ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO

ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO

di YouNuts

Voto: 6.5

Accolto da un preventivo muro di ostracismo, questo Altrimenti ci arrabbiamo in versione YouNuts! è in realtà un gradevole omaggio a un immarcescibile cult movie, che porta anche in Italia il concetto di requel ed evita (intelligentemente) di cercare la replica tal quale del suo modello.

La “carriola” torna in strada

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L’operazione di questo Altrimenti ci arrabbiamo versione 2022, fin da quando è stata annunciata, ha incontrato un ostracismo prevedibile, per quanto in fondo sterile. C’è semmai da stupirsi che il cult movie del 1974 diretto da Marcello Fondato, grande successo che lanciò la coppia composta da Bud Spencer e Terence Hill anche al di fuori del genere western, non abbia avuto nessun tipo di epigono (sequel, remake o altro) nei quasi cinquant’anni che separano dalla sua uscita. Uno stupore che aumenta considerata la (comprensibile) tendenza del cinema italiano dell’epoca a replicare se stesso, e lo stesso statuto di cult immediato che il film ottenne alla sua uscita nelle sale; un risultato trainato da una mistura di elementi – l’affiatamento dei due protagonisti, l’azione innestata su una confezione da film per famiglie, l’indovinata colonna sonora degli Oliver Onions, con un main theme immortale – che tante generazioni di pubblico hanno riconosciuto e premiato. L’avversione a questo nuovo film firmato dagli YouNuts! (al secolo Antonio Usbergo e Niccolò Celaia) non si è placata nemmeno quando i registi hanno affermato di aver voluto realizzare un omaggio al film del 1974, anziché un vero e proprio remake. Omaggio che tuttavia – e lo apprendiamo ora, dopo la visione – è anche un sequel, direttamente collegato al soggetto originale.

Dove eravamo rimasti?

Edoardo Pesce e Alessandro Roja in un'immagine di Altrimenti ci arrabbiamo, degli YouNuts
Edoardo Pesce e Alessandro Roja in un’immagine di Altrimenti ci arrabbiamo, degli YouNuts

La vicenda del nuovo film – introdotta da un prologo a fumetti che riassume gli eventi dell’originale – prende le mosse da subito dopo il finale del film del 1974: Kid e Ben (ovviamente fuori campo) continuano a contendersi l’unica Dune Buggy rimasta loro, incapaci di stabilirne una volta per tutte il proprietario. I due figli di Ben, tuttavia, approfittano della distrazione dei due per rubare le chiavi e impossessarsi della vettura: ma il loro viaggio finisce per durare poco, con la vettura incautamente giocata a carte dai due ragazzini e sottratta loro da una banda di motociclisti.

Ascolta “Spencer da colpo di fulmine. Da vedere anche Audiard e il nuovo Altrimenti ci arrabbiamo” su Spreaker.

Decenni dopo, i due fratelli (chiamati semplicemente Carezza e Sorriso) trovano l’occasione di tornare in possesso della vettura del padre: un rally, infatti, mette in palio proprio la Dune Buggy perduta, perfettamente conservata. I due vincono la corsa a pari merito, ma la loro gioia dura poco: gli scagnozzi dello speculatore Torsillo, infatti sottraggono loro l’agognata vettura. Carezza e Sorriso sono così pronti ad arrabbiarsi, così come fecero il loro padre e il suo amico anni prima: i due, per l’occasione, si alleeranno anche con un gruppo di circensi minacciati dalle speculazioni immobiliari di Torsillo.

Spaghetti requel

Edoardo Pesce e Massimiliano Rossi in una sequenza di Altrimenti ci arrabbiamo, degli YouNuts
Edoardo Pesce e Massimiliano Rossi in una sequenza di Altrimenti ci arrabbiamo, degli YouNuts

La trama di questo nuovo Altrimenti ci arrabbiamo, quindi, prefigura quello che è un sequel a tutti gli effetti del film di Marcello Fondato, sequel che si presenta tuttavia (a dispetto di tutte le precisazioni) con la veste di una sorta di remake. È evidente come anche in Italia sia arrivato il concetto di requel, definito dal recente Scream in versione 2022 (non a caso un altro film con lo stesso titolo dell’originale): un concetto che gli YouNuts! dimostrano di maneggiare con efficacia, presentando un plot che segue per grandi linee gli eventi dell’originale, e due protagonisti che rimandano fisicamente e nei comportamenti – ma senza cercare la mimesi – all’indimenticata coppia Spencer/Hill. Proprio la doppia prova di Edoardo Pesce e Alessandro Roja si rivela in fondo tra le carte vincenti del film, vista la scelta dei due attori di rifuggire l’imitazione e cercare semmai la citazione affettuosa, il rimando e la strizzata d’occhio. Una scelta quasi obbligata, invero, che caratterizza comunque un po’ tutto il film: piccoli accenni sonori all’immarcescibile canzone Dune Buggy, replicata poi tal quale (nella versione originale) in una delle scene-clou, l’altrettanto famoso coro dei pompieri – con tanto di “balbettio” – in un altro momento fondamentale della storia, cenni e ammiccamenti ovunque su un tessuto narrativo che imita senza copiare.

Un omaggio aggiornato ai tempi

Christian De Sica e Francesco Bruni in una scena di Altrimenti ci arrabbiamo degli YouNuts
Christian De Sica e Francesco Bruni in una scena di Altrimenti ci arrabbiamo degli YouNuts

I due registi sembrano consapevoli che l’attuale cinema di genere italiano (per come si è configurato in questi ultimi anni) ha un linguaggio totalmente diverso da quello che portò al grande successo il film del 1974: così, il nuovo Altrimenti ci arrabbiamo ha un plot con un’elaborazione un po’ maggiore, un peso diverso per il personaggio femminile (qui Alessandra Mastronardi) e un terzetto di villain dallo spirito più adeguato ai tempi: il Torsillo di Christian De Sica ricopre sulla carta il ruolo che fu del “Capo” interpretato da John Sharp, ma per altri versi ricorda anche lo psicologo freudiano a cui diede il volto un divertente Donald Pleasence; con suo figlio Francesco Bruni a ritagliarsi il ruolo del personaggio “cattivo ma non abbastanza”. Persino lo scagnozzo Scajone, interpretato da Massimiliano Rossi, è un po’ più truce del suo omologo del 1974, ma con la giusta moderazione. Così come moderati (ma senza mai dare l’impressione di un freno a mano tirato artificialmente) sono i risvolti potenzialmente più violenti della trama, che, fedele al titolo, sta attenta a non uscire mai dal recinto del film per famiglie.

Per il resto, il nuovo Altrimenti ci arrabbiamo è una gradevole action comedy, tutta corse e fumettosi cazzotti, che trova una soddisfacente sintesi tra la necessità di omaggiare (anche nello stile) un oggetto di culto, e la formazione di due registi cresciuti a pane, cult movie americani e videoclip. Il risultato è piacevole, ben lungi dal sacrilegio che qualcuno aveva prefigurato: la “carriola” passata dai padri ai figli (cinematografici) ha fatto un altro giro, ammaccata, bruciacchiata ma ancora ben funzionante.

Altrimenti ci arrabbiamo (2022), il poster
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Scheda

Titolo originale: Altrimenti ci arrabbiamo
Regia: YouNuts
Paese/anno: Italia / 2022
Genere: Commedia, Azione
Cast: Alessandra Mastronardi, Alessandro Roja, Christian De Sica, Edoardo Pesce, Francesco Bruni, Massimiliano Rossi, Mauro Aversano, Michael Schermi, Nana Funabiki, Christian Monaldi, Gabriele Cristini
Sceneggiatura: Giancarlo Fontana, Vincenzo Alfieri, Tommaso Renzoni, Giuseppe Stasi
Fotografia: Leonardo Mirabilia
Montaggio: Vincenzo Alfieri
Musiche: Francesco Cerasi
Produttore: Andrea Occhipinti, Mattia Guerra, Stefano Massenzi, Federico Scardamaglia
Casa di Produzione: RTI, Netflix, Lucky Red, Compagnia Leone Cinematografica
Distribuzione: Lucky Red

Data di uscita: 23/03/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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