FALLA GIRARE

FALLA GIRARE

Falla girare, secondo film da regista di Giampaolo Morelli, è una scatenata, a tratti irresistibile action comedy in salsa distopica, che mescola l’afflato ruspante e “partenopeo” della storia con una trama che guarda al road movie e al cinema d’azione di Hong Kong degli anni ‘80.

(La) Maria non deve morire

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Parallelamente a una carriera di attore segnata soprattutto dalla notorietà conquistata con la celebre L’ispettore Coliandro, e alle esperienze da sceneggiatore a fianco dei Manetti Bros. (l’ultima con l’irresistibile Song’e Napule, del 2014), Giampaolo Morelli aveva fatto il salto dietro la macchina da presa circa due anni fa, con la rom-com 7 ore per farti innamorare. Un esordio, quello di Morelli, i cui risultati erano stati influenzati in modo negativo dall’appena iniziata pandemia, che ne aveva limitato in parte la visibilità; un’esperienza a cui ora l’attore/regista fa seguire, affidandosi alla distribuzione di Prime Video, un’opera seconda molto diversa – seppur dal tocco comico, in parte, affine. Già l’idea di partenza di questo Falla girare, in fondo – almeno nel contesto dell’attuale cinema italiano – è da premiare: il film di Morelli si propone infatti di unire il filone dell’action distopico, il road movie e la commedia, immaginando un futuro in cui un misterioso virus ha decimato tutte le piantagioni di marijuana del mondo, sottraendo alla gente un’importante fonte di felicità. Quasi tutte, invero: a imbattersi in quello che sembra essere l’ultimo esemplare di piantina maschio rimasto, infatti, è il giornalista Guglielmo (col volto di Ciro Priello), mandato dal suo editore a intervistare il vanesio influencer Nando (interpretato dallo stesso regista). Quando i due trovano per caso la piantina nel giardino di Nando, si imbarcano in un viaggio con destinazione Vaticano: nei giardini papali, infatti, dovrebbe trovarsi l’unico esemplare femmina di canapa, capace di dare origine ai semi che potrebbero permettere alla pianta di moltiplicarsi di nuovo. Ad accompagnarli ci sarà il folle e simpatico fratello di Nando, un ingenuo spacciatore e una poliziotta infiltrata; a contrastarli, una spietata banda di trafficanti composta da italiani e cinesi.

Una miscela ben dosata

Falla girare, Giampaolo Morelli, Fabio Balsamo e Ciro Priello in una sequenza
Falla girare, Giampaolo Morelli, Fabio Balsamo e Ciro Priello in una sequenza del film

Un po’ a sorpresa, il mix di generi che contraddistingue Falla girare funziona complessivamente bene, rivelando un regista che mostra di conoscere tanto i modelli del road movie e del buddy movie americani – qui traslati nel centro-sud italiano, tra la periferia di Napoli e il Vaticano – quanto la nostra commedia degli anni migliori, pur opportunamente aggiornata ai tempi; e lo fa andando a innestare su questo terreno una trama che potrebbe essere uscita, senza grosse modifiche, da una action comedy di Hong Kong degli anni ‘80. Il prologo del film, in effetti, promette faville e fuochi d’artificio quanto ad azione, prima che il film si prenda il suo tempo per rallentare, delineando per tutta la sua prima parte il contesto distopico della trama, e costruendo con una certa attenzione l’architettura dell’intreccio. La comicità di Falla girare, nel suo carattere sboccato e spesso scorretto (il film non risparmia stoccate al pietismo verso i disabili – con qualche estemporanea citazione da Rain Man – né battute che riprendono in chiave comica alcuni stereotipi sulle persone cinesi) funziona perché quasi sempre lega la gag al contesto, evitando di mandare in vacca la narrazione e la sua coerenza in favore della singola trovata. Siamo dalle parti di un approccio comico che confina con la satira, forte della solida idea di partenza ma anche di una sceneggiatura che ben delinea i “tipi” rappresentati dai personaggi (l’intellettuale serioso che si sente investito da una missione, il bullo dal cuore d’oro, la talpa con problemi di coscienza, il candido capace di inaspettate risorse) riuscendo a costruire un ensemble tanto improbabile quanto narrativamente forte e a tratti irresistibile.

Risate epiche

Falla girare, Jun Ichikawa con la sua banda in una sequenza
Falla girare, Jun Ichikawa con la sua banda in una sequenza del film

Si ride molto, per tutta la prima parte di Falla girare, in un viaggio esilarante che si dipana tra improbabili posti di blocco, incontri fatali (quello con la poliziotta interpretata da Laura Adriani), le istruzioni di un vecchio e saggio maestro del crimine (un insolitamente autoironico Michele Placido) e un rocambolesco piano di furto a metà tra un grottesco clone di Ocean’s Eleven e I soliti ignoti. Poi, la componente action del film prende il sopravvento, senza tuttavia far sentire troppo lo stacco di atmosfere con la prima parte, dando al tutto addirittura un afflato (virgolette d’obbligo) “epico”: in fondo, la missione di cui lo scalcagnato gruppo è investito è quella di riportare la felicità sul pianeta, facendo scendere finalmente quel numero di suicidi che il serio Guglielmo, un po’ compulsivamente, continua a controllare sul suo cellulare. In mezzo, c’è la giusta dose di spessore nascosto sotto la scorza “tamarra” di un personaggio che in realtà percepisce se stesso come un perdente, una love story semplice ma perfettamente funzionale alla trama (doppio gioco compreso) e persino una breve parabola di tradimento e redenzione (evitiamo di rivelare riguardo a quale personaggio); oltre a ciò, una banda di cattivi col giusto quid, capitanata dai sempre validi Leopoldo Mastelloni e Jun Ichikawa. La conclusione appare un po’ affrettata – e forse improbabile per gli sviluppi che presenta per i protagonisti – così come improbabili risultano certi passaggi del rapporto tra il personaggio di Morelli e quello della Adriani – specie in riferimento alla copertura di quest’ultima. Resta la simpatia indubbia di tutta l’operazione, oltre al carattere genuinamente popolare che la informa; un carattere che conferma l’affinità tra la libertà del mai dimenticato cinema di Hong Kong anni ‘80 e ‘90 (citato in tutta la parte finale) e l’afflato “partenopeo” dell’intera storia. Un’affinità che speriamo il nostro cinema sfrutti ancora.

Falla girare, la locandina

Scheda

Titolo originale: Falla girare
Regia: Giampaolo Morelli
Paese/anno: Italia / 2022
Durata: 101’
Genere: Commedia, Azione
Cast: Michele Placido, Luigi Chiocca, Fabio Balsamo, Giampaolo Morelli, Giovanni Esposito, Ciro Priello, Jun Ichikawa, Laura Adriani, Chiara Bassermann, Leopoldo Mastelloni, Shi Yang Shi, Taiyo Yamanouchi
Sceneggiatura: Tito Buffulini, Gianluca Ansanelli
Fotografia: Davide Manca
Montaggio: Luciana Pandolfelli
Musiche: Francesco Cerasi, Roberto Vallicelli
Produttore: Federica Lucisano, Fulvio Lucisano
Casa di Produzione: Vision Distribution
Distribuzione: Amazon Prime Video

Data di uscita: 25/11/2022

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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