OBI-WAN KENOBI 1X03

OBI-WAN KENOBI 1X03

Il terzo capitolo di Obi-Wan Kenobi reclama un suo ruolo ben preciso all’interno di un racconto che sta seguendo un filo logico ed emotivo che non lascia spazio a fraintendimenti. Un percorso che si concretizza nel consegnare alla mitologia un eroe meravigliosamente interrotto, capace d’inserirsi all’interno di un pantheon imperfetto fatto di cadute, risurrezioni e pentimenti degni di un racconto dall’animo cristologico.

Caccia a Obi-Wan

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Nella struttura narrativa di un racconto, sia esso puramente letterario o cinematografico, esistono dei capitoli che potremmo definire “di mezzo”, il cui compito è fare da collante tra due diversi momenti temporali ed emotivi. Solitamente si tratta anche di parti che, mettendosi al servizio di uno scopo finale più alto, non brillano certo per compiutezza o innovazione. Un compito che, per quanto riguarda una serie tv, viene spesso affidato agli episodi centrali. Il terzo capitolo di Obi–Wan Kenobi, però, si distacca completamente da questa consuetudine e reclama un suo ruolo ben preciso all’interno di un racconto che sta seguendo un filo logico ed emotivo che non lascia spazio a fraintendimenti.

Cosa vuol dire questo? Proviamo a essere più chiari. Iniziamo con il dire che chiunque definisca questo episodio privo di pathos dimostra di considerare la saga di Star Wars come un mero gioco di citazioni. Una creatura fumettistica all’interno della quale conta la precisa ricostruzione, le acrobazie o le sofisticate corografie di duelli con spade laser roboanti ma che dimentica, se non addirittura ignora, l’anima e i significati più profondi che sono alla base del racconto. Elementi che, in questo caso, vengono rappresentati dal volto segnato di Ewan McGregor, dal suo sguardo basso da braccato e da quell’incertezza che, palesandosi nell’errore più ingenuo, lo porta a doversi confrontare, ancora impreparato, con il duello più importante. Ma sarà con se stesso o con Anakin?

Solo con gli occhi chiusi puoi veramente vedere”

Obi-Wan Kenobi: il nuovo trailer
Obi-Wan Kenobi, un intenso primo piano di Ewan McGregor

Andando oltre la definizione di bene e male o la ricerca della Forza, Guerre stellari altro non è che un viaggio all’interno dell’animo umano alla ricerca delle sue sicurezze ma, soprattutto, verso l’accettazione delle proprie debolezze. Ed è proprio questo il percorso che Obi–Wan Kenobi ha intrapreso con passo incerto e appesantito dai propri dubbi. Dopo averlo visto in crisi nel pieno del rifiuto del proprio “credo”, ora, costretto ad abbandonare la sua condizione di eremita, mostra più che mai di essere un “animale” ferito, e di portare nel proprio cuore il peso del tradimento di Anakin. Perché, al di la di tutto ciò che è accaduto e di qualunque cosa succederà in futuro, questo rapporto è il nodo essenziale al centro delle loro esistenze e del futuro di Luke e Leia.

Per questo motivo, dunque, Obi–Wan è ancora ben lontano dall’essere il jedi ricco di certezze e sicurezze del passato. Una condizione, questa, che non tornerà mai più ad abbracciare dovendo imparare nuovamente a sentire dentro di se la voce del maestro. In questo momento, dunque, ci troviamo di fronte a un uomo disposto a lottare solo con le mani per la salvezza della piccola Leia, sentendosi ancora profondamente indegno di utilizzare la Forza. Un essere umano che, chiudendo gli occhi, non riesce a rintracciare la luce dentro di se, sentendosi perennemente insicuro e accerchiato. Ma è in questo stato emotivo di instabilità che la serie consegna un eroe meravigliosamente interrotto, capace d’inserirsi all’interno di un pantheon imperfetto fatto di cadute, risurrezioni e pentimenti degni di un racconto dall’animo cristologico.

Sono ciò che tu mi hai reso”

Obi-Wan Kenobi, un primo piano di Darth Vader nella serie
Obi-Wan Kenobi, un primo piano di Darth Vader nella serie Disney+

Oltre l’intreccio narrativo più superficiale, tutto interamente volto a portare in salvo Leia e a confrontarsi con una resistenza che apre la strada a quella dei ribelli, questo terzo capitolo è costruito in funzione del confronto inevitabile tra Obi–Wan e Anakin a distanza di dieci anni. Un incontro/scontro che, soprattutto per il personaggio di Kenobi, è catartico e non smetterà di avere questo significato fino alla fine dei suoi giorni. Un ritrovarsi che per uno rappresenta una sfida con se stesso e il confronto diretto con i propri errori, mentre per il secondo ha il sapore della vendetta per una vita rubata. In questo caso le convinzioni politiche o i diversi schieramenti non hanno nessun motivo di esistere e non sono minimamente al centro del contendere. Tra loro due tutto è essenzialmente personale e drammaticamente onesto. E non è nemmeno un caso che il momento tanto atteso, il ritorno alla lotta di quella spada laser jedi, potesse essere legato solo ed esclusivamente a questo incontro. Un momento che non assume solo la forma di un escamotage narrativo ma che, in realtà, ha un significato simbolico ben più ampio.

Incrociare le loro spade, infatti, li mette a confronto con ciò che sono stati e che non torneranno mai più a essere. Una condizione che per Obi–Wan si concretizza in una debolezza fisica e mentale, ma che in Darth Vader fa mostra di se nel bisogno fisico di imprimere dolore. Lo stesso che è stato provato in prima persona. E in questo turbinio interiore il fuoco torna come elemento purificatore e distruttore, colmando in un attimo la lunga attesa del confronto e, al tempo stesso, diventando un tratto distintivo nel dialogo tra queste due umanità profondamente lontane dal punto d’inizio. Cosa diventeranno? La saga di Star Wars ha già dato una risposta chiara a questa domanda. Ora non rimane che comprendere il percorso compiuto nel mezzo. E, onestamente, non vediamo l’ora di assistere al passo successivo.

Obi-Wan Kenobi, la locandina italiana della serie

Scheda

Titolo originale: Obi-Wan Kenobi
Regia: Deborah Chow
Paese/anno: Stati Uniti / 2022
Genere: Fantascienza
Cast: Ardeshir Radpour, Ewan McGregor, Moses Ingram, Sung Kang, Zach Braff, AJ Troup, Hayden Christensen, Indira Varma, Melanie Mosley, Rya Kihlstedt, Vivien Lyra Blair, Will Westwater
Sceneggiatura: Hannah Friedman, Hossein Amini, Joby Harold, Stuart Beattie
Fotografia: Chung Chung-hoon
Montaggio: Nicolas De Toth
Musiche: Natalie Holt, John Williams
Produttore: Thomas Hayslip, Katterli Frauenfelder, Deborah Chow
Casa di Produzione: Lucasfilm, Walt Disney Pictures
Distribuzione: Disney+

Data di uscita: 01/06/2022

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Tiziana Morganti
Fin da bambina, ho sempre desiderato raccontare storie. Ed eccomi qui, dopo un po’ di tempo, a fare proprio quello che desideravo, narrando o reinterpretando il mondo immaginato da altri. Da quando ho iniziato a occuparmi di giornalismo, ho capito che la lieve profondità del cinema era il mio luogo naturale. E non poteva essere altrimenti, visto che, grazie a mia madre, sono cresciuta a pane, musical, suspense di Hitchcock, animazioni Disney e le galassie lontane lontane di Star Wars; e un ruolo importante l’ha avuto anche il romanticismo di Truffaut. Nel tempo sono diventata giornalista pubblicista; da Radio Incontro e il giornale locale La voce di Roma, passando per altri magazine cinematografici come Movieplayer e il blog al femminile Smackonline, ho capito che ciò che conta è avere una struggente passione per questo lavoro. D’altronde, viste le difficoltà e le frustrazioni che spesso s’incontrano, serve un grande amore per continuare.

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