AGATHA CHRISTIE – PERCHÉ NON L’HANNO CHIESTO A EVANS?

AGATHA CHRISTIE – PERCHÉ NON L’HANNO CHIESTO A EVANS?

Visibile dal 25 giugno su Sky Investigation e NOW, Agatha Christie – Perché non l’hanno chiesto a Evans? è un teso, gustoso adattamento dell’omonimo romanzo, di cui Hugh Laurie ricostruisce la sostanza dell’intreccio e soprattutto lo spirito.

Un quesito che si fa enigma

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Tra gli autori che in assoluto, nella letteratura novecentesca, hanno fatto registrare un interesse più costante da parte di cinema e televisione, Agatha Christie è stata oggetto di un recente, intenso revival. La grandeur di un regista come Kenneth Branagh – spalleggiato dal colosso Disney – ha attualizzato negli ultimi anni due classici come Assassinio sull’Orient Express e Assassinio sul Nilo; ma, poco prima, anche il francese Gilles Paquet-Brenner aveva voluto dire la sua nell’opera di recupero del lavoro della giallista, col cinico whodunit di Mistero a Crooked House, adattamento del romanzo del 1949 È un problema. Un rinnovato interesse, quello per le opere della scrittrice britannica, che negli ultimi anni ha coinvolto ovviamente anche il piccolo schermo; così, dopo le due miniserie targate BBC One Agatha Christie – La serie infernale e Un cavallo per la strega, ora è il turno di questa Agatha Christie – Perché non l’hanno chiesto a Evans? di approdare sui teleschermi, stavolta col patrocinio di un nome importante della televisione degli ultimi anni come quello di Hugh Laurie (noto volto di Dr. House). Proprio Laurie qui scrive, dirige e interpreta – in un piccolo ruolo – l’adattamento dell’omonimo romanzo del 1935, contando su due giovani, lanciati protagonisti come Will Poulter e Lucy Boynton. La miniserie in tre episodi, distribuita originariamente sulla piattaforma britannica BritBox, è arrivata in Italia tramite il canale Sky Investigation e la piattaforma NOW.

Due neo-detective in un pericoloso intrigo

Agatha Christie - Perché non l'hanno chiesto a Evans?, Will Poulter in una scena
Agatha Christie – Perché non l’hanno chiesto a Evans?, Will Poulter in una scena

Al centro della trama c’è il mistero originato dal ritrovamento di un uomo agonizzante, ai piedi di una scogliera della cittadina di Marchbolt, nel Galles; l’uomo, rinvenuto dal giovane Bobby Jones mentre questi stava facendo una battuta di golf, prima di spirare pronuncia le misteriose parole “Perché non l’hanno chiesto a Evans?”. Scosso dagli eventi, e stimolato dalla curiosità dell’amica d’infanzia Frances Derwent (detta Frankie), il giovane decide di andare a fondo nel mistero, ricostruendo il passato recente dell’uomo – il cui corpo è stato nel frattempo reclamato da familiari, e portato a Londra – e tentando di risalire all’identità del misterioso “Evans”. Il mistero si complica quando Bobby apprende dai giornali che la foto che aveva originariamente rinvenuto nella tasca del moribondo è stata sostituita con un’altra, che raffigura una donna molto più anziana di quella che il giovane aveva originariamente visto; così, sulla base di un’esile traccia – il nome dell’uomo che aveva vegliato il corpo del defunto, mentre lui andava a cercare aiuto – Bobby e Frankie decidono di recarsi a Londra, sempre più convinti che quello che sembrava un incidente sia in realtà un omicidio. Ma il loro interesse per il caso finirà per metterli, a loro volta, seriamente in pericolo.

Due efficaci caratterizzazioni

Agatha Christie - Perché non l'hanno chiesto a Evans?, Will Poulter e Lucy Boynton in un'immagine
Agatha Christie – Perché non l’hanno chiesto a Evans?, Will Poulter e Lucy Boynton in un’immagine

Adattando un lavoro avulso dalle saghe letterarie a cui maggiormente è collegato il nome di Agatha Christie (quelle dei Poirot, Miss Marple, Tommy e Tuppence), Hugh Laurie sceglie in questo Agatha Christie – Perché non l’hanno chiesto a Evans? la strada della sostanziale fedeltà al materiale originale, sia nell’ambientazione che nell’intreccio. Pochi sono gli scarti dalla storia narrata nel romanzo, tesi più che altro ad attualizzarne le premesse, e a favorire l’empatia spettatoriale verso la coppia protagonista; una coppia a cui Will Poulter e Lucy Boynton (che abbiamo visto di recente, rispettivamente, in Midsommar – Il villaggio dei dannati e Locked Down) donano un notevole spessore, con un affiatamento reciproco che ne fa un efficace e atipico duo di detective per caso. Un duo in qualche modo in grado di completarsi, con l’inquietudine – a volte apertasi in sconcerto e incredulità di fronte alla progressione degli eventi – dipinta sul volto del giovane Bobby (un ex marinaio in procinto di entrare in società con un amico a Londra, in conflitto col padre che vorrebbe per lui un futuro più sicuro) compensata dalla determinazione da femminista ante-litteram di Frankie, giovane nobile che a sua volta preoccupa la sua famiglia per i suoi atteggiamenti poco attenti all’etichetta. Caratterizzazioni non esenti da un certo grado di stereotipizzazione, a cui tuttavia i due attori danno sostanza con dialoghi quasi sempre arguti, capaci di adattarsi ai diversi registri narrativi che la storia attraversa.

La forza della scrittura e quella del cast

Agatha Christie - Perché non l'hanno chiesto a Evans?, Lucy Boynton, Will Poulter e Jonathan Jules
Agatha Christie – Perché non l’hanno chiesto a Evans?, Lucy Boynton, Will Poulter e Jonathan Jules in una scena

Divisa in tre episodi incastonati da una gustosa videosigla (in cui si registra anche una piccola citazione da Shining di Stanley Kubrick), Agatha Christie – Perché non l’hanno chiesto a Evans? restituisce nelle sue tre ore di durata la complessità dell’intreccio concepito da Agatha Christie, il piacere della tensione e del sempiterno meccanismo del whodunit, ma soprattutto lo sguardo sui suoi personaggi, tutti credibili e tutti, parimenti, passabili di orribili sospetti. Adottando uno schema usuale a molto cinema thriller moderno, la serie offre un enigmatico, breve prologo, di cui solo successivamente verrà svelato il contesto; un prologo comunque dal forte valore simbolico, che anticipa la cinica amoralità che verrà poi rivelata nel personaggio (e nell’ambiente) ritratto. La tensione dei tre episodi resta sempre alta, sorretta dall’efficace ricostruzione del ricco intreccio costruito da Agatha Christie, che da una cittadina costiera si sposta nel cuore di Londra e poi in un nuovo villaggio, tra un’ambigua villa abitata da una famiglia disfunzionale, e un’ancor più inquietante clinica psichiatrica, che sembrerebbe avere un ruolo non secondario nell’enigma. Proprio all’interno di quest’ultima, lo stesso Hugh Laurie si ritaglia un efficace e disturbante piccolo ruolo (quello dello psichiatra James Nicholson); una caratterizzazione che si va ad aggiungere a un cast che comprende anche i volti di due veterani come Emma Thompson e Jim Broadbent, a impersonare i simpatici genitori di Frankie, Lady e Lord Marcham.

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Attualizzare senza tradire

Agatha Christie - Perché non l'hanno chiesto a Evans?, Lucy Boynton in una scena
Agatha Christie – Perché non l’hanno chiesto a Evans?, Lucy Boynton in una scena

Non priva di momenti di humour all’insegna dell’understatement, ma soprattutto sorretta da una tensione costante – che unisce efficacemente l’attenzione alla risoluzione del caso alla preoccupazione per le sorti dei due protagonisti – Agatha Christie – Perché non l’hanno chiesto a Evans? restituisce bene la complessità (ma anche lo sguardo tutt’altro che banale sulla società del suo tempo) che permea la narrativa della scrittrice britannica. L’approccio alla storia originale, da parte del regista, è privo di chissà quali guizzi personali, teso più che altro a rendere correttamente il contesto e a fornire uno sfondo efficace – favorito in questo da un’azzeccata scelta delle location – per il meccanismo a orologeria concepito da Agatha Christie. La conclusione potrebbe risultare forse leggermente più “moralista” di quella del romanzo, ma si tratta in fondo di una discrepanza secondaria: più che nella letteralità della successione degli eventi, la fedeltà della serie di Hugh Laurie al suo materiale originale va ricercata nello spirito (e nella sua capacità di renderlo accattivante per lo spettatore del 2022). In questo senso, l’operazione può dirsi senz’altro riuscita.

Perché non l'hanno chiesto a Evans?, la locandina

Scheda

Titolo originale: Why Didn't They Ask Evans?
Regia: Hugh Laurie
Paese/anno: Regno Unito, Stati Uniti / 2022
Durata: 174’
Genere: Thriller, Giallo
Cast: Alistair Petrie, Emma Thompson, Jim Broadbent, Lucy Boynton, Maeve Dermody, Richard Dixon, Will Poulter, Amy Nuttall, Benedict Wolf, Christian Patterson, Daniel Ings, Hugh Laurie, Joshua James, Leon Ockenden, Miles Jupp, Morwenna Banks, Nia Trussler Jones, Nicholas Asbury, Nicholas Banks, Patrick Barlow, Paul Whitehouse
Sceneggiatura: Hugh Laurie
Fotografia: Mika Orasmaa, John de Borman
Montaggio: Belinda Cottrell, Ian Farr
Musiche: Harry Escott
Produttore: Claire Jones, Andrew Wood
Casa di Produzione: Agatha Christie Productions, Mammoth Screen
Distribuzione: Sky / NOW

Data di uscita: 25/06/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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