Sheridan rimanda un po’ al suo secondo film da regista, I segreti di Wind River, che analogamente recuperava un filone ben codificato (lì il thriller ambientato nella provincia americana) e ne adeguava le regole al soggetto, contaminandole con un certo gusto per l’osservazione del territorio e la sua capacità di celare orrori. Un’attenzione, quella agli spazi sconfinati e ai paesaggi impervi (qui il Montana) che già caratterizzava alcune opere da sceneggiatore di Sheridan – in primis Hell or High Water e Soldado – e che qui trasforma il film quasi in un western contemporaneo, con una spietata caccia in primo piano e il territorio che si fa alternativamente alleato e nemico. L’attenzione del regista per la natura selvaggia, e una certa fascinazione per la sua dissoluzione violenta – con l’incendio che lentamente prende terreno – sono comunque inserite in un contesto ludico e di genere, con in primo piano la (non così) strana alleanza tra due personaggi traumatizzati, che finiranno per aiutarsi a vicenda.

Conservatorismo di genere
Quelli che mi vogliono morto recensione

Fa un certo effetto che uno dei limiti di Quelli che mi vogliono morto, thriller comunque solido e dall’impatto un po’ nineties, stia proprio nella sceneggiatura abbastanza convenzionale, che non osa molto e non fa allontanare i personaggi (ivi compreso il vicesceriffo col volto di Jon Bernthal) dalle caselle loro assegnate. Sheridan, qui, sceglie di giocare sul sicuro, centellinando “sorprese” che sono tutto meno che tali, dando ai due villain una consistenza da videogioco d’azione, e preferendo la costruzione della singola sequenza a un coerente sviluppo drammaturgico. Così, fa capolino qua e là qualche passaggio narrativo improbabile (tutta la frazione che coinvolge il personaggio di Allison, moglie del vicesceriffo; lo stesso, lungo finale) che tuttavia si accetta abbastanza facilmente come parte delle convenzioni del genere; le psicologie appaiono comunque eccessivamente sacrificate, quasi soffocate in una struttura piuttosto rigida, incapace di offrire chissà quali digressioni. La regia di Sheridan fa comunque il suo, con un ottimo senso della tensione e un uso espressivo delle landscape che non caratterizzano certo tutti i registi contemporanei. Per questo, come si diceva in apertura (e congiuntamente al martellante, efficace commento musicale di Brian Tyler) Quelli che mi vogliono morto avrebbe sicuramente reso di più – al suo massimo potenziale – in una sala cinematografica. Tolto l’impatto audiovisivo, del film non restano che tracce. Abbastanza, comunque, per godere di 100 minuti tesi, fini a se stessi nel loro carattere ludico, ma in fondo abbastanza fedeli alle premesse da essi stessi poste.

Quelli che mi vogliono morto poster locandina

Titolo originale: Those Who Wish Me Dead
Regia: Tayor Sheridan
Paese/anno: Canada, Stati Uniti / 2021
Durata: 100’
Genere: Thriller
Cast: Aidan Gillen, Angelina Jolie, Boots Southerland, Dylan Kenin, Faith Lynch, Finn Little, Howard Ferguson Jr., Jake Weber, James Jordan, Jon Bernthal, Laura Niemi, Lora Martinez-Cunningham, Medina Senghore, Nicholas Hoult, Ryan Jason Cook, Tory Kittles, Tyler Perry
Sceneggiatura: Charles Leavitt, Michael Koryta, Taylor Sheridan
Fotografia: Ben Richardson
Montaggio: Chad Galster
Musiche: Brian Tyler
Produttore: Aaron L. Gilbert, Garrett Basch, Grace Morton, Harrison Kreiss, Kevin Turen, Steven Zaillian, Taylor Sheridan
Casa di Produzione: BRON Studios, Creative Wealth Media Finance, Film Rites
Distribuzione: Warner Bros.

Data di uscita: 03/06/2021

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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