TRA ARTE E FOLLIA, LA VERA STORIA DEL VISIONARIO LOUIS WAIN

TRA ARTE E FOLLIA, LA VERA STORIA DEL VISIONARIO LOUIS WAIN

In occasione dell'uscita, su Amazon Prime Video, del biopic Il visionario mondo di Louis Wain, proviamo a gettare uno sguardo sulla vita e sull'arte di questo straordinario, eclettico ed eccentrico personaggio.

Un talento purissimo, un carattere difficile, con una testa piena di pensieri che si rincorrevano furiosamente. Louis Wain non è stato solo un grande disegnatore, ma una figura eclettica (ed eccentrica) in grado di cambiare la percezione stessa del ruolo degli artisti. Trasformandoli da semplici “manovali” dell’immagine ad autori in piena regola.

A Louis Wain dobbiamo la divertente antropomorfizzazione dei gatti, resi protagonisti di una serie di quadri pubblicati sul The Illustrated London News dal 1886. Una tecnica già celebre nel tardo ‘800 che sarebbe poi stata fatta propria anche da Beatrix Potter. E in seguito da Walt Disney e da intere generazioni di cartoonist di razza.

Nella mente di Louis Wain

Il visionario mondo di Louis Wain recensione

Ma chi era Louis Wain? A questa domanda risponde il biopic, Il visionario mondo di Louis Wain, disponibile su Amazon Prime Video. Diretto da Will Sharpe e interpretato da Benedict Cumberbatch, il film racconta gli anni giovanili dell’artista, eminente rappresentante del mondo culturale della Londra vittoriana.

Wain nacque in una famiglia dell’agiata borghesia londinese. Suo padre commerciava in stoffe, la madre, francese, si era dedicata alla prole. Un maschio, Louis, e cinque sorelle, che non si sarebbero mai sposate. Affetto da labbro leporino, Louis non andò a scuola con gli altri bambini, ma per un certo periodo studiò in casa con poco profitto.

Andò meglio alla West London School of Art, dove per un po’ fu anche insegnante. Alla morte del padre, però, la gestione familiare finì tutta sulle sue spalle. Compito che per il suo carattere particolare riuscì ad assolvere con difficoltà. Preferiva infatti disegnare per i giornali, fotoreporter ante litteram, e lanciarsi in avventure mirabolanti, pur di dimostrare al mondo la sua incontrovertibile originalità.

Un amore di moglie

Il visionario mondo di Louis Wain recensione

Il momento chiave fu l’incontro e il successivo matrimonio con Emily Richardson (nel film, Claire Foy), istitutrice delle sorelle. Un rapporto, il loro, considerato scandaloso dalla famiglia Wain per via della differenza d’età (Emily era di dieci anni più grande di lui) e quindi osteggiato in tutti i modi.

I due si legarono lo stesso, ma furono felici per poco tempo. Emily si ammalò gravemente e morì pochi anni dopo le nozze. Da quella tragedia, però, Louis trasse un’inaspettata fortuna. Per dar sollievo alla consorte, infatti, adottò un gattino randagio bianco e nero che chiamò Peter. Su consiglio della donna decise di renderlo protagonista di una serie di bozzetti, che diventarono poi un fortunato racconto illustrato natalizio. Da quel momento, Wain divenne un artista rispettato e le avventure del gatto Peter allietarono i lettori di mezzo mondo.

La malattia di Wain

Nella parte finale della sua vita Wain diede i primi segni di squilibrio, con un comportamento a volte violento e uno stato mentale alterato, secondo alcuni studiosi visibile anche nell’evoluzione dei suoi dipinti, prima figurativi, poi sempre più astratti. Sebbene questo elemento non sia mai stato verificato – Wain non datava le sue opere – il pittore venne considerato in seguito schizofrenico.

Nel 1924 fu ricoverato in una struttura specializzata a Tooting, vicino Londra. Nel 1930, in seguito all’interessamento di numerose figure culturali dell’epoca come lo scrittore H.G. Wells, fu trasferito nel più accogliente Napsbury Hospital. A fargli compagnia, una colonia di gatti che non gli fecero mai mancare coccole e tenerezze. Morì serenamente nel 1939 a 78 anni, dipingendo fino all’ultimo. Anni dopo, alcuni studiosi come Michael Fitzgerald respinsero con forza la diagnosi di schizofrenia, propendendo invece per la Sindrome di Asperger.

Se il film di Sharpe non è riuscito a restituire in pieno la complessità di una figura come quella di Louis Wain, di sicuro ha contribuito a raccontare la storia di un uomo unico nel suo genere. Capace di trovare nei gatti gli interlocutori perfetti per la sua favolosa immaginazione.

Francesca Fiorentino
Giornalista professionista, ho cominciato a lavorare in radio e continuo a parlare attraverso i podcast. Amo il cinema, la scrittura, le margherite, le magliette a righe, i regali inaspettati e i taccuini nuovi. Ovviamente anche la pizza. Qui leggi il mio sito.

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