THE LAST DUEL

THE LAST DUEL
di Ridley Scott


Suddiviso in quattro capitoli (compreso, ovviamente, l’adrenalinico duello finale), The Last Duel ci mostra di volta in volta i singoli punti di vista dei tre protagonisti, con tanto di sottili sfumature tra una versione dei fatti e l’altra. Un approccio indubbiamente interessante, quello del film di Ridley Scott, che, tuttavia, a causa di determinate scelte narrative, lascia purtroppo qualche interrogativo.

Ieri come oggi

Ridley Scott è (quasi) sempre una garanzia. E anche se non sempre, nel corso della sua lunga e prolifica carriera, ha soddisfatto le aspettative di pubblico e critica, ogni qualvolta si presenta la possibilità di visionare un suo lungometraggio, l’interesse è sempre forte. Così è stato, per esempio, anche durante la 78a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, dove il cineasta ha presentato fuori concorso la sua ultima fatica: The Last Duel.

Colpevole o innocente?

The Last Duel recensione

Perfettamente in linea con tematiche più che mai attuali, The Last Duel mette in scena una storia realmente accaduta e tratta dall’omonimo romanzo di Eric Jager. Ci troviamo, dunque, nella Francia del XIV secolo. Jean de Carrouges (impersonato da Matt Damon, qui anche autore della sceneggiatura insieme a Ben Affleck e a Nicole Holofcener) è un valoroso cavaliere, un tempo molto amico dello scudiero Jacques Le Gris (Adam Driver) e sposato con la giovane Marguerite De Thibouville (Jodie Corner). Nel momento in cui sua moglie rivela di essere stata stuprata da Le Gris, de Carrouges sarà costretto a sfidarlo a duello. A seconda dell’esito finale, tale duello permetterà di scoprire se Marguerite ha ragione o torto. Nel caso in cui suo marito dovesse perire in battaglia, la donna verrà giustiziata per aver dichiarato il falso.

Nuovi approcci

The Last Duel recensione

Il suddetto duello messo in scena da Ridley Scott è, di fatto, l’ultimo “Duello di Dio”, legale fino, appunto, al XIV secolo. La storia dei tre protagonisti assume, così fin da subito, connotazioni universali. E al fine di attualizzare al meglio questo suo discorso, il regista ha optato per una struttura narrativa del tutto particolare che per l’occasione può risultare particolarmente azzeccata.

Punti di vista

Suddiviso in quattro capitoli (compreso, ovviamente, l’adrenalinico duello finale), The Last Duel ci mostra di volta in volta i singoli punti di vista dei tre protagonisti, con tanto di sottili sfumature tra una versione dei fatti e l’altra. Un approccio indubbiamente interessante, il presente, che, tuttavia, a causa di determinate scelte narrative, lascia purtroppo qualche interrogativo. Ciò riguarda soprattutto i capitoli dedicati a Jacques Le Gris e a Marguerite, talmente simili tra di loro da rendere il lungometraggio a tratti eccessivamente ripetitivo. Se a tutto ciò aggiungiamo anche una certa ambiguità di fondo riguardante soprattutto il personaggio di Marguerite, ecco che The Last Duel sembra a un certo punto perdersi inevitabilmente per strada e andare pericolosamente fuori tema.

La versione di Marguerite

The Last Duel recensione

I tormenti interiori della giovane Marguerite diventano, a un certo punto, quasi i protagonisti assoluti. Tormenti interiori che nascono da un matrimonio senza amore, dall’impossibilità di avere figli, dalle costanti pressioni da parte di suo marito e di sua suocera. Ma se Jacques Le Gris rappresenta per lei inizialmente la possibilità di sognare una vita migliore, ecco che tutto improvvisamente prende delle pieghe inaspettate. Ma, per quanto riguarda determinati fattori, Ridley Scott lascia comunque un margine di dubbio.

Il “trionfo” di Ridley Scott

E poi, ovviamente, c’è il duello finale. Ed è proprio in questo momento che Scott viene fuori con tutta la sua maestria, che ormai conosciamo da molti e molti anni. I due protagonisti si scontrano in una tanto cruenta quanto armonica danza. Non v’è neanche il tempo di riprendere fiato tra un colpo e l’altro. Ridley Scott sa bene dove vuole andare a parare e cosa trasmettere allo spettatore ed è proprio in questa ultima sezione che il suo The Last Duel spicca il volo. Degno coronamento di un lungometraggio sì a tratti imperfetto, ma indubbiamente interessante. Un lungometraggio in cui passato e presente si incontrano, parlando quasi un unico linguaggio.

The Last Duel poster locandina

Titolo originale: The Last Duel
Regia: Ridley Scott
Paese/anno: Regno Unito, Stati Uniti / 2021
Durata: 152’
Genere: Drammatico, Storico
Cast: Adam Driver, Adam Goodwin, Alex Lawther, Aurélien Lorgnier, Ben Affleck, Bryony Hannah, Clive Russell, Daniel Horn, Harriet Walter, Ian Pirie, Jodie Comer, Marton Csokas, Matt Damon, Michael McElhatton, Nathaniel Parker, Oliver Cotton, Sam Hazeldine, Tallulah Haddon, Thomas Silberstein, William Houston
Sceneggiatura: Ben Affleck, Matt Damon, Nicole Holofcener
Fotografia: Dariusz Wolski
Montaggio: Claire Simpson
Musiche: Harry Gregson-Williams
Produttore: Aidan Elliott, Ben Affleck, James Flynn, Jennifer Fox, Kevin J. Walsh, Matt Damon, Nicole Holofcener, Ridley Scott, Sasha Veneziano
Casa di Produzione: 20th Century Studios, Pearl Street Films, Scott Free Productions, TSG Entertainment
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures

Data di uscita: 14/10/2021

Marina Pavido

Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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