THE ADAM PROJECT

THE ADAM PROJECT

Shawn Levy con The Adam Project continua a farci riflettere sulla contemporaneità: mantenendo la scia che lo ha caratterizzato nelle commedie precedenti, accentua il piano emotivo e filosofico, regalandoci un film per ragazzi che ha nell’accuratezza dei dialoghi e nel “viaggio nel tempo” sci-fi i suoi due focus.

Il futuro sta arrivando

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Shawn Levy in The Adam Project giunge a un traguardo importante dopo i recenti Free Guy – Eroe per gioco (2021) e Family Leave (2021): l’accuratezza e l’incisività dei dialoghi lascia piacevolmente sorpresi in un film sci-fi che vuole essere un action movie, ma anche una commedia e un film drammatico; The Adam Project si pone così all’incrocio tra il registro del celebre Ritorno al futuro (più volte citato) e quello più drammatico del The Flash della Dc Comics. Da un lato, la trama della pellicola sembra attingere al repertorio scanzonato e rock (ottima la colonna sonora che ripropone alcuni brani dei Blues Brothers) della celebre trilogia di Robert Zemeckis, dall’altro, ritroviamo in questo lavoro toni e temi fortemente drammatici, oltre che l’incursione nel mondo degli acceleratori di particelle tanto familiare all’universo Dc Comics. Non mancheranno, oltretutto, riferimenti al futuro apocalittico di Terminator, come anche quelli alle spade laser e alle navicelle spaziali di Star Wars. Vediamo meglio.

The Adam Project prende il titolo dal progetto creato dal padre di Adam, Louis Reed (interpretato da Mark Ruffalo), per poter viaggiare nel tempo; intenzione che nel tempo presente di Adam (interpretato da Walter Scobell) – ragazzino di 12 anni sveglio e arguto – sembra una pura fantasia, molto lontana dal potersi realizzare. Adam d’altronde ha ben altre grane cui pensare: i bulli della scuola e, sopra ogni cosa, affrontare il dolore per la morte del padre scomparso un anno prima.

Proprio in quel momento accadrà l’inimmaginabile. Adam incontrerà il sé stesso venuto dal futuro (interpretato da Ryan Reynolds) per “sistemare le cose”.

Paradossi temporali ed etici

The Adam Project, Ryan Reynolds, Mark Ruffalo e Walker Scobell in una scena
The Adam Project, Ryan Reynolds, Mark Ruffalo e Walker Scobell in una scena

Ed è proprio la famosissima questione dei paradossi temporali che sarà spesso oggetto di discussione, teorie, battute e citazioni durante lo svolgimento della storia, accendendo i dialoghi tra l’Adam adulto e l’Adam dodicenne, con una domanda che ricorre spesso: “lo possiamo fare”? I rischi sono infatti altissimi, come in ogni film di fantascienza che si rispetti.

Nonostante l’ambientazione marcatamente fantascientifica, ciò che costituisce il cuore dello script e della pellicola tutta, sono i dialoghi: non solo divertenti battute o citazioni di altri universi sci–fi, ma numerose riflessioni sull’opportunità di portare gli avvenimenti sulla strada “giusta”, perché, come ricorda Louis Reed, “ci sono altre leggi che governano questo mondo, oltre la scienza”.

La saggezza del tempo

The Adam Project, Mark Ruffalo e Walker Scobell in una scena del film
The Adam Project, Mark Ruffalo e Walker Scobell in una scena del film

In ballo non c’è semplicemente un futuro apocalittico da scongiurare (ma a quale costo?), bensì la storia di Adam e della sua famiglia, il saperci stare dentro nel modo giusto e nel tempo giusto (ognuno di noi ha un “tempo stabilito” anche se può viaggiare nel tempo) ma soprattutto saper vivere la propria storia personale: in questo senso le parti più interessanti sono proprio i confronti tra l’Adam adulto e l’Adam bambino in merito alla morte del padre.

The Adam Project è un film difficile da classificare, nonostante vi si intravedano i precedenti lavori del regista: Shawn Levy sembra infatti raggiungere una profondità di sguardo maggiore nell’affrontare tematiche esistenziali fondamentali, sia sul piano individuale che storico ed etico; crediamo che proprio in questa sua capacità di essere notevolmente cross-over e fluido stia la sua forza.

The Adam Project, la locandina italiana del film di Shawn Levy

Scheda

Titolo originale: The Adam Project
Regia: Shawn Levy
Paese/anno: Stati Uniti / 2022
Durata: 106’
Genere: Commedia, Avventura, Fantascienza, Azione
Cast: Catherine Keener, Ellie Harvie, Jennifer Garner, Mark Ruffalo, Ryan Reynolds, Zoe Saldana, Alex Mallari Jr., Ben Wilkinson, Braxton Bjerken, Donald Sales, Esther Ming Li, Isaiah Haegert, Jessica Bodenarek, Kasra Wong, Lucie Guest, Milo Shandel, Walker Scobell
Sceneggiatura: T.S. Nowlin, Jonathan Tropper, Jennifer Flackett, Mark Levin
Fotografia: Tobias A. Schliessler
Montaggio: Dean Zimmerman, Jonathan Corn
Musiche: Rob Simonsen
Produttore: Ryan Reynolds, Shawn Levy, David Ellison, Dana Goldberg, Don Granger
Casa di Produzione: Skydance Media, 21 Laps Entertainment, Maximum Effort
Distribuzione: Netflix

Data di uscita: 11/03/2022

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Sara Gallaccio
Appassionata di filosofia con un’attenzione particolare rivolta alla storia delle religioni, all’antropologia e alla diverse forme d’arte, si è specializzata in pratiche filosofiche nel 2018, presso la SUCF di Roma. Come giornalista si occupa di cultura, cinema, politica e attualità.

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