THOR: LOVE AND THUNDER, NATALIE PORTMAN SVELA I SEGRETI DELLA SUA MIGHTY THOR

THOR: LOVE AND THUNDER, NATALIE PORTMAN SVELA I SEGRETI DELLA SUA MIGHTY THOR

A ridosso dell’uscita in sala di Thor: Love and Thunder, nuovo capitolo delle avventure del dio del tuono diretto da Taika Waititi, Natalie Portman ha parlato coi giornalisti del suo personaggio, e dell’evoluzione che questo ha subito dalla sua prima apparizione sullo schermo.

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Thor: Love and Thunder è appena approdato sullo schermo, riproponendo l’impostazione divertita, pop e sanamente folle che Taika Waititi, fin dal suo primo approccio al personaggio (col precedente Thor: Ragnarok) aveva portato all’interno del Marvel Cinematic Universe. Tra i punti che più incuriosivano di questo nuovo film c’era il ritorno del personaggio di Jane Foster interpretato da Natalie Portman, che era stato assente dalla saga dal secondo capitolo, da quel Thor: The Dark World che risaliva addirittura al 2013.

Ora, il ritorno del personaggio nove anni dopo – in quello che qui diventa un doppio ruolo, ovvero quello della scienziata Jane e quello della nuova supereroina Mighty Thor – ha permesso alla Portman di esplorare nuovi aspetti e lati prima sconosciuti del suo carattere; un’evoluzione che corre parallela a quella di una love story – col protagonista interpretato da Chris Hemsworth – che ovviamente si riaccenderà molto rapidamente. Aspetti che l’attrice ha sviscerato nella conferenza stampa di presentazione del film, tenutasi stamattina a Roma.

Thor: Love and Thunder, Natalie Portman e Chris Hemsworth in una sequenza
Thor: Love and Thunder, Natalie Portman e Chris Hemsworth in una sequenza del film

Lo humour è uno dei tratti distintivi del film. Quant’è stato importante trovare questa chiave, in questo nuovo capitolo della saga?
Natalie Portman: Lavorare con Taika è una grande gioia, lui porta sul set creatività e spontaneità, ed è ciò che vuole da tutti noi. E inoltre, lui non ha mai mancato di ricordare l’importanza di affrontare la vita con un po’ di umorismo: ne abbiamo tutti bisogno, abbiamo bisogno di ridere e di un momento di gioia. Voglio aggiungere che Taika ha un senso dell’umorismo che mostra sempre rispetto nei confronti degli altri; è un umorismo che non ti fa ridere mai a spese di qualcuno. Credo che sia un segno di intelligenza avere questo modo gentile di ridere. È un senso dell’umorismo surreale, assurdo ma generoso, a cui si abbinano sempre grandi emozioni.

Il tuo è un personaggio forte e insieme vulnerabile: ha un grande senso umano ma contemporaneamente è un personaggio tosto, forte.
Sì, ed è quello che amo più di tutto, nel personaggio. Trovo difficile, in generale, rapportami con figure che sono sempre e solo dure, in ogni momento della vita; ammiro chi ha queste qualità, ma non mi appartengono. Jane invece è più vera ma a suo modo anche più femminista; è una donna che ha paure e debolezze, ma al contempo è dura e tosta. Questo mi piace di lei.

Quanta importanza ha il fatto che proprio lei prenda il martello di Thor, in questo momento in cui il cinema pare riscoprire l’importanza dei personaggi femminili?
È importante vedere come ora siano di più in termini numerici le supereroine, rispetto a prima; ma non basta ancora. Si sarebbe portati a dire che questa proliferazione ha dell’incredibile, ma in realtà non dovremmo sorprendercene: anzi, dovrebbe essere la norma. Qui poi c’è anche Tessa, quindi siamo un po’ una squadra al femminile. È un messaggio importante anche per i bambini e per i ragazzi, questo: loro devono potersi riconoscere in supereroi di ogni genere. Quand’ero bambina io, per dire, di supereroina donna ce n’era una sola, ora per fortuna ne abbiamo di più.

Thor: Love and Thunder, Tessa Thompson e Natalie Portman in una scena
Thor: Love and Thunder, Tessa Thompson e Natalie Portman in una scena del film

Si è già parlato dello humour presente nel film. C’è una sequenza in cui non riuscivate a smettere di ridere, mentre giravate?
Spesso è stato difficile non ridere, in certi momenti era proprio una sfida. Ciò grazie all’umorismo brillante di Taika, di Tessa e anche di Chris; ma a dire il vero non riesco a pensare a una scena in particolare, questo è stato vero per la maggior parte delle scene girate. Ma la cosa incredibile è che questi momenti umoristici si trovano anche nelle scene drammatiche del film: questo perché Taika continuava a mescolare i toni, a provare e a sperimentare.

Nel film c’è il superamento del dolore visto come crescita personale. Come ti sei rapportata a questo aspetto della storia?
L’aspetto che più mi piace del film è proprio il fatto che sia Jane che Thor debbano affrontare delle sfide enormi, che portano anche a timori e paure. Lei deve trovare un senso nella vita, e deve ritrovare anche l’amore.

Il tuo personaggio è stato introdotto dieci anni fa e ha subito un’evoluzione notevole. Cosa ne pensi del suo viaggio, e cosa ti aspetti dal suo futuro?
Per me è stato un viaggio entusiasmante. Dieci anni fa, poter interpretare la parte di un’astrofisica in un film di quelle dimensioni è stato straordinario. Il fatto che ci sia stato questo tipo di personaggio, una scienziata astrofisica, ha rappresentato una vera e propria svolta: ancora oggi sono troppo poche le ragazze che scelgono di studiare ingegneria, matematica, e le scienze in generale. Proprio per sostenere le ragazze che scelgono questi campi, recentemente, la Marvel ha avviato un programma apposito. Nel 2011 è stata un’idea rivoluzionaria quella di un personaggio che fosse insieme astrofisica e supereroe. E poi, mentre giravamo questo film ho festeggiato i 40 anni; ed è stato bello che abbiano scelto di dare questo ruolo a una madre di due bambini, un’ebrea 40enne che si trasforma in supereroina. Sull’eventuale evoluzione del personaggio, sinceramente al momento non saprei dire.

Thor: Love and Thunder, Natalie Portman in una scena
Thor: Love and Thunder, Natalie Portman in una scena del film

Come ti sei approcciata a questa nuova versione di Jane, e come hai deciso di caratterizzare questa sua evoluzione da scienziata a Mighty Thor?
Ci sono stati diversi fattori che hanno contribuito. Ho studiato molto e ho riflettuto sul personaggio, sulle sue sfide: quando sono arrivata sul set, poi, ho capito che in realtà dovevo lasciarmi tutto alle spalle. Dovevo improvvisare parecchio, perché era questo che Taika voleva. Bisognava lasciarsi andare ed essere aperti di mentalità; è stata una lezione, per me, e nel momento in cui ci sono riuscita è andata bene.

Devi quindi avere sempre tutto sotto controllo, nel tuo lavoro di attrice?
Non è proprio così, ma mi piace essere preparata, quello sì. Comunque, alla fine stavamo parlando di alieni, quindi in qualche modo dovevamo ritrovare il senso del nostro lavoro, cioè il gioco. Tenete presente che molte scene le giravamo agitando armi finte contro l’aria: per riuscire a fare questo, dovevamo ricordarci com’eravamo a 5 anni, recuperare la dimensione del gioco. In fondo è questa l’essenza del nostro lavoro.

Quali sfide ti attirano di più, in questo punto della tua carriera? Farai ancora una regia?
Spero di riuscire a tornare alla regia, ma non posso ancora parlarne, per il momento. Ho voglia di nuove sfide, certo. Voglio continuare a esplorare diverse modalità di espressione, a pensare a come poter usare la mia “voce” in modi diversi: ora sto lavorando come produttrice a una serie dal titolo Lady in the Lake, per Apple TV+. Per anni sono stata come l’acqua in un contenitore che la plasma, che le dà la forma. Ma ora vorrei essere invece colei che crea il contenitore.

Thor: Love and Thunder le prime reazioni
Un momento di Thor: Love and Thunder

E cosa vorresti dire, precisamente, con questa tua voce? Quali sono i temi che ti stanno a cuore?
A me interessa molto l’esperienza e il punto di vista delle donne. Sono stata influenzata da scrittrici italiane come Natalia Ginzburg ed Elena Ferrante; la loro è una prospettiva che trovo rivoluzionaria, innovativa. Mi interessa aver modo di esplorare e portare alla luce l’esperienza delle donne: per me scrittrici come loro hanno rappresentato un vero momento di rivelazione.

Quali messaggi del film, secondo te, sono importanti per i giovani? Quali insegnamenti tenti di trasmettere ai tuoi figli?
In questo film Taika ci tiene a esplorare l’amore in tutte le sue forme, ed è questo ciò che ritengo sia la cosa più bella: l’amore romantico, quello tra genitori e figli, quello per i propri amici, l’amor proprio e quello per il proprio lavoro. È questo che dà senso all’esistenza. Per quanto riguarda gli insegnamenti, io ai miei figli cerco di trasmettere l’empatia e la compassione, ma non credo di doverglieli insegnare io, questi concetti: loro sono già così. E poi, cerco di spronarli a essere sempre curiosi, e ad amare ciò che fanno.

Thor: Love and Thunder, Chris Hemsworth e Natalie Portman in una scena
Thor: Love and Thunder, Chris Hemsworth e Natalie Portman in una scena del film

È più gratificante interpretare un personaggio drammatico in un film drammatico, o un personaggio della Marvel in un film come questo?
Ogni film presenta sfide e opportunità di soddisfazione. In generale, nella mia carriera ho interpretato più ruoli drammatici che comici; ma anche recitare in questi ultimi è stata un’esperienza che ho trovato divertente e molto creativa. In generale, mi piace portare una prospettiva più profonda nei ruoli comici, e introdurre invece aspetti di spontaneità in quelli drammatici.

Nel film, Jane ricorda che sua madre le diceva “mai smettere di lottare”. Quante volte, nella tua carriera, hai dovuto ripetere a te stessa questa frase?
Non so se ho mai pronunciato davvero parole del genere. Quando mi sento giù, però, c’è sempre dentro un moto di rivalsa. In trent’anni di carriera ci sono stati momenti del genere, momenti in cui ho ricevuto critiche negative, in cui è stato difficile trovare dei ruoli, e in generale momenti di infelicità; ciò mi ha portato a provare tristezza e un po’ di autocommiserazione. Ma poi lo scatto era sempre: “Ora ti mostro cosa so fare”. Credo che questo sia istinto di sopravvivenza, e anche un modo sano per sopravvivere. E poi, a ben vedere, queste sono sfide minime, rispetto a ciò che hanno dovuto affrontare invece le generazioni passate.

Jane Foster nel film pare non aver paura di niente. Invece Natalie Portman di cosa ha paura, nel periodo storico che stiamo vivendo?
Io ho paura di tante cose, praticamente di tutto: del Covid, delle armi, delle folle. Jane Foster invece sì che è una donna davvero coraggiosa.

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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