È STATO TUTTO BELLO – STORIA DI PAOLINO E PABLITO

È STATO TUTTO BELLO – STORIA DI PAOLINO E PABLITO

Dopo C’è tempo, Walter Veltroni torna in questo È stato tutto bello - Storia di Paolino e Pablito al linguaggio del documentario, per raccontare Paolo Rossi. In questo caso, però, oltre alla memoria storica prova a recuperare anche quella privata, offrendo il ritratto di un uomo sereno con se stesso e con la vita che ha costruito. Un percorso, dunque, non innovativo ma che trova nuova vitalità nel perseguire il sentimento. In sala nelle giornate del 19, 20 e 21 settembre.

Uno straordinario uomo normale

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Ci sono delle persone che sembrano nascere con un marchio di normalità ben impresso. Una sorta di destino preannunciato che sembra inevitabilmente diretto verso una sorta di trasparenza sociale. Paolo Rossi sembrava proprio essere uno di loro. A confermarlo c’erano degli elementi piuttosto chiari come un nome comune e un fisico che passava inosservato. Eppure, nonostante dei segnali quasi inequivocabili, la sua storia ha virato nettamente verso i territori della notorietà e della fama. Due elementi che, però, non sono stati certo momentanei o definiti da un tempo ben preciso ma, piuttosto, determinati da un’eternità mitologica.

Può sembrare un’affermazione esagerata ma, effettivamente, nel 1982 Paolo Rossi è riuscito a scrivere il suo nome nella storia dello sport e nella cultura di un intero paese. Un successo che quest’uomo semplice, dotato di un sorriso aperto e di una naturale dolcezza, non ha certo cercato ma ha vissuto con tutta la naturalezza di chi non ha mai pensato di aver compiuto un’impresa eccezionale. Tutto questo, emozioni comprese, traspare perfettamente dal docufilm diretto da Walter Veltroni È stato tutto bello – Storia di Paolino e Pablito, il cui scopo è stato raccogliere la sfida di andare oltre l’immagine sportiva, ormai ben nota, per metterla a confronto con quella più privata e poco esibita. In questo modo, dunque, Paolino e Pablito sembrano costruire un dialogo a due voci volto a definire il ritratto armonico di un uomo normale destinato alla straordinarietà.

Storia privata

È stato tutto bello - Storia di Paolino e Pablito, un'immagine di repertorio dal docufilm
È stato tutto bello – Storia di Paolino e Pablito, un’immagine di repertorio dal docufilm di Walter Veltroni

Per offrire agli spettatori una visuale più ampia e completa che comprendesse persona e personaggio, Veltroni ha organizzato la struttura narrativa di È stato tutto bello – Storia di Paolino e Pablito su due diversi piani di svolgimento: uno privato e l’altro pubblico. Elementi che, però, non sono mai avulsi l’uno dall’altro ma si intersecano e si contaminano come dei vasi comunicanti. Allo stesso modo, poi, vengono scelte anche delle voci narranti diverse o delle guide affettive capaci di dare voce a Paolino o Pablito, laddove per lui non è possibile intervenire con la propria. Ecco, dunque, che le prime immagini portano nella quotidianità semplice, fatta di piccoli gesti e momenti di svago, di una comunità di provincia e di una normalissima famiglia italiana degli anni cinquanta. La voce guida è quella di Rossano, fratello maggiore di Paolo che, in un viaggio a ritroso nella memoria, torna a giocare a pallone in un campo di ulivi o a correre in bicicletta in compagnia di quel bambino gracile ma eccezionale con cui condivideva la passione del calcio.

Tra le sue parole, che creano un brivido per la timbrica molto simile a quella del fratello, fa la prima comparsa quel Paolino, pieno di vita e voglia di giocare capace, già da ragazzino, di scartare tutti gli avversari. Anche se erano immobili e granitici come i tronchi di ulivo tra cui correva con la palla al piede. Un periodo in cui la fama e la gloria degli stadi è ancora lontana ma è già chiaro come questo ragazzino debba lavorare duramente per meritare tutto quello che verrà. Un concetto, questo, che il film evidenzia immediatamente prendendosi il giusto tempo per comprendere cause e motivazioni. Correre verso gli anni del mondiale in Spagna, infatti, sarebbe stato facile ma non funzionale all’andamento del racconto e, soprattutto, allo scopo ultimo del progetto, volto a consegnare un ritratto dell’uomo e non solo del mito.

Storia condivisa

È stato tutto bello - Storia di Paolino e Pablito, una foto d'epoca del docufilm
È stato tutto bello – Storia di Paolino e Pablito, una foto d’epoca del docufilm di Walter Veltroni

Con passo cadenzato, dunque, il film lascia la sfera esclusivamente privata e poco nota per toccare e fondersi con quella universale e condivisa. Anche in questo caso, però, Veltroni sceglie la via del sentimento e della conoscenza lasciando agli amici e compagni di squadra di sempre il compito di raccontare ancora una volta l’uomo. Al di là dei fatti che sono entrati nell’immaginario di un paese intero e che ancora oggi portano con se tutta la forza vitale di quel momento, Antonio Cabrini e Marco Tardelli hanno lo scopo di dare voce al ricordo di Paolino che, per il mondo, diventa Pablito. Oggi, dopo quarant’anni da quella vittoria, però, sembra chiaro che si tratti esattamente della stessa persona. Quella che giocava tra gli ulivi in un campo immaginario in provincia di Prato, che era stata salutata dal mondo del calcio come un talento raro e che aveva subito una caduta dall’Olimpo potenzialmente rovinosa. Per quell’uomo i mondiali di Spagna rappresentano la rinascita personale. Lo stesso sentimento che accomuna il paese che rappresenta. Lo stesso che grazie a quella vittoria si riscopre unito e vitale. In quel preciso istante, dunque, nasce il mito di Paolo Rossi, goleador del mondiale dell’82.

Una leggenda che, però, Cabrini e Tardelli non ricostruiscono. Piuttosto, attraverso i loro ricordi, continuano quel dialogo d’amore iniziato da Rossano in un fluire unico di emozioni. Così, attraverso le parole di fratelli di sangue e fratelli di vita, l’immagine di Paolo si fa sempre più nitida. A definirla completamente, poi, il racconto finale della moglie e il ricordo delle sue due bambine. Insieme ricostruiscono il dolore, la perdita e la forza della memoria. Elementi che, forse, non dovrebbero mai toccare il racconto di un mito, ma che fanno parte della storia personale degli uomini. In questo modo, dunque, Veltroni consegna con È stato tutto bello – Storia di Paolino e Pablito un docufilm certo non innovativo dal punto di vista strutturale e narrativo, ma dal motore insolito: quello del sentimento.

È stato tutto bello - Storia di Paolino e Pablito, la locandina del film

Scheda

Titolo originale: È stato tutto bello – Storia di Paolino e Pablito
Regia: Walter Veltroni
Paese/anno: Italia / 2022
Durata: 107’
Genere: Documentario, Biografico, Sportivo
Cast: Mirco Pestelli, Gianmarco Piccione, Leonardo Turco, Rossano Rossi, Federica Cappelletti, Marco Tardelli, Antonio Cabrini, Paolo Rossi, Giuseppe Bergomi
Sceneggiatura: Walter Veltroni
Fotografia: Luca Ciuti
Montaggio: Gabriele Gallo
Musiche: Danilo Rea
Produttore: Carlo Degli Esposti, Nicola Serra
Casa di Produzione: Sky Italia, Vision Distribution, Palomar
Distribuzione: Vision Distribution

Data di uscita: 19/09/2022

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Tiziana Morganti
Fin da bambina, ho sempre desiderato raccontare storie. Ed eccomi qui, dopo un po’ di tempo, a fare proprio quello che desideravo, narrando o reinterpretando il mondo immaginato da altri. Da quando ho iniziato a occuparmi di giornalismo, ho capito che la lieve profondità del cinema era il mio luogo naturale. E non poteva essere altrimenti, visto che, grazie a mia madre, sono cresciuta a pane, musical, suspense di Hitchcock, animazioni Disney e le galassie lontane lontane di Star Wars; e un ruolo importante l’ha avuto anche il romanticismo di Truffaut. Nel tempo sono diventata giornalista pubblicista; da Radio Incontro e il giornale locale La voce di Roma, passando per altri magazine cinematografici come Movieplayer e il blog al femminile Smackonline, ho capito che ciò che conta è avere una struggente passione per questo lavoro. D’altronde, viste le difficoltà e le frustrazioni che spesso s’incontrano, serve un grande amore per continuare.

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