STRANGER THINGS 4 – PARTE 1

STRANGER THINGS 4 – PARTE 1

L’attesissimo ritorno di Stranger Things, su Netflix, si traduce in sette nuovi episodi tesi e riusciti, in cui l’annunciata virata horror è qualcosa di più di un mero restyling. La serie dei Duffer Brothers si rivela capace di guardare parimenti al (suo) passato e a un futuro che corre parallelo alla crescita anagrafica dei suoi personaggi. Il conto alla rovescia per i due episodi conclusivi di questa quarta stagione è ufficialmente iniziato.

Sette (per ora) è il numero perfetto

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Come accade per tutti i prodotti audiovisivi diventati, a ragione o meno, fenomeni di massa, questa quarta stagione di Stranger Things è stata accompagnata fin dal suo annuncio da una ridda infinita di anticipazioni, ipotesi più o meno veritiere sulla sua trama, e commenti abilmente lasciati trapelare da produzione, crew e attori. Un hype attentamente assecondato e stimolato, aumentato in questo caso anche dalla pausa dovuta alla pandemia; una pausa che ha contribuito a far sì che stavolta, tra la precedente stagione e questa quarta e penultima – che viene diffusa com’è noto in due parti – trascorressero ben tre anni. Una pausa che, lo diciamo subito (ma d’altronde era già evidente dalle foto diffuse prima dell’uscita) ha reso plasticamente evidente il tempo trascorso, specie sulla fisicità dei protagonisti: quella che prima era una banda di preadolescenti con qualche parentela con un classico come I Goonies – oltre che, ovviamente, coi kinghiani Stand by Me e It – è ora un gruppo di ragazzi pienamente dentro l’adolescenza, sia fisicamente che quanto a problematiche affrontate. Una trasformazione che d’altronde era stata già anticipata nella scorsa stagione, e che solo ora pare giungere a pieno compimento: i feticci dell’infanzia come i walkie talkie e le biciclette (che fanno capolino solo nel settimo episodio, l’ultimo di questa prima tranche di stagione) vengono mantenuti più come marchio di fabbrica che altro. Come ampiamente annunciato dai Duffer Brothers, questa quarta stagione è quella più “adulta” dell’intera serie, sia a livello tematico che quanto a toni della storia. Una trasformazione obbligata, che però riesce qui ad accompagnarsi – ed è un bene – a una sostanziale coerenza coi temi di fondo e gli elementi-cardine della serie.

Vecchi personaggi, nuove sfide

Stranger Things 4: una sequenza collettiva della quarta stagione
Stranger Things 4: una sequenza collettiva della quarta stagione della serie

Dopo un flashback ambientato alla fine degli anni ‘70 (in cui ritroviamo il dottor Brenner interpretato da Matthew Modine) questa nuova stagione riprende laddove si era interrotta la precedente: il gruppo di amici che aveva affrontato il Mind Flayer è ora diviso, con Will, Jonathan e Undici trasferitisi in California insieme alla madre dei due ragazzi, Joyce, mentre il resto della banda è rimasta a Hawkins. L’ex sceriffo Jim Hopper, invece, apparentemente perito nello scontro nella base sovietica nel sottosuolo della città, è in realtà ancora vivo, tenuto prigioniero nella località sovietica della Kamchatka. Nel frattempo, nuovi eventi terribili giungono a turbare l’apparentemente ritrovata tranquillità di Hawkins: il corpo di una ragazza liceale viene infatti ritrovato orribilmente straziato, nella roulotte appartenente a Eddie Munson, un ragazzo metallaro presidente del club di giocatori di D&D di cui fanno parte Mike e Dustin. Munson viene da subito additato come il colpevole, ma la realtà, com’è facile immaginare, si rivelerà diversa e ben più inquietante. In California, intanto, Undici ha seri problemi di adattamento nella sua nuova realtà scolastica, ma li tiene volutamente nascosti nella sua corrispondenza con Mike; inoltre, una misteriosa lettera apparentemente arrivata dalla Russia rivela a Joyce che Jim è in realtà sopravvissuto.

La “nuova” Undici

Stranger Things 4: Millie Bobby Brown in una scena
Stranger Things 4: Millie Bobby Brown in una scena della serie

In sette episodi che superano ampiamente la durata di quelli delle precedenti stagioni, spaziando dall’ora abbondante all’ora e mezza (con una media di 72 minuti), questa prima tranche di Stranger Things 4 segue tre differenti storyline, rispettivamente ambientate a Hawkins, nella città californiana in cui si sono stabiliti Will, Jonathan e Undici, e nel carcere sovietico in cui viene tenuto prigioniero Hopper. Una moltiplicazione di location già in qualche modo annunciata dalla conclusione della stagione precedente, che si accompagna qui anche a una complessità narrativa maggiore, favorita dall’insolita durata delle puntate. Una prima considerazione che si può fare su questa quarta stagione, che si concluderà con ulteriori due episodi, è che probabilmente la sua articolazione non è pensata per il binge watching. Una considerazione che vale sia vista l’imponente durata complessiva (quasi otto ore e mezza) sia considerata l’attenzione richiesta dalle varie diramazioni del racconto, che a un certo punto toccherà anche – in quelli che si riveleranno qualcosa di più di semplici flashback – il passato del personaggio di Undici. Proprio alla ragazza interpretata da Millie Bobby Brown è dedicata quella che è forse la frazione più pregnante, a livello tematico, di questi sette episodi, con uno svelamento del passato del personaggio che si rivela capace di correre parallelo alla descrizione del suo presente. Undici, privata qui dei suoi poteri, viene rappresentata come una liceale bullizzata, una sorta di Carrie (ci riferiamo ovviamente al personaggio omonimo di Stephen King) che per affrontare i suoi nemici presenti dovrà tornare una volta per tutte ai demoni del suo passato. Un percorso che illuminerà ulteriormente le origini del personaggio, contribuendo anche a problematizzare la figura di Brenner, “padre” che qui si rivelerà elemento più complesso di un mero villain.

A Nightmare on… Hawkins

Stranger Things 4: un'inquietante creatura in una scena
Stranger Things 4: l’inquietante Vecna in una scena della quarta stagione

Stranger Things 4 era stata (abbondantemente) annunciata come la stagione più adulta e horror dell’intera serie dei Duffer Brothers: un annuncio che, per una volta, descrive in modo piuttosto accurato ciò che abbiamo potuto vedere in questi sette episodi, in attesa di una conclusione che non potrà divergere molto dalle basi qui poste. Il punto di riferimento esplicito e dichiarato – e anch’esso abbondantemente annunciato – è quello di Nightmare – Dal profondo della notte: un classico, quello di Wes Craven, omaggiato non solo dalla presenza nel cast di Robert Englund – in un ruolo di cui ovviamente non sveliamo i contorni – ma anche dalle uccisioni compiute dalla nuova entità sovrannaturale presente nella serie, un demone ribattezzato Vecna, che elimina le sue vittime portandole in uno stato di trance simile al sogno. Proprio l’introduzione della figura di Vecna, e la stessa iconografia del mondo onirico in cui la creatura compie i suoi omicidi (una versione ulteriormente trasfigurata del Sottosopra) rappresenta la più evidente sterzata della serie verso i territori dell’horror sovrannaturale: una scelta che vede la base sci-fi delle stagioni precedenti cedere il passo a un approccio più improntato al gotico, plasticamente espresso nella dimora del mostro (una casa stregata che guarda di nuovo alla saga di Nightmare). Una componente che comunque la sceneggiatura lega bene al passato del personaggio di Undici – e alla stessa natura del Sottosopra, base portante della concezione della serie – con un twist conclusivo di cui non si possono negare efficacia e forza narrativa.

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Una scrittura pregnante e (quasi sempre) equilibrata

Stranger Things 4 una scena della quarta stagione della serie
Stranger Things 4 una scena della quarta stagione della serie

In questa prima, riuscita tranche di episodi di Stranger Things 4, possiamo senz’altro rilevare una qualità di scrittura che complessivamente supera quella della stagione precedente, che soffriva un po’ della sua natura di “terra di mezzo” tra il passato della serie e le sue prospettive future: una scrittura che qui si rivela capace di far evolvere i personaggi (coerentemente con la loro crescita anagrafica) senza tradire l’atmosfera di base della serie, di nuovo all’insegna di un mix di studiata nostalgia e moderna contaminazione dei generi. L’annunciata virata horror è più di un semplice restyling iconografico, andando a impattare anche temi come i traumi rimossi del passato, il senso di colpa, e la definizione di un “mostro” che si rivelerà anch’esso più complesso di quanto non si potesse inizialmente ipotizzare. L’elemento di familiarità e di legame affettivo che inevitabilmente gli spettatori hanno stabilito coi personaggi viene anch’esso sfruttato efficacemente, facendo altresì evolvere piccole e grandi storie (anche sentimentali) che coinvolgono l’ormai folto gruppo di caratteri presenti.

L’unica obiezione che ci sentiamo di fare a questa nuova frazione di Stranger Things, articolata in sette episodi comunque densi, tesi e riusciti, è la presenza di una componente umoristica a tratti superflua, a volte ridondante e non sempre integrata al meglio col tono – generalmente piuttosto plumbeo – del racconto. Una componente legata, più che a personaggi come Dustin o alla new entry Eddie, all’ex giornalista cospirazionista Murray – qui decisamente più presente che in passato – nonché alla figura (molto sopra le righe) del trafficante russo Yuri. Piccole sbavature di scrittura che comunque non intaccano la godibilità di questi sette episodi, la cui narrazione si interrompe con uno strategico cliffhanger, che prepara al meglio un finale di stagione per cui è già iniziato il conto alla rovescia.

Stranger Things 4: la locandina della quarta stagione

Scheda

Titolo originale: Stranger Things 4
Creata da: Ross Duffer, Matt Duffer
Regia: Matt Duffer, Ross Duffer, Nimród Antal, Shawn Levy
Paese/anno: Stati Uniti / 2022
Genere: Horror, Fantascienza, Thriller, Fantastico
Cast: Brett Gelman, Caleb McLaughlin, Cara Buono, Charlie Heaton, Dacre Montgomery, David Harbour, Finn Wolfhard, Gaten Matarazzo, Joe Chrest, Joe Keery, Maya Hawke, Millie Bobby Brown, Natalia Dyer, Noah Schnapp, Priah Ferguson, Sadie Sink, Winona Ryder, Robert Englund, Eduardo Franco, Jamie Campbell Bower, Joseph Quinn, Matthew Modine
Sceneggiatura: Curtis Gwinn, Matt Duffer, Paul Dichter, Ross Duffer, Kate Trefry, Caitlin Schneiderhan
Fotografia: Brett Jutkiewicz, Lachlan Milne, Caleb Heymann
Musiche: Kyle Dixon, Michael Stein
Produttore: Curtis Gwinn, Shawn Levy, Rand Geiger, Matt Duffer, Ross Duffer, Gary Tuck, Joshua Kohl Hegmann
Casa di Produzione: Netflix, 21 Laps Entertainment, Monkey Massacre
Distribuzione: Netflix

Data di uscita: 27/05/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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