HOUSE OF GUCCI

HOUSE OF GUCCI

In House of Gucci ogni cosa è portata all’estremo. Con un’ambientazione tutta italiana, Ridley Scott si lascia volentieri prendere la mano da qualche cliché di troppo (immancabili le abitudini italiane riguardanti il caffè espresso), interni patinati ma freddi e quasi senz’anima sono l’immagine di un mondo che il regista osserva con (eccessivo) distacco.

Tutto il lusso del mondo

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Correva l’anno 1995. Il 27 marzo l’imprenditore Maurizio Gucci viene ucciso da un sicario con quattro colpi di pistola. Poco tempo dopo viene incriminata la sua ex moglie Patrizia Reggiani, in quanto mandataria dell’omicidio. Un fatto di cronaca, il presente, che ha avuto a suo tempo molta risonanza e di cui si è tornati a parlare nel momento in cui la Reggiani è stata scarcerata nel 2016 per buona condotta. La tal cosa ha suscitato l’interesse persino di Ridley Scott, il quale – ispirandosi liberamente alla suddetta vicenda – ha realizzato il controverso lungometraggio House of Gucci, tratto dal libro House of Gucci. Una storia vera di moda, avidità, crimine, scritto da Sara Gay Forden.

Amore a prima vista?

House of Gucci recensione

La giovane Patrizia Reggiani (impersonata da un’incredibile Lady Gaga) conosce per caso, a una festa, il timido Maurizio Gucci (il sempre ottimo Adam Driver), che studia per diventare avvocato. Tra i due è subito amore, al punto che entrambi decidono di sposarsi al più presto, benché il padre di Maurizio, Rodolfo (Jeremy Irons) sia convinto che la ragazza sia interessata solo al suo denaro: Rodolfo, pertanto, decide di diseredare suo figlio. I problemi tra loro, tuttavia, col tempo si appianano, ma il matrimonio in sé si rivelerà ben diverso da come inizialmente potesse sembrare.

La parola ai protagonisti

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Una cosa è certa: Ridley Scott, in questo suo House of Gucci, non ha avuto paura di osare. Sentendosi libero di prendersi le sue “licenze poetiche”, il regista ha puntato molto su un ricercatissimo cast, all’interno del quale spicca soprattutto l’ottima Lady Gaga, che già aveva dato prova delle sue qualità di attrice nel 2018 in A Star is born, di e con Bradley Cooper. A lei il compito di regalarci l’immagine di una Patrizia Reggiani arrivista e priva di scrupoli, di una Patrizia Reggiani amante del lusso e della bella vita, di una Patrizia Reggiani estremamente attenta all’immagine, ma che, spesso, cade involontariamente nel pacchiano e nel grottesco. Ridley Scott porta all’estremo ogni suo protagonista, spesso conferendogli anche caratteristiche piuttosto “macchiettistiche” (particolarmente degni di nota, a tal proposito, il personaggio di Paolo Gucci, cugino di Maurizio, impersonato da un irriconoscibile Jared Leto, e quello della cartomante Pina, amica della Reggiani, impersonata da Salma Hayek) e attraverso ognuno di loro traccia un esaustivo e cinico affresco di un mondo tanto patinato quanto privo d’anima.

Tutto e niente

House of Gucci recensione

In House of Gucci nessuno è realmente privo di macchia. Ognuno è mosso principalmente da interessi economici, a scapito dei rapporti umani. E così ripensiamo immediatamente a Tutti i soldi del mondo, che Scott ha realizzato nel 2017, incentrando il suo discorso su un’altra importante famiglia di imprenditori: la famiglia Getty. In House of Gucci, tuttavia, ogni cosa è portata ulteriormente all’estremo. Con un’ambientazione tutta italiana, Scott si lascia volentieri prendere la mano da qualche cliché di troppo (immancabili le abitudini italiane riguardanti il caffè espresso), interni patinati ma freddi e quasi senz’anima sono l’immagine di un mondo che il regista osserva con distacco. Può questo approccio far sì che il film possa dirsi realmente riuscito? Sì e no. Nel tentativo di rappresentare il mondo della celebre famiglia di imprenditori, Ridley Scott si è rivelato “cinico” quanto basta, distaccato quanto basta, senza, tuttavia, prendere le parti di nessuno e rischiando di conferire all’intero suo film un carattere eccessivamente superficiale: un carattere che se da un lato si rivela vincente nel voler rappresentare il forte, fortissimo desiderio di prestigio e di denaro, dall’altro avrebbe necessitato di andare maggiormente a fondo per quanto riguarda i personaggi stessi. Personaggi indubbiamente ricchi di potenziale, che, malgrado la bravura dell’intero cast, non arrivano allo spettatore come dovrebbero. Peccato.

House of Gucci poster locandina
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Scheda

Titolo originale: House of Gucci
Regia: Ridley Scott
Paese/anno: Stati Uniti, Canada / 2021
Durata: 158’
Genere: Drammatico
Cast: Adam Driver, Al Pacino, Alexia Murray, Andrea Piedimonte Bodini, Camille Cottin, Florence Andrews, Gaetano Bruno, Jack Huston, Jared Leto, Jeremy Irons, Jun Ichikawa, Lady Gaga, Mehdi Nebbou, Miloud Mourad Benamara, Pietro Ragusa, Reeve Carney, Salma Hayek, Vincent Riotta, Vincenzo Tanassi, Youssef Kerkour
Sceneggiatura: Becky Johnston, Roberto Bentivegna
Fotografia: Dariusz Wolski
Montaggio: Claire Simpson
Musiche: Harry Gregson-Williams
Produttore: Mark Huffam, Ridley Scott, Giannina Facio, Kevin J. Walsh, Francesca Cingolani
Casa di Produzione: Universal Pictures, Scott Free Productions, BRON Studios, Metro-Goldwyn-Mayer (MGM)
Distribuzione: Eagle Pictures

Data di uscita: 16/12/2021

Trailer

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Marina Pavido
Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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