ANDOR 1X01 – 1X03

ANDOR 1X01 – 1X03

Creata da Tony Gilroy

Dopo il successo ottenuto da Rogue One, Tony Gilroy riprende la narrazione per firmare un prequel incentrato sulla figura di Cassian Andor. Un personaggio che gestisce distanziandosi apparentemente dalla tradizione eroica di Star Wars. Il suo valore più grande, infatti, è proprio l’assenza di quella Forza che ogni dubbio sembra fugare, lasciandolo a un confronto continuo con se stesso e ai suoi limiti. I primi tre episodi sono disponibili dal 21 settembre su Disney+.

L'inizio della ribellione

Pubblicità

Quando viene lanciato un nuovo capitolo legato alla narrazione di Star Wars, è un riflesso quasi immediato porsi delle domande sul tipo di realizzazione. La prima, e forse la più importante, riguarda la sua correlazione con un mondo dalle forme e dalle atmosfere ben precise. In sostanza, dunque, ci si chiede quanto il nuovo prodotto sarà in grado d’inserirsi in un flusso narrativo ben preciso. Una questione che è stata sollevata anche per Andor, nuova sere tv legata al mondo di Guerre Stellari e disponibile su Disney+ dal 21 settembre. La visione del trailer, infatti, aveva fatto intuire che le atmosfere e, soprattutto, la gestione del personaggio, sarebbero state in qualche modo diverse. Due elementi che, effettivamente, vengono messi in chiaro immediatamente durante i primi tre episodi attualmente in streaming. Prima di addentrarci nell’analisi più specifica di alcuni particolari, però, è bene collocare la vicenda dal punto di vista strettamente temporale.

Andor, infatti, può essere tranquillamente considerato come il prequel di Rogue One: A Star Wars Story, quell’unico film che, ottenendo un grande consenso da parte del pubblico e della critica, va a colmare una zona narrativa fatta di ombre e grandi vuoti. Nello specifico stiamo parlando del periodo che s’inserisce tra la prima e la seconda trilogia in cui si va formando il potere di Palpatine e dell’Impero, mentre si fanno sentire i primi moti rivoluzionari dei pianeti assoggettati. Un lasso temporale, dunque, particolarmente fertile dal punto di vista narrativo perché ancora non pienamente sperimentato. Non è un caso, dunque, che proprio in seguito al successo di Rogue One, lo sceneggiatore Tony Gilroy torni a confrontarsi con questa materia firmando anche lo script di Andor. In effetti, la serie tv riprende proprio le gesta del protagonista del film conosciuto nelle vesti di un ufficiale della ribellione e interpretato da Diego Luna. Ma com’è arrivato Cassian ad assumere questo ruolo? Qual è il passato che lo tormenta e le azioni precedenti in grado di tracciare una strada così netta? Questi sono gli interrogativi cui ha voluto rispondere Gilroy e che oggi danno vita a una serie tv che, in apparenza, sembra distaccarsi dal resto della materia galattica ben conosciuta. Attenzione, però, quest’apparente allontanamento potrebbe essere solo formale e sicuramente non negativo.

Cassian, un uomo in fuga da se stesso

Andor, Diego Luna e Latesha Wilson in una scena della serie
Andor, Diego Luna e Latesha Wilson in una scena della serie Disney+

L’elemento che maggiormente sembra creare un distacco immediato con il resto del materiale di Star Wars è, senza alcun dubbio, il protagonista. Rispetto alle altre figure centrali della vasta narrazione, infatti, ci troviamo di fronte a un personaggio i cui tratti sono fortemente ambigui. Le sue azioni, infatti, sono mosse sempre da un’inquietudine interiore che nasce da un passato ancora irrisolto. L’animo, invece, è quello di un giovane uomo costantemente in contrasto e ribellione. Ciò, però, che lo contraddistingue maggiormente è la mancanza di una causa e di una consapevolezza interiore che possano giustificare le sue azioni agli occhi del pubblico. Nonostante questo, l’aggirarsi sempre ai margini, il giocare spesso in una costante ambiguità caratteriale in un continuo passaggio tra ombre e luci lo rendono sicuramente una delle figure più interessanti apparse negli ultimi tempi all’interno dell’universo di Star Wars.

Ovviamente, essere a conoscenza di come sarà il suo sviluppo successivo rende più semplice il processo dell’immedesimazione. Nonostante questo, però, l’elemento di maggior fascino che lo caratterizza è l’apparente assenza di uno schieramento netto. Nonostante la filosofia di Guerre Stellari ci abbia sempre insegnato come in ogni essere umano la Forza possa avere un’accezione positiva e negativa, cadendo nella possibilità di una contaminazione, Andor rende questa dualità di fondo molto più concreta. Di fatto Cassian, a differenza di Luke o Obi-Wan Kenobi, non è baciato da nessun tipo di talento eccezionale, e la Forza in lui non scorre potente. Il che vuol dire che ci troviamo di fronte a un semplice essere umano che, lottando con i suoi stessi limiti, dovrà trovare in modo del tutto autonomo la forza e la volontà di aderire a una causa.

Stellan Skarsgård, il mentore e l’allievo

Andor, Stellan Skarsgård in una scena della serie
Andor, Stellan Skarsgård in una scena della serie Disney+

Come è stato accennato, però, le differenze sembrano essenzialmente formali e, forse, sono meno profonde di quanto non sembri a un primo sguardo. Dopo due episodi volti a creare le basi narrative per l’effettivo avvio della vicenda, entra in scena il personaggio di Luthen Rael, interpretato da Stellan Skarsgård. La sua presenza in qualche modo riporta Andor verso un’organizzazione e struttura interna tipica delle origini. Anche se non ammantato dei poteri e del mistero di un maestro jedi, Rael si presenta fin dalle prime immagini come l’uomo destinato a essere una guida per Cassian. Una sorta di figura paterna mai conosciuta dove si sommano saggezza e principi, ma anche amore per l’avventura e astuzia. In questo modo, dunque, l’impianto della sceneggiatura ripropone ancora un rapporto famigliare, una sorta di confronto tra maestro e allievo dai toni decisamente meno soffusi e filosofici.

Lo scopo di quest’uomo misterioso è portare Cassian Andor dalla parte di una ribellione che sta formando le file, sfruttando la sua capacità di resistere e di sopravvivere. Un rapporto che, probabilmente, non ha nessun tipo di fondamento affettivo ma che si basa su una mutua collaborazione e su un insegnamento pratico non privo di errori. Per assistere al loro incontro si dovrà attendere la parte centrale del terzo episodio, ma l’entrata in scena di Skarsgård è stata costruita con particolare attenzione per l’effetto sorpresa e per l’effettivo avvio dell’azione. La sua presenza, infatti, è legata a un momento di scontro e a una prima frenetica fuga. Due elementi che lasceranno un segno in tutti i personaggi coinvolti, e che portano lo spettatore a chiedersi che impatto abbia avuto tutto questo sui protagonisti coinvolti. Un presupposto e un finale ottimo, per una serie che promette di non deludere.

Andor, la locandina della serie

Scheda

Titolo originale: Andor
Creata da: Tony Gilroy
Regia: Susanna White, Benjamin Caron, Toby Haynes
Paese/anno: Stati Uniti / 2022
Genere: Drammatico, Avventura, Fantascienza, Azione
Cast: Alastair Mackenzie, Luiza Mesquita Maia, Noof Ousellam, Anton Valensi, Antonio Viña, Genevieve O'Reilly, Lee Boardman, Belle Swarc, Latesha Wilson, Stephen Wight, Caroline Green, Tim Faraday, Adria Arjona, Alex Ferns, Clemens Schick, Dave Chapman, Diego Luna, Margaret Clunie, Stellan Skarsgård, Wilf Scolding
Sceneggiatura: Tony Gilroy, Dan Gilroy, Beau Willimon, Stephen Schiff
Fotografia: Damián García, Adriano Goldman, Frank Lamm
Montaggio: Tim Porter, John Gilroy, Frances Parker
Musiche: Nicholas Britell
Produttore: David Meanti, Michael A. Garcia, Ally O'Leary, Diego Luna, Kathleen Kennedy, John Gilroy, Tony Gilroy, John Hampian, Kate Hazell
Casa di Produzione: Lucasfilm
Distribuzione: Disney+

Data di uscita: 21/09/2022

Pubblicità

Trailer

Dagli stessi registi o sceneggiatori

Pubblicità
Tiziana Morganti
Fin da bambina, ho sempre desiderato raccontare storie. Ed eccomi qui, dopo un po’ di tempo, a fare proprio quello che desideravo, narrando o reinterpretando il mondo immaginato da altri. Da quando ho iniziato a occuparmi di giornalismo, ho capito che la lieve profondità del cinema era il mio luogo naturale. E non poteva essere altrimenti, visto che, grazie a mia madre, sono cresciuta a pane, musical, suspense di Hitchcock, animazioni Disney e le galassie lontane lontane di Star Wars; e un ruolo importante l’ha avuto anche il romanticismo di Truffaut. Nel tempo sono diventata giornalista pubblicista; da Radio Incontro e il giornale locale La voce di Roma, passando per altri magazine cinematografici come Movieplayer e il blog al femminile Smackonline, ho capito che ciò che conta è avere una struggente passione per questo lavoro. D’altronde, viste le difficoltà e le frustrazioni che spesso s’incontrano, serve un grande amore per continuare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.